Leggevo sulla bacheca della democratica Giulia Di Pierro su Facebook un commento di tal Mario Tempesta. Non so chi sia, però vale la pena ricordarlo: "Aldo Moro stava creando un partito che avrebbe radunato il 70% dei voti, alle dipendenze del Vaticano. Alias, una dittatura mascherata da democrazia, poiché nessuno avrebbe avuto più la possibilità di contrastarlo. Questo, non lo si dice mai".

 

 

Viene fuori un breve dibattito: Marina Nenna afferma, giustamente, che non si ammazzano le persone per questo. O ci si oppone politicamente alle vicende politiche oppure si deve dichiarare il fallimento delle proprie idee; Pasquale Pirro dichiara che hanno ucciso l'unico personaggio politico che, con una piccola percentuale della Dc dalla sua parte, è riuscito a governare. Interviene di nuovo Tempesta ricordando "cosa fosse la Dc di quei tempi" e il "guaio che sarebbe stato il compromesso storico, tenendo conto che il Pci di allora rispondeva ancora a Mosca e la Dc agli Stati Uniti, oltre che al Vaticano". Forse il ragionamento di fondo di Tempesta non è del tutto sbagliato.

 

Però. C'è un però.

 

Per quanto possa risultare, a mente fredda, controverso il progetto di Moro, ci sono state delle conseguenze dolorose. D'accordo: quanto davvero sarebbe potuto durare il compromesso storico? Non tanto per Moro e Enrico Berlinguer, quanto per i loro referenti internazionali, i soliti poteri forti. Non dimentichiamoci che il segretario comunista si salvò da un presunto attentato a Sofia, nel 1973, ordito dal Kgb proprio per farlo fuori. Troppo scomodo quel leader italiano che guardava più all'Europa che all'Unione Sovietica (nonostante l'inevitabile rapporto di dipendenza economica).

E poi Moro, mica tanto lineare la sua storia: dato politicamente per morto almeno due o tre volte, fatto fuori perché scomodo dai galletti di turno (e al contempo relegato o a vita privata o ad incarichi ministeriali in cui si muoveva molto più che autonomamente), risorto non di rado per esaurimento psicologico dei suoi avversari interni, e incensato - per convenienza - come l'unico collante tra le varie anime di quell'osteria chiassosa e confusionaria che era la Democrazia Cristiana.

Insomma, due personaggi assolutamente non accomodanti. Che il loro progetto fosse quantomeno ambizioso era oltremodo scontato, ma entrambi avevano capito che il compromesso storico portava vantaggi sia al Paese che ai rispettivi partiti.

 

 

L'accordo tra Dc e Pci avrebbe assicurato una stabilità politica che, in quel decennio, era a dir poco necessaria, tra banche che saltavano in aria e cittadini gambizzati. Non solo: il Pci avrebbe così acquistato una credibilità istituzionale (tanto agognata da Berlinguer) e la Dc avrebbe messo al riparo quei voti che stava lentamente disperdendo per inettitudine governativa - i risultati poi si sarebbero visti col tempo.

 

Poi, certo, qui stiamo ragionando in termini fantapolitici, perché compromessi storici, alla fine della fiera, non ci sono stati. Il Partito Democratico non è un compromesso storico, è arrivato troppo in ritardo per essere definito "compromesso" e non "necessaria trasformazione di due culture".

Probabilmente non so fino a che punto Berlinguer starebbe oggi nel Pd. Moro forse sì, ricoprirebbe il ruolo di padre nobile.

 

Sono passati trentuno anni da quando il corpo dello statista democristiano (e non stagista, come ha tremendamente affermato una ragazza a Matrix) fu ritrovato nella ormai celebre Renault rossa in Via Caetani, tra Botteghe Oscure e la sede della Dc.

Si è detto molto, forse si è detto troppo, non facendo onore all'ultimo monito del prigioniero del popolo: "tutto sia calmo". Se c'è un termine con cui definire la vicenda post-sequestro, non penserei proprio a "calmo". Tutt'altro, l'esatto contrario.

 

E allora come ricordarlo – perché va ricordato, non c'è revisione che tenga – in modo dignitoso? Credo che l'ultima lettera scritta alla moglie sia abbastanza adeguata. Perché c'è sì l'odore triste della sconfitta, ma anche lo stato d'animo di chi non si arrende di fronte al crollo di se stesso e pensa al futuro dei propri cari, con la preoccupazione del padre di famiglia che si siede al tavolo da pranzo e dialoga con i figli tornati da scuola. Rimprovera gli amici (o presunti tali), che non si sono sforzati più di tanto nel volerlo liberare - la linea della fermezza, ve la ricordate? Solo Bettino Craxi, ad onor del vero, vi si oppose -, la Dc che si è comportata in modo assurdo, il Papa che ha fatto pochino.

C'è l'ineluttabile senso del destino che corre, malinconicamente funesto, di entrare nella Storia come martire. Sulle Brigate Rosse non viene fatta parola: che anche lui sospettasse che, in fondo, fossero stati armati da altri uomini, magari molto più potenti?

 

Mia dolcissima Noretta,

 

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell'incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l'indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della Dc con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. È poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall'idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato. Per il futuro c'è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore.


Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienimi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca).


Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.

Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.


Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo.


Aldo


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