Noi dobbiamo proteggerci, l'ariana razza italiana deve essere tutelata. La questione degli immigrati deve essere risolta una volta per tutte.
Meno male che il nostro previdente governo ne pensa una più del diavolo: il cosiddetto pacchetto sicurezza (composto da un decreto legge, un disegno di legge e tre decreti legislativi) è il nome elegante da propinare agli elettori per definire la costosa manovra che vedrà come principali vittime gli immigrati.


Questi ultimi dovranno infatti sottostare ad una serie di regole principalmente mirate a complicare la loro esistenza. Da notare che, fondamentalmente, tali norme non limitano la loro possibilità di reato, ma piuttosto l'integrazione nel nostro paese. Certo, sentiamo costantemente al telegiornale che il presunto stupratore è rumeno, che i rapinatori sono probabilmente polacchi, che chi ha rubato la torta al cioccolato della nonna era verosimilmente uno straniero. E allora al via i rimedi più improbabili, come ad esempio la proposta di istituire una sorta di patente a punti per l'extracomunitario, che viene decurtata a seconda degli illeciti commessi (un po' come i bollini del benzinaio, ma dal funzionamento rovesciato). Oppure quella, poi ritirata, di prendere le impronte digitali di uomini, donne e bambini rom a scopo di censimento. Peccato però che – come leggevo sul recente manifesto per l'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani – le parole "bambini” e "censimento” non vanno d'accordo dai tempi di Erode.

In sostanza? Non è razzismo, ma è meglio che i bambini stranieri non stiano in classe insieme ai nostri figli. Non è razzismo, ma se sei un clandestino le pene previste per i reati sono aumentate fino a un terzo - però, se prendi la cittadinanza e poi fai una rapina, almeno vieni trattato equamente -. Non è razzismo, ma se sei un immigrato irregolare e ti presenti al pronto soccorso in punto di morte, controllano prima se sei in regola, poi forse ti curano. Il personale medico è infatti tenuto ad avvisare le forze dell'ordine in caso di immigrato non a norma. Davvero strano che la classe medica si sia praticamente ribellata a una richiesta del genere.

Tornando al discorso di prima, forse sarebbero più auspicabili maggiori controlli su chi infrange le regole, anziché limitare la libertà di tutti quanti gli immigrati e confonderli, ulteriormente ed inutilmente, sulle procedure necessarie per avere una normale vita da cittadino italiano. Certo, è sciocco negare che ci sono stranieri venuti nel nostro paese solo per compiere reati - non so se ci avete mai pensato, ma non è che forse la notizia fa scalpore proprio perché si tratta di extracomunitari? -, eppure perché non si parla mai dei padri e delle madri di famiglia venuti in Italia solo per avere un lavoro onesto, e riuscire così a mantenere i loro familiari, magari dopo essere sfuggiti ad una guerra nel loro paese d'origine?

Diciamocelo, loro sono disposti a fare lavori che gli italiani disprezzano, e soprattutto possono portare dinamismo in un paese che ha una natalità quasi pari a zero e che ha una scarsa crescita economica. Si parla tanto di globalizzazione, di un mondo cosmopolita e poi ci comportiamo da ipocriti e perbenisti? Non si tratta forse di una latente paura del diverso?
C'è un nome per questo fenomeno: xenofobia.


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