La notizia è stata seppellita dall'annuncio delle dimissioni di Veltroni, che ha goduto di maggiore risonanza mediatica. Ma è sufficientemente rilevante per non poter poter passare inosservata: David Mills, accusato di aver incassato seicentomila dollari dalla Fininvest, è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari. Nel 1998 l'avvocato inglese venne corrotto per testimoniare il falso nell'ambito di due processi riguardanti Silvio Berlusconi (tangenti alla guardia di finanza e All Iberian).
Nonostante sia stato possibile condannare il corrotto, d'altro canto non si è potuto procedere come da legge nei confronti del corruttore, per il quale non è possibile valutare le implicazioni nei fatti: il Primo Ministro era inizialmente imputato nel processo, in seguito la sua posizione è stata stracialta tramite l'applicazione del lodo Alfano, la cui legittimità dovrà comunque essere ancora valutata dalla Corte Costituzionale.
Non bastasse, Mills è stato anche condannato a risarcire la Presidenza del Consiglio, costituitasi come parte civile. Paradosso surreale e grottesco.
La condanna ha provocato molto scalpore all'estero, dove ha visto riservarsi anche alcune prime pagine. L'Internation Herald Tribune e il New York Times esprimono un giudizio molto severo, dicendosi meravigliati del fatto che "più Berlusconi riesce a manipolare il sistema a suo vantaggio, più italiani sembrano ammirarlo". Il francese Figaro richiama anche alla figura di Cesare Previti (altro legale di Berlusconi), già condannato anch'esso per corruzione di magistrati nel 2006 (ha poi beneficiato dell'indulto), e, a proposito del lodo Alfano, racconta come "lo scorso ottobre, Silvio Berlusconi si è messo al riparo della giustizia facendo approvare una legge che gli garantisce l'immunità penale durante il suo mandato alla guida del governo italiano. Immunità che non copre però il suo ex avvocato, condannato per falsa testimonianza in favore del Cavaliere".
Dello stesso avviso El Pais, per il quale è stata gettata "un'ombra inquietante" sul premier.
Molto interessante l'articolo dell'Unità sul rapporto tra questa vicenda specifica e lo stato dell'informazione nel bel paese.


