Da poco abbiamo ricevuto i risultati delle elezioni europee di questo 2009, funestato da foto "piccanti" e mogli litigiose che miravano a minare la sicurezza del premier.

Il Popolo delle Libertà si conferma partito numero uno d'Italia, nonostante il 35% sia ben lontano dai pronostici di Silvio Berlusconi e perfino sotto al 37% delle ultime politiche italiane. Ma poiché ritengo che il raffronto andrebbe fatto con le ultime europee (2004) - visto che storicamente va a votare meno gente rispetto alle politiche -, allora il Pdl (all'epoca Forza Italia e Alleanza Nazionale) aveva totalizzato circa 31 punti percentuali. Quindi in ambito europeo Berlusconi guadagna voti.

Sul sito di MicroMega si possono leggere i commenti di importanti personaggi, come Flores d'Arcais e Gad Lerner che parlano di una sconfitta di Berlusconi. Una sconfitta che, a mio avviso, è una magra consolazione, in quanto fondata su dati irreali - casomai è una sconfitta dei suoi sondaggisti.

 

Il Partito Democratico è quasi 10 punti percentuali sotto al Pdl, ha visto peggiorare la sua percentuale rispetto alle ultime politiche, mentre è migliorata (apparentemente) rispetto alle europee 2004, dove però la lista Uniti nell'Ulivo ottenne circa 2 milioni di voti in più.
Sbagliato parlare di grave sconfitta, ma il trend del partito di Dario Franceschini prosegue sulla sua linea negativa.

Boom politico della Lega Nord che supera quota 10%, e dell'Italia dei Valori che raddoppia i voti delle ultime politiche e quintuplica quelli del 2004. Come prevedibile, i due partiti dello scontento - detto senza alcuna offesa - guadagnano voti, a testimonianza della crisi politica italiana, nella quale i due maggiori partiti perdono voti.

Guadagna anche l'UdC, dopo una campagna elettorale oculata e con il silenzio stampa sui fatti (poco) privati di Berlusconi.

Non passano lo sbarramento i vari partitini della sinistra, che dovrebbero forse interrogarsi se un simbolo su una scheda valga una scissione. Se uniti, Rc, Pdci, Pcl, Se e Sl raggiungerebbero circa il 10%, senza considerare molti scontenti non votanti o votanti Idv, Pd o Radicali che potrebbero abbracciare un simile progetto. Curioso il discorso sui Verdi: in tutta Europa hanno sorpreso (in Francia hanno circa la stessa percentuale dei socialisti), mentre in Italia non superano il 3% (uniti con Sinistra e Libertà).

All'estero si registra il crollo delle socialdemocrazie, sconfitte in Francia, Germania (dove il centrodestra governa) e - sorprendentemente - nella Spagna di Zapatero.

Caso più unico che raro, il Pasok (socialisti) di George Papandreou vincono nella Grecia di Kostas Karamanlis (il paese dove la crisi economica s'è fatta sentire in maniera più decisa), anche grazie all'assoluto immobilismo del governo.

 

Fuori luogo le parole quasi gioiose del segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, che afferma che la crisi delle socialdemocrazie europee è un segno che la gente vuole una vera sinistra. Infatti Rc non sarà rappresentata al Parlamento Europeo come già non lo è in quello italiano.

Contraddizioni e curiosità di questa Italia che è l'unico paese dell'Ue ad avere una legge elettorale europea che preveda uno sbarramento, dove le sentenze europee non vengono rispettate, dove la par condicio viene continuamente infranta senza alcuna opposizione e dove l'astensionismo continua a salire.

 

Forse la gente nemmeno capisce a cosa serve votare alle elezioni europee: perché dare un voto per un Parlamento che poi non può prendere alcuna decisione? Non si ha la sensazione di esprimere un governo, ma piuttosto altri politici (stereotipamente corrotti) che vadano in vacanza a spese nostre.


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