Con il petrolio si fa tanto, con il prezzo si fa tutto
Scritto da Massimo Chiriatti Domenica 03 Gennaio 2010 17:21
Il prezzo più distante dai suoi fondamentali è quello relativo al petrolio. A dire il vero, i prezzi non segnalano mai completamente tutte le informazioni, altrimenti non ci sarebbe nulla da speculare. Qui ci si riferisce a prodotti finanziari su oggetti come il petrolio, che fanno leva decine di volte sul prezzo del bene sottostante scambiato nei mercati.
E non è semplice un equilibrio derivante da una domanda e un'offerta basate su criteri realistici. Anzi, chi ne sa di più tende a rafforzare le sue posizioni e a spingere sulla speculazione, seguendo le proprie aspettative su azione o opzione.
In tal modo nel tempo si sono accumulati tanti strati d'interesse che hanno speculato sull'andamento economico, la stima della domanda futura, la crescita della popolazione, la ricerca scientifica sulle riserve da scoprire, ecc. Tutto questo ha conseguenze sugli investimenti delle fonti rinnovabili.
Nei libri d'economia, quando si parla delle curve di domanda e offerta, non si rappresenta quasi mai il concetto di speculazione.
Ma la vita ci riserva sempre degli ottimi e abbondanti esempi. Pensiamo appunto al prezzo del petrolio: la speculazione è solo nella curva dell'offerta, dato che la domanda è rigida ("anelastica", come dicono gli economisti), nel senso che la quantità del bene domandato (la benzina) è più o meno la stessa, anche se il prezzo varia considerevolmente.
Per i beni "normali", quando il prezzo sale, ci possono essere due spiegazioni:
- l'offerta è diminuita e di conseguenza la quantità prodotta diminuisce;
- la domanda è aumentata e di conseguenza la quantità consumata aumenta.
Bisognerebbe comprendere anche il prezzo del bene alternativo al petrolio, ma si può affermare che generalmente il prezzo finale è dato dal mix dei due effetti precedenti.
In teoria, essendo il petrolio una risorsa finita (quindi per definizione scarsa), il suo prezzo dovrebbe avere una crescita più o meno costante. E ciò è ancora più vero considerando la tensione che c'è sulla domanda del bene: pensiamo all'aumento della popolazione mondiale e all'impetuosa crescita economica dei Paesi in via di sviluppo.
Invece ciò non accade, perché talvolta si è speculato anche al ribasso.
La speculazione, anche se non prevista dai grafici, crea una grande distanza dalle reali condizioni delle risorse fisiche mascherate dalle lotte geopolitiche.
Allora è vero che i cicli esistono da sempre, non perché obbediscono a leggi che riguardano l'economia, ma perché seguono invece le leggi della natura, e quindi degli esseri umani.


