Il berlusconismo degli antiberlusconiani
Scritto da Alessandro Natale Mercoledì 06 Maggio 2009 23:20
Sono stati tantissimi i video e le frasi proposte sui social network per ricordare la ricorrenza dei sessantaquattro anni dalla liberazione dal nazifascismo. Un video in particolare mi ha colpito in negativo. Individuava i nuovi resistenti. Era evidente che il video fosse montato da persone di ambiente dipietrista. Più volte venivano riproposti i volti di Antonio Di Pietro, Marco Travaglio e Beppe Grillo, contrapposti a quelli di Giulio Andreotti, Bettino Craxi e Silvio Berlusconi, come prima Giacomo Matteotti e Antonio Gramsci venivano contrapposti a Benito Mussolini e Henry Kissinger.
L'analisi che ne esce è abbastanza deprimente. Parla di un popolo della sinistra che, in assenza di leader, si aggrappa agli urlatori. Considerare Di Pietro come "il nuovo resistente" o "il nuovo Gramsci" è sbagliato per infiniti motivi, ma soprattutto ci dimostra quanto il popolo della sinistra si sia berlusconizzato, senza accorgersene.
Una delle caratteristiche della resistenza italiana era la capacità di lavorare ed impegnarsi sempre dietro le quinte, nascondendosi, senza dare nell'occhio. Sicuramente, più che una capacità era una necessità, ma anche i leader che uscirono dalla resistenza non furono degli urlatori della politica, e probabilmente non ebbero successo nel '48 anche per questo. Penso, ad esempio, al Partito d'Azione, che raccolse una manciata di voti e si sciolse immediatamente.
Secondo alcuni, i partigiani del ventunesimo secolo sarebbero Di Pietro & company. Ma siamo sicuri che urlare nei salotti televisivi contro Berlusconi sia resistere, resistere, resistere?
Non è forse resistenza quella silenziosa e laboriosa di Marco Biagi, che ha messo a disposizione dello Stato il suo studio e la propria vita? Ammazzato, perché le ferite più profonde non sono provocate dalle grida, ma dai silenzi assordanti.
Non è forse un partigiano Pietro Ichino, che pur di continuare i suoi studi è costretto a vivere sotto scorta, solo perché riformista?
Per non parlare di Giuseppe Lumia, che combatte la mafia giorno per giorno, senza scrivere best sellers. Non sono forse partigiani i giudici antimafia, che nell'ombra agiscono quotidianamente contro la criminalità organizzata e diventano eroi solo se vengono ammazzati?
Cari, vecchi compagni, avete la mente offuscata dall'antiberlusconismo, senza rendervi conto che vivete da berlusconiani. Avete bisogno di grida e "piazze incazzate" per definire i resistenti di oggi. Pensate che un "vaffanculo" al mondo sia la soluzione di tutti i problemi.
Pensare a persone che non troppi anni fa ascoltavano i comizi pronunciati dalla dignità di Enrico Berlinguer, e ora gridano "vaffanculo" contro tutto ciò che esiste, è drammatico.
Cari compagni, Berlusconi vi ringrazia. Se continua ad aumentare i consensi, è soprattutto grazie a chi crede che Grillo sia il Calamandrei dei nostri giorni e che Di Pietro sia la reincarnazione di Gramsci.
Berlusconi vi ringrazia, perché c'è gente che pensa che Travaglio sia un uomo scomodo.
Poveri, vecchi compagni, i più berlusconizzati dei berlusconizzati. Gente che pensa di essere la soluzione senza accorgersi di essere il problema.


