Solo i capigruppo dovrebbero votare in Parlamento. Così si accelerebbero i tempi delle votazioni e si renderebbe più governabile il Paese, permettendo al Parlamento di legiferare più in fretta e, quindi, con maggiore efficacia, specialmente in una situazione d'emergenza (come quella di crisi economica che stiamo vivendo).
Chissà, magari così il governo inizierà a prendere provvedimenti che possano sortire un qualche effetto in questo ambito, invece di occuparsi di giustizia - se così la vogliamo chiamare - o di cementificare il Paese.
Certo che qualcuno, allora, potrebbe domandarsi: ma con due camere a disposizione e centinaia di parlamentari votati (anche se con una legge anticostituzionale), eletti e soprattutto pagati (non poco) dai cittadini, perché dovrebbero lavorare effettivamente soltanto una decina di loro? Gli altri verranno quindi pagati per non fare nulla? In pratica, dei fannulloni - il Ministro Brunetta dovrebbe occuparsene!
Ma il vero cuore del problema è l'ennesima dimostrazione della visione distorta che il Cavaliere - ormai sempre più prossimo a farsi chiamare Re - ha della democrazia, dove il potere si ritrova nelle mani di un ristretto numero di persone, aumentando in maniera esponenziale il divario tra la maggioranza e l'opposizione.
Silvio Berlusconi vede il Paese come un'azienda da gestire, e per tale necessita di un ristretto consiglio di amministrazione che prenda le decisioni.


