Da qualche ora è stato dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale il lodo Alfano (articolo su Repubblica), ovvero l'immunità per le prime quattro cariche dello Stato. I processi del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, possono così ripartire.

I primi commenti del mondo politico sono quanto di più scomposto e pericoloso ci si poteva aspettare. Il leader della Lega Nord - nonché Ministro della Repubblica -, Umberto Bossi, tuona: "pronti alla guerra!". Il solito Antonio Di Pietro (Italia dei Valori) non si fa mancare occasione per attaccare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, reo di aver firmato il lodo, e chiede le dimissioni di Berlusconi.

È vero che il lodo Alfano è illegittimo, ma Berlusconi fino a condanna definitiva è innocente: quindi, perché si dovrebbe dimettere?




Preoccupanti le dichiarazioni degli esponenti del Popolo della Libertà. Parte Paolo Bonaiuti: "è una sentenza politica"; continua Maurizio Gasparri: "la Corte, un tempo costituzionale, da oggi non è più un organo di garanzia, perché smentendo la sua giurisprudenza ha emesso una decisione politica, che non priverà il Paese della guida che gli elettori hanno scelto e costantemente rafforzato di elezione in elezione. È una giornata buia perché segna il tramonto di una istituzione che ha obbedito a logiche di appartenenza politica e non a valutazioni di costituzionalità"; e conclude, per ora, l'onorevole avvocato Niccolò Ghedini: "con questa decisione, si pretende, contro la volontà popolare, che il Presidente del Consiglio anziché occuparsi dei problemi nazionali ed internazionali, sia costretto quotidianamente a seguire evanescenti processi".


La maggior parte degli esponenti dei partiti sta mostrado tutta la propria incapacità nell'affrontare una situazione del genere. Se i due partiti che formano la maggioranza di governo vogliono scendere in piazza contro una sentenza della massima corte e la considerano "politica" per il solo fatto che va contro gli interessi del proprio leader, allora - cari lettori - si prospettano tempi bui.


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