A un mese di distanza dal terremoto de L'Aquila, continua ad aumentare il numero di dubbi sulla vicenda. Inizialmente era stato richiesto di tacere, affinché fosse possibile concentrarsi sui soccorsi. Più di una volta mi è capitato di pensare agli extracomunitari irregolari che vivano nel centro; a detta di alcuni cittadini erano molti. Senza considerare il dibattito inerente al coordinamento dei soccorsi, già toccato da alcune trasmissioni di approfondimento e dal mondo della politica.


Oggi la discussione verte sopratutto su due argomenti. Da una parte, l'ammontare dello stanziamento dei fondi per la ricostruzione e i criteri per la raccolta e il recupero - appunto - di questi fondi; dall'altra, eventuali errori (voluti o meno) nei dati della misurazione del terremoto, e ipotetiche conseguenze sulla ricostruzione a partire da questi errori.

Visto che il primo dei due argomenti è già stato ampiamente trattato (anche in maniera approfondita) da buona parte dei media, soprattutto dai giornali online, vorrei parlarvi del secondo.


Il video qui sopra allegato, trasmesso recentemente da Rainews 24 durante la rassegna stampa del canale, illustra il contenuto di un articolo de Il centro (giornale locale abruzzese). Secondo l'ingegnere Maurizio Floris, a un'analisi più dettagliata di quanto avvenuto quel giorno, la reale magnitudo del terremoto sarebbe stata di 6.3 punti sulla scala Richter.
La notizia non è nuova, seppur poco diffusa: già il 25 aprile, ilCapoluogo.it (altro giornale abruzzese, online) riportava in un articolo (Magnitudo della scossa - Giallo sui differenti dati di Stati Uniti e Giappone) l'opinione dell'ingegnere Paolo De Santis, presidente dell'Ordine degli ingegneri de L'Aquila. Anche in questo caso si sostiene che la magnitudo sia stata di 6.3 punti e non di 5.8. Per di più, De Santis riferisce che all'estero (ndr, in particolare Usa e Giappone) la misurazione è stata fin dal primo momento corretta, come lo è tutt'ora, mentre in Italia è stata modificata solo successivamente, visto che anche da noi era inizialmente ritenuta corretta. Secondo De Santis, all'origine di questa modifica a posteriori ci sarebbero degli interessi per il governo, che in caso di terremoto inferiore a 6 punti si vedrebbe semplificate le spese di ricostruzione: "le pagine internet degli Stati Uniti dicono che è stata di 6,2 e quelli giapponesi di 6,3 sulla scala Richter. Il fatto è che, se viene superata la magnitudo 6.0, cambiano le norme finanziarie per la ricostruzione, e il contributo dello Stato passa dal 33% al 100%".


Di una cosa siamo certi: la modifica è stata fatta. Per quel che mi riguarda, nel momento del terremoto ero sveglio, davanti al pc, proprio a scrivere uno dei tanti articoli per Die Brucke. Ho seguito tutta la cronaca delle prime ore, e ricordo perfettamente che sia in televisione, sia su internet, sia sopratutto sui siti istituzionali la scossa era stata misurata a 6.3. Su questo concordano tutte le persone che hanno seguito le notizie subito dopo il fatto.

La mattina successiva, invece, il dato è stato cambiato sui siti istituzionali, e magicamente tutti i media si sono allineati. Bisogna anche aggiungere che nessuno, né tra i media, né tra le istituzioni, ha giustificato questa improvvisa modifica.
A distanza di pochissime ore, sono lanciati annunci con dati del tutto diversi, senza nessuna spiegazione, nonostante la cosa non sia passata inosservata - né poteva passare inosservata - a una buona parte dei fruitori delle informazioni.

Dopo tutto, cercando accuratamente qui su internet, si possono trovare ancora molti articoli che allora non vennero aggiornati, e che infatti riportano ancora una magnitudo di 6.3.


Dunque, qui si incardina il primo dubbio: perché gli esperti stranieri hanno sempre parlato di una magnitudo di 6.3, per altro anche controllata successivamente e ritenuta ancora corretta, mentre in Italia si è passati da un primo valore di 6.3, ritenuto già allora corretto, a 5.8, senza nessuna spiegazione, visto che già il primo era considerato corretto?


Una prima spiegazione potrebbe essere quella fornita proprio da uno dei commenti dello stesso articolo: 5.8 si riferisce alla magnitudo lineare (Ml), mentre 6.3 sarebbe la magnitudo momento (Mw). Secondo questa versione - tra l'altro assolutamente corretta, non ci sarebbe differenza tra le due misurazioni, in quanto 5.8Ml è uguale a 6.3Mw.

Questo, tuttavia, non giustifica il cambiamento "tutto italiano", proprio perché le istituzioni hanno sempre usato la stessa unità: si è sempre parlato della scala Richter, cioè si è passati da 6.3Ml a 5.8Ml - si noti bene: prendendo per vera questa "svista", si può supporre che i media, nel lanciare la notizia, potrebbero essersi basati sulle rilevazioni fatte all'estero, magari perché diffuse prima di quelle italiane, commentendo appunto la "svista" nella fretta di informare. Ma lo stesso non può dirsi per le istituzioni.
Al contrario, sempre supponendo che possa esserci stata una "svista", le misurazioni all'estero sono sempre rimaste invariate (un sito istituzionale americano), cioè sempre ferme sul 6.3, che sia magnitudo lineare o magnitudo momento.

Inoltre, da due ingegneri (uno dei quali anche presidente locale dell'Ordine) ci si aspetta - o almeno, lo si spera - che non vengano compiuti errori così grossolani - la cosa sarebbe davvero ridicola, sopratutto perché la notizia viene enfatizzata dai media.


Per esempio, lo spagnolo Cnn Expansion dice, in questo articolo, che "el Centro Geológico de Estados Unidos dijo que el sismo tuvo una magnitud de 6.3 grados Richter, aunque el Instituto Nacional de Geofísica de Italia estimó en 5.8 la fuerza".

A parità di unità di misura, quindi, sempre scala Richter.


Ricapitolando: in ogni caso il cambiamento non trova spiegazione. È vero che in queste situazioni possono essere apportate delle piccole correzioni per via di comprensibili errori negli strumenti di misurazione, ma, poiché la Richter è una scala a base logaritmica, tra le magnitudo 5.8 e 6.3 c'è una notevole differenza in termini di energia rilasciata dal terremoto.

Per quanto riguarda invece un'eventuale legge in materia, le certezze sono poche. Le voci sono tra le più contrastanti: è una bufala; è vera; è vera, ma le percentuali sono sbagliate; è vera, ma fa riferimento alla scala Mercalli (quindi sui danni) e non sulla Richter, che sia Ml o Mw.

Per ora, almeno personalmente, non ho ancora trovato nessun riscontro effettivo, e in questo senso è ben accetto il contributo di chiunque.

Se però voglio essere sincero, anche volendo essere scettico nei confronti della bontà del nostro governo, ritengo inverosimile l'esistenza di una legge che, agli effetti, classifica in terremoti di serie A e terremoti di serie B, e che ci sia "un punto preciso" (indifferentemente dalla scala o da qualsiasi precisizione nel merito) solo dopo il quale scatta l'aiuto dello stato, che altrimenti si vedrebbe libero da qualsiasi responsabilità.

È possibile?


Quanto dobbiamo sapere affinché venga fatta chiarezza nell'episodio nella sua complessità?


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