Die Brucke esprime la sua solidarietà nei confronti di Enrico Mentana, dimessosi oggi dal suo incarico di direttore editoriale. La Mediaset gli ha negato la possibilità di andare in onda in prima serata, e più tardi ha cancellato la programmazione di Matrix per fare spazio a un'edizione speciale del Tg5. Al posto del programma di Mentana, l'azienda ha preferito mandare in onda il Grande Fratello. Lo stesso Mentana ha spiegato che "non è così che si fa informazione su una grande rete nazionale, non esiste solo l'audience. Eravamo pronti ad andare in onda, il Tg5 era pronto ad aprire finestre informative".
La nostra redazione valuterà l'ipotesi di partecipare allo sciopero previsto per martedì 17, in segno di solidarietà.
Come al solito, si è dimostrato che l'audience sta alla base del palinsesto televisivo, e che la quantità dei telespettatori è determinante rispetto alla qualità del programma, assolutamente ininfluente sulle scelte e sulle logiche aziendali. Il caso Englaro, la morte della ragazza, poteva essere un momento di dibattito positivo, un'occasione di riflessione collettiva, e invece il dramma umano è stato vanificato. Grazie alle solite strategie di mercato, totalmente sprovviste del rispetto per l'uomo e per la vita, tanto conclamato da diverse parti e personalità parlamentari.
Dello stesso avviso la Federazione nazionale della stampa: "Canale 5 ha perso una importante occasione per una competizione sul terreno della qualità, del pluralismo informativo, della sensibilità civile".
Alessia Marcuzzi è stata libera di condurre la sua trasmissione, che ha visto una delle concorrenti esibirsi in un pianto straziante perché a rischio eliminazione in seguito a un comportamento futile e assurdamente banale, sia in termini assoluti (si parla di una storia di bicchieri lanciati o qualcosa dello stesso peso), sia in relazione ai fatti appena accaduti che hanno coinvolto l'intera società.
Sono state diverse le dichiarazioni in favore di Mentana: Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha affermato che "da sempre dico che i reality non giovano a migliorare culturalmente gli italiani. Hanno grandi ascolti, ma il livello culturale si deprime sempre di più". Stessa opinione per Giovanni Maria Flick, presidente della Corte Costituzionale: "ieri sera in Italia si è consumato qualcosa di molto critico, che dovrebbe far pensare tutti, eppure continuava ad andare in onda il Grande Fratello".
Mauro Crippa, direttore generale informazione di Mediaset, ha invece giustificato la posizione dell'azienda, precisando che "le scelte di palinsesto sono sempre discutibili, ovviamente, ma quelle che abbiamo fatto ieri sera, peraltro dedicando al caso Englaro uno spazio tv che non ha riscontri in altre emittenti, c'erano parse e ci paiono giuste".
Sembrerebbe chiaro, a questo punto, il giudizio sull'effettiva funzionalità della televisione pubblica, incapace di fornire all'utenza un servizio di utilità collettiva e al tempo stesso un'informazione seria, basata sulla necessità - appunto - di rendere partecipe il telespettatore sugli argomenti di interesse nazionale.


