L'antica biblioteca della facoltà di giurisprudenza di Macerata è stata sede, mercoledì 28 ottobre, della conferenza-dibattito  sul tema del testamento biologico, a cui hanno preso parte il professore di diritto costituzionale Giovanni Di Cosimo, il dottor Tommaso Ciacca dell'ospedale di Spoleto e Mina Welby, vedova di Piergiorgio.
L'incontro, organizzato dall'associazione Officina universitaria, ha registrato ampia partecipazione ed interesse da parte degli studenti dell'ateneo maceratese, interessati ad un tema quanto mai attuale come questo.

A prendere per primo la parola è stato il professor Giovanni Di Cosimo. Iniziando dalla lettura dell'articolo 32 della Costituzione ("la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana") ha illustrato l'attuale situazione dell'ordinamento italiano, dove il diritto ad una "giusta morte" è praticamente già esistente. Infatti - ha continuato il professore - oltre all'articolo 32, che sancisce il diritto di rifiutare qualsiasi tipo di cura, bisogna tenere in considerazione anche l'articolo 13: "la libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge".


Dunque, alla luce di questi due articoli, ciò che conta realmente è la volontà del paziente, manifestata secondo il consenso informato e che permette dunque anche il rifiuto delle cure che dovesse ritenere inutili. Illustrando rapidamente l'attuale disegno di legge (ddl n.10/2009), in studio proprio in quei giorni alla Camera dopo l'approvazione del Senato nel marzo di quest'anno, il professore ha analizzato come si potrebbe rischiare di fare un passo indietro; infatti, in uno degli articoli che compongono il testo, alimentazione e idratazione forzata non saranno più considerati trattamenti sanitari, ma forme di sostegno inderogabili e quindi obbligatorie per tutti i pazienti, svuotando di fatto il contenuto dell'istituto del consenso informato.   

Dopo questa ampia parentesi legislativa, la parola è passata al medico Tommaso Ciacca, anestesista e rianimatore dell'ospedale di Spoleto. Il Ciacca è salito alla ribalta delle cronache all'indomani della morte di Piergiorgio Welby. Ovvero quando accolse la richiesta di Giovanni Nuvoli, malato terminale di sclerosi laterale amiotrofica, stessa  malattia che ha colpito tra gli altri  Charles Mingus, Stefano Borgonovo e Luca Coscioni.
L'anestesista, riprendendo le parole del professor Di Cosimo, ha spiegato come lo stesso codice deontologico medico (testo che regola giuridicamente l'attività medica) preveda e tutela l'istituto del consenso motivato, fondamentale riconoscimento della libertà del paziente.
Ciacca ha ripercorso velocemente la storia di Giovanni Nuvoli, la richiesta di far spegnere le macchine che lo tenevano in vita, l'impegno del medico, l'alt imposto a Ciacca dai carabinieri, lo sciopero della fame e della sete e infine la morte.

Infine, a prendere voce è stata Wilhelmine Scheff, detta Mina, vedova Welby. La signora Welby si è mostrata come una donna serena, ha raccontato con sincero affetto la storia tormentata di suo marito, colpito non ancora ventenne dalla distrofia muscolare. Il desiderio di morire subito, la droga, i lunghi viaggi e poi lei, Mina, la compagna di vita, la motivazione per continuare avanti e non rimanere in silenzio. Questo era Piergiorgio Welby, un uomo che prima di morire ha cercato di vivere intensamente la sua vita, raccogliendo il testimone di Luca Coscioni impegnandosi come scrittore e politico, portando in piazza e sulla bocca dell'opinione civile la sua lotta contro una vita che non era più vita, ma solo sofferenza nutrita da un sondino naso-gastrico.


Piergiorgio Welby è morto il 20 dicembre 2006, Giovanni Nuvoli è morto nella sua casa di Alghero il 23 luglio 2007, lo stesso giorno in cui Mario Riccio, il dottore che ha staccato la spina a Welby, è stato prosciolto.


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