Abbiamo appreso da poco ai risultati delle elezioni europee, risultati che hanno dato un segnale del forte cambiamento che sta attraversando l'Europa. Infatti, abbiamo assistito ad un netto avanzamento dei partiti di destra in tutti i paesi dell'Unione, specie in quelli più importanti.

A cosa è dovuto questo cambiamento? Ci troviamo in un periodo di forte crisi economica, a cui i paesi dell'Unione devono far fronte. Un periodo in cui si registrano forti aumenti del tasso di disoccupazione, e questo fa sì che la gente perda fiducia nei confronti dei governi nazionali. Abbiamo assistito ad una scarsa affluenza alle urne, e questo ha favorito i partiti della destra più estrema, come è successo in Olanda e Inghilterra, ma ha favorito anche quei partiti cosiddetti "euroscettici" di paesi come Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca.


In Francia il partito di Sarkozy ha tenuto bene, mentre è stata netta la debacle del partito socialista. Partito socialista che perde consensi anche in Spagna nei confronti dei popolari, anche se si tratta di una perdita contenuta.

In Germania il partito della Merkel ha subito una brutta sconfitta, e questo è un segnale che dev'essere recepito subito dalla Cancelliera, anche perchè in autunno in Germania si andrà al voto per le politiche.

In tutte queste disfatte nazionali, forse la più eclatante è quella del partito laburista in Inghilterra, che diventa a sorpresa il terzo partito del paese dopo gli storici rivali conservatori e il partito neofascista e xenofobo che si presenta solo in occasione delle europee e che ha conquistato addirittura due seggi.


Quello che preoccupa maggiormente è proprio l'avanzata di questo genere di partiti xenofobi e, molte volte, anti-europeisti. È in questo contesto che bisogna interrogarsi su un Europa che vira verso idee di anti-accoglienza degli stranieri: è emblematica la politica presentata dalla Lega Nord in Italia, alla luce dell'eventuale ingresso della Turchia nell'Unione. Ingresso osteggiato da Francia e Germania, e in Italia dalla stessa Lega.


A questo punto sorgono dei quesiti: è possibile che un'Europa che si è sempre proclamata accogliente verso tutti, improvvisamente adotti delle misure restrittive all'ingresso degli stranieri? Questa tendenza è figlia della scarsa affluenza alle urne che ha favorito questi partiti oppure si tratta del senso comune dei cittadini europei?

La Turchia, paese ponte verso l'oriente ha ancora il diritto di entrare in Europa, anche alla luce di questi risultati?

Staremo a vedere dopo la formazione dei gruppi parlamentari a Strasburgo, sta di fatto che questa Europa appare sempre più disunita e vittima dei movimenti estremisti ed euroscettici.


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