Negli ultimi anni si è acuito il gap tra "cosa" e "come" nella politica italiana.
Durante la prima repubblica era il "come" a contare maggiormente (credo sia anche normale visto l'uscita del nostro paese dall'esperienza del fascismo che aveva visto il come uscire da qualunque limite pensato).

 

 

Da qualche anno in Italia è il "cosa" ad essere al centro dell'attenzione. L'Italia è completamente divisa in questa circostanza. Le regole e il buon comportamento della classe dirigente è sempre più subordinata a ciò che la classe dirigente fa. E' sempre più importante ciò che la classe dirigente fa e non come lo fa.
Viviamo in un momento nel quale la maggior parte delle persone credono che la politica debba fare e non parlare. Si sta evolvendo un'apologia della politica del fare a tutti i costi che non è normale per un paese come il nostro. C'è poco spazio per immaginare un'idea di paese. In pochi indicano una visione del paese Italia.
(Basta pensare al tema più sentito in questi giorni: la scuola. Né il governo né l'opposizione danno un'idea nuova della scuola italiana. Un'idea di come la scuola dovrebbe essere.)
Questa spinta decisionistica è sicuramente dovuta a vent'anni di immobilismo politico e incapace di fare delle scelte (l'entrata nell'Euro è l'unica vera scelta presa della politica italiana negli ultimi venti anni). Ma siamo sicuri che sia così normale che la politica debba fare e basta?
L'Italia è costretta a fare delle scelte coraggiose su tutti fronti, ma chi deve fare queste scelte? Ma soprattutto, tutto può essere concesso? Chi stabilisce i limiti in tempi di assenza di maturità politica (chi parla di costituzione o diregole condivise si sente additato come politichese).
Credo che le forze politiche abbiano la necessità di trovare un accordo sull'equilibrio tra "cosa" e "come". Le regole democratiche devono tornare ad avere la propria dignità, ma la lentezza del nostro sistema legislativo, non è concepibile per un grande paese occidentale.
Un mix tra cosa e come è la via giusta. Ridisegnare (sul solco della costituzione repubblicana e antifascita) delle regole condivise per scegliere un "come" condiviso. Dopo qesto passaggio cominciare a pensare ad una visione del paese (questa ovviamente non può esser condivisa, anzi devono esserci idee opposte). A questo punto si può pensare al "cosa", che è solo il mezzo della visione, dell'idea.


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