Con l'intervista a Marco Spinello, iniziamo un percorso di conoscenza della giovanile del Pd attraverso una serie di interviste a ragazzi e ragazze che stanno partecipando a quest'avventura.
Marco Spinello ha 24 anni ed è nato a Militello, in Val di Catania (Ct). Si trasferisce dapprima a Niscemi (Cl), poi, definitivamente, a Catania, dove vive e studia. Si diploma presso l'Istituto Tecnico Commerciale di Caltagirone, e attualmente frequenta il terzo anno di Scienze Politiche a Catania.
La sua esperienza politica inizia nel 2003 a Niscemi, dove fonda assieme ad alcuni amici la Sinistra Giovanile, per poi passare nel 2006 a Catania, contribuendo attivamente nella sezione catanese come webmaster del sito internet, dove inizia a conoscere vari ragazzi e ragazze delle varie sezioni italiane.
Cosa studi?
"Scienze politiche a Catania".
Come vedi il tuo futuro? Credi di poter avere un ruolo importante nella società, non solo dal punto di vista politico?
"Penso che un ruolo non si possa ricoprire se non costruiamo qualcosa - come dici tu - non solo dal punto di vista politico, ma anche personale, lavorativo, scolastico. Insomma, il mio corso di studi mi porterà a dover trovare un lavoro, e con la scarsità di concorsi nel settore della pubblica amministrazione sarà difficile".
Come vedi il futuro della maggior parte dei tuoi coetanei?
"Penso che sarà molto complicato poter realizzare i sogni di ogni persona - lavorare, formarsi una famiglia, essere indipendenti."
Cosa sai della crisi economica?
"Credo che non sia una vera crisi finanziaria come altre passate - pensiamo al caso dell'Argentina -, ma è anche vero che bisognerebbe attuare delle politiche economiche volte a poter aiutare tutte le persone per non dover cercare una soluzione successivamente".
Cosa pensi del partito democratico, come processo storico e come reale azione politica fin qui vista?
"Lo scorso anno ho dapprima votato la mozione Fassino, poi ho scelto di credere in questo progetto. È sicuramente un passaggio storico se pensiamo che diciotto anni fa si formavano il Pds, e adesso il Pd che raccoglie due partiti in uno. Il Pd che, però, adesso non mi entusiasma, forse perché in Sicilia posso dire che non esiste realmente come partito. È un Pd che ancora adesso litiga al suo interno, mostrando un'immagine poco affidabile per chi è esterno al partito e dovrebbe votare noi piuttosto che la destra".
Cosa pensi delle persone che hanno dato la maggioranza dei voti a Silvio Berlusconi?
"La nostra costituzione riconosce e garantisce il diritto e la libertà ad esprimere la propria opinione politica. Anche se mi capita di pensare che forse, se molta gente ha votato Berlusconi, non è soltanto perché non ha capito che persona sia, ma anche perché il Pd non è riuscito a rappresentare una valida alternativa".
Pensi che il Pd debba entrare nel Pse?
"Credo che il Pd debba decidere in che parte collocarsi. Sicuramente sono favorevole al Pse".
Credi che nella politica bisognerebbe dare più spazio ai tecnicismi o sei convinto del primato della politica?
"Un primato della politica adesso è poco realizzabile, penso che sia più auspicabile un tecnicismo".
Chi pensi possa essere un leader valido e forte del centrosinistra italiano, Veltroni incluso?
"Penso che ci siano vari leader che vorrebbero ricoprire quel ruolo. Ma adesso non vedo una persona che possa essere il vero leader, forse perché mi immagino una persona che dovrebbe essere disposta a sporcarsi le mani parlando con la gente a quattr'occhi, a cercare di pensare alle sorti del partito piuttosto che soltanto a quelli di alcuni".
Pd del nord?
"Io, essendo siciliano, in teoria non posso essere d'accordo ad un Pd del nord, perché, logicamente, si andrebbe ad avvantagiare loro svantaggiando il sud, che è ancora molto indietro. Ma credo che ci siano realtà dove il ruolo centralista di un partito possa essere negativo - prendiamo l'Emilia-Romagna -. Tuttavia, l'idea di avere quattro o cinque partitini piccoli, ognuno nella sua zona, non mi convince troppo".
Alleanze al centro?
"Il Pd ha già scelto di aprirsi ad alleanze al centro - basti pensare all'ex Margherita o all'ex Dc -, ma credo che adesso, nella situazione di opposizione, sia necessario avviare alleanze con il centro per cercare di pesare maggiormente e per creare una sorta di opposizione a un PdL che fa paura".
Cosa pensi della politica - quella con la lettera minuscola - di oggi?
"Credo che il significato del termine politica, come è spesso stato indicato dai filosofi o da altri studiosi, sia stato perso. Oggi, molto spesso, la politica viene vista più come una sorta di urna da dove estrarre interessi personali, che come qualcosa che debba servire per la collettività".
Un aggettivo per l'Italia di oggi?
"Obsoleta".


