Quello che tutti sanno è che in queste ore Silvio Berlusconi sta procedendo con la consegna delle prime case nella frazione di Onna, onorando così la promessa contratta ad aprile. L'evento sarà riproposto in serata durante Porta a Porta, con la presenza dello stesso Premier in studio, occasione per la quale sono state spostate le puntate di Ballarò e Matrix.

Quello che non tutti sanno - soprattutto chi è solito informarsi tramite i media canonici, televisivi e radiofonici - è che le case che verranno consegnate stasera nulla hanno a che vedere con la promessa di Berlusconi (quindi non ancora onorata), che non sono state realizzate dal governo, né da questi finanziate, tant'è che Onna non rientra nemmeno nell'elenco delle aree interessate dal progetto C.A.S.E. del governo e della Protezione Civile - quello ufficiale, per intenderci.
Peggio, non si tratta nemmeno di vere e proprie abitazioni, nonostante si insista nel presentarle come "definitive", bensì di map, ovvero moduli abitativi provvisori, 94 prefabbricati in legno.


Perché rinviare Ballarò, o meglio perché sostituire la puntata di Ballarò con quella di Porta a Porta? Una mera questione di gusti personali del Premier: anche Giovanni Floris ha un inviato presente in loco, e anche lui - per quelle che erano le sue intenzioni - avrebbe voluto affrontare l'argomento. Ma, si sa, Floris non è altrettanto servile quanto Bruno Vespa.

Quello di stasera sarà un boccone già conosciuto. È il colore dei sogni di cui ho già parlato in un precedente articolo: Berlusconi scrive il copione, sceglie la voce narrante e la scenografia da adottare a sfondo. Con il suo maggiordomo a introdurlo, ecco salire sul palco l'unico attore dello spettacolo, il protagonista unico e incontrastato, impegnato tra un monologo e uno sproloquio che non vuole conoscere né interruzioni, né contraddizioni. Con la cetra in mano e la corona d'alloro sulla testa, decanterà da sé le sue lodi, tesserà le trame di una realtà tutta sua, raccontandoci di quanto è stato bravo, di essere "il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere in 150 anni della sua storia" (articolo), delle vittorie del Milan, di quanto è buono il panettone a Natale, delle vacanze in Sardegna e della simpatia dell'amico Gheddafi. E, se il tempo lo permetterà, perché no, anche per ribadire la sua virilità sessuale e di quanto possa essere piacevole lavorare quando si è attorniati da belle figure femminili - col solo scopo di migliorare il lavoro, non si insinui altro.
Servilismo, si diceva: si spengono tutti i canali mediatici, affinché si possa lasciare acceso l'unico riflettore sull'unico soggetto che è degno di esserne illuminato. Un padrone-piazzista, alle sue spalle vassalli, valvassori e valvassini, da Vespa a Guido Bertolaso, e davanti i servi della gleba pronti al plauso. Una folle festante e soddisfatta del crescendo ottimistico, con il solo desiderio di essere rassicurata che tutto va bene e non potrebbe andare meglio.

Ma oltre il colore dei sogni, subito svoltato l'angolo dell'immaginario berlusconiano, ecco che si affaccia il mondo reale, quello nudo e crudo. Questi moduli abitativi provvisori sono stati progettati e realizzati dalla provincia di Trento con i finanziamenti della Croce rossa. Potevano essere pronti già da agosto, ma la consegna è stata rinviata per due motivi: da una parte, per arraffarne il merito; dall'altra, per non far sfigurare il governo.
Ebbene sì, perché mentre Berlusconi consegna in pompa magna delle abitazioni per le quali non ha nessun merito (e per le quali, tra l'altro, si era sempre detto contrario - ricordate? Niente alloggi provvisori!), il progetto parallelo del governo, quello principale e ufficiale, è ancora indietro con i lavori, tanto da essere arrivati a parlare "da ottobre a dicembre". Eppure ad aprile si era parlato di "entro settembre", si era promesso che il 4 settembre - cascasse il mondo - sarebbero state consegnate le prima case (quelle del governo, non quelle della provincia di Trento) a Cese di Preturo. E mentre questo pomeriggio in 200 torneranno a vivere tra quattro mura, altre 30.000 persone resteranno sulla costa e altre 18.000 nelle tende, per un totale di 48.000 "ancora" sfollati. Non sanno quando vedranno di nuovo un tetto, anzi quei 18.000 non sanno nemmeno quando vedranno di nuovo una tenda, visto che i campi stanno per essere smontati senza ancora aver valutato proposte alternative (articolo de La Repubblica e articolo de L'Unità).

Guido Bertolaso risponde prontamente alle critiche che si sono sollevate già ieri: "qui abbiamo un successo del sistema Italia, di cui dovremmo tutti essere orgogliosi, e invece si sollevano dei distinguo fra chi li ha costruiti e chi li ha finanziati. Avremmo potuto fare tutto da soli, ma proprio perché la cittadina è un simbolo di questo terremoto, abbiamo voluto coinvolgere più organismi e chiesto alla Protezione civile del Trentino di realizzare le case e alla Croce Rossa di pagarle".
Ovvero, un po' come a dire: "avremmo potuto farlo anche noi, che vi credete? Ma visto che siamo buoni, bla bla bla". Allora, visto che anche loro possono, come mai i lavori del governo non sono ancora stati completati, sebbene la conclusione fosse prevista entro settembre?
Sa tanto di "suo figlio è intelligente, ma non si applica", come direbbe un qualsiasi insegnante.


D'altronde, è invece chiara e obiettiva Stefania Pezzopane, presidente della provincia de L'Aquila, che ha dichiarato in un'intervista a Articolo 21: "si vuole dare l'idea che il problema terremoto è risolto, quando decine di migliaia di persone sono ancora senza casa. Non capisco perché non si voglia fare una consegna di case seria e sobria, con tutte le istituzioni coinvolte, e si debba fare una cerimonia come fosse un passaggio sotto un arco di trionfo, quando sono migliaia quelli sbattuti ancora nelle tende in giro per l'Abruzzo. Lo sa cosa chiedo? Solo un po' di decenza", per poi aggiungere che "è chiaro che sono felice che i primi cittadini possano entrare in case con pareti rigide dopo oltre 5 mesi di attesa in tenda, ma sono sconcertata dal fatto che un momento di sicura importanza possa venire utilizzato per scopi di altra natura, sostanzialmente propagandistica. Anche perché le case che vengono consegnate non sono quelle del progetto C.A.S.E.".

Ma stasera non si parlerà di tutto questo, che poi è l'unico argomento di cui bisognerebbe parlare. Se pensate che stasera si parli del terremoto e della ricostruzione, vi sbagliate di grosso. Stasera andrà in onda il Silvio Berlusconi's show, sulla stessa scia delle trasmissioni di Vanna Marchi: il presidente tenterà di vendere un piccolo (seppur importante) successo della provincia di Trento come un suo trionfo personale; vorrà farci credere che quelle 200 persone siano una rappresentanza dei cittadini aquilani; Vespa, al solito, si congratulerà, e il Premier, sfoggiando un classico sorriso a 360 denti, chiederà di non essere ringraziato, che ha fatto solo il suo dovere, che ha solo mantenuto una promessa.

Dopo tutto, lui è un filantropo.


In risposta, su Facebook impazzano le proposte di "sciopero" - sarebbe corretto parlare di "boicottaggio" - per questa serata (link). Personalmente non farò nulla di diverso da quanto avrei già fatto, non posso, semplicemente perché non ho più la televisione da due anni. E nonostante il dispiacere per quanto stia accadendo, sono felice - di tanto in tanto - di ricevere conferme della mia scelta.


blog comments powered by Disqus