Una delle tante sfide di Barack Obama, in questi anni di Presidenza Usa, sarà la denuclearizzazione del mondo. Anche nel discorso di insediamento, il primo presidente afroamericano ha ripetuto questo come uno dei punti più innovativi del suo programma.

 

La situazione attuale vede alcune potenze atomiche ufficiali (America, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina), altre non ufficiali (India, Pakistan e Israele) ed altre in via di sviluppo di potenziali arsenali nucleari (Corea del Nord e Iran).

Come affermato in un articolo di Peter David, uscito a gennaio sulla Special section of environment de The Economist, la presidenza Bush ha speso una parte importante dei suoi otto anni per attaccare (politicamente) i potenziali arsenali nordcoreani ed iraniani, con scarsi risultati - la Corea ha lasciato lo sviluppo di alcuni tipi di bombe nel 2006, ma nessuno è certo che onoreranno nel tempo la promessa di disarmo, mentre l'Iran di Ahmadinejad ha ignorato la risoluzione e le sanzioni delle Nazioni Unite, continuando nel processo di arricchimento dell'uranio che secondo molti porterà alla costruzione dalla prima bomba atomica iraniana.

 

Sembra fantapolitica, ma il nuovo segretario di stato Usa, Hillary Clinton, avrà l'onere di permettere la ripresa e l'attuazione del NPT (Nuclear Non-Proliferation Treaty) che, come sottolinea l'editorialista della rivista londinese, non prevede semplicemente una non-possibilità di proliferazione degli arsenali e delle potenze che possiedono testate, ma un impegno costante a smantellare gli arsenali già esistenti.

 

Se la politica estera di Bush ha fallito per un motivo semplicissimo - Iran e Corea poteva dire "ma perché io non posso avere, e gli indiani, i pakistani e gli israeliani sì?" -, le mosse dei due ex avversari per la candidatura democratica alla presidenza (Obama/Clinton) possono avere possibilità di successo proprio riprendendo l'intenzione dell'accordo siglato il primo luglio 1968 tra USA, URSS e UK.

 

Probabilmente questi sono solo belle speranze, ma nascono dalla convinzione che gli anni di Obama possano cambiare l'America e il mondo.


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