Sosteniamo l'informazione sul web: il progetto di Die Brücke
Scritto da Mirko Pagliai Martedì 01 Settembre 2009 20:19
Un mese fa avevo scritto una lettera a Beppe Grillo, tutt'ora rimasta senza risposta. È forse lecito, quindi, pensare che non abbia trovato nessun interesse nella proposta avanzata, se non proprio nell'argomento che ne stava alla base? Anche se potrebbe sembrare assurdo arrivare a trarre una conclusione dalla mancata replica, vorrei comunque cogliere l'occasione per spendere due parole a proposito di questo personaggio.
In ogni caso, e nonostante questo silenzio, continueremo indifferentemente a perseguire il progetto: da una parte, nella seconda metà di settembre redattori e lettori si costituiranno in un'associazione che rileverà la proprietà di Die Brücke, comprese attività e servizi. Tra questi, primo su tutti, d'altra parte si procederà con la realizzazione del circuito di siti d'informazione libera di cui si parlava nella lettera a Grillo - con o senza la sua partecipazione, s'intende.
Molti lettori hanno fatto notare che "Grillo non c'entra nulla con l'informazione libera" o che, più semplicemente, avevo sbagliato il destinatario dell'appello.
La mia proposta, reale nonché avanzata affinché venisse "realmente" realizzata, voleva essere al tempo stesso una proposta e una provocazione: è forse sì vero che, valutato quelli che sono i risultati della sua azione pratica e effettiva, Grillo e l'informazione libera sono due elementi distinti e non coincidenti; ma è altrettanto vero che Grillo stesso si è più volte (auto)definito difensore dell'informazione libera.
Così, semmai non avesse avuto altre occasioni per dimostrare la sua coerenza, ho ben pensato di servigli il piatto già pronto. Dopotutto era abbastanza necessaria una dimostrazione contraria, altrimenti (a meno di questa) sarebbe valso il privilegio del dubbio - e probabilmente con sua grande soddisfazione.
Forse qualcuno obietterà che il comico genovese riceve una mole di contatti giornalieri difficilmente gestibile. D'altronde è scontato che possa contare su un personale qualificato (di cui comunque non è dato conoscerne il numero) per ottemperare a una serie mansioni, tra le quali anche lo smistamento e la selezione della corrispondenza; e si capisce che difficilmente può passare inosservata una lettera inviata a più riprese, soprattutto se nello stesso arco di tempo (dal 1° agosto in poi) un'altra lettera ha invece trovato lo spazio desiderato, sebbene il suo contenuto fosse sì dilettevole, ma prettamente inutile.
È proprio questo il punto: alcune lettere vengono costantemente pubblicate sul blog e la maggior parte di queste riceve risposta. Si guardi quindi alla loro natura: spesso non sono altro che sfoghi, lamentele, prese di coscienza sulla situazione del Paese, qualche volta delle semplici riflessioni o commenti circa notizie di cronaca; al contrario, difficilmente capita di individuare contenuti che possano dirsi - anche se solo lontanamente - costruttivi o propositivi.
Chiunque segua il blog non potrà non notare come le lettere considerate da Grillo (fossero anche interessanti, ben argomentate e veritiere) siano tutte destinate a lasciare il tempo trovato.
L'unica accettabile e nella buona fede di Grillo, è che sia andata smarrita o che non sia stata proprio letta, ma vale quanto detto prima.
Si prenda invece in esame l'ipotesi più probabile e realistica: l'email è stata letta e debitamente ignorata. O meglio, non è stata propriamente letta: aperta sì, ma solo per capire sommariamente cosa trattasse. All'infuori della materia in oggetto, infatti, constatata immediatamente la sua natura (una proposta piuttosto che lo spunto per una futura polemica) è stata indirizzata verso la sede più opportuna - il cestino del programma di posta.
È davvero così? Non lo so, sicuramente è molto probabile, dopotutto non possiedo nessuna sfera di cristallo.
È invece sicuro come il blog di Beppe Grillo sia diventato un'attività commerciale a tutti gli effetti, sia singolarmente come attività principale, sia grazie a tutte quelle altre "iniziative" e attività secondarie che da lì trovano origine (manifestazioni, dvd, non ultimo il suo partito personale che a breve verrà alla luce). E poiché i suoi lettori nulla hanno da invidiare all'internauta medio, il meccanismo è presto comprensibile: più argomenti equivalgono a più lettori, più lettori equivalgono a più pubblicità, più pubblicità equivale a più soldi.
Una proposta, nell'universo di Grillo, non è un argomento: perché sì, effettivamente può essere argomento di dibattito, ma la sua attività è circoscritta al monologo senza contraddizione - sia per interesse che per incapacità -, che nulla ha a che vedere con il dibattito. Anzi, anche meno del monologo, che comunque può sempre essere condito dalle dovute argomentazioni, solo un volgare chiacchiericcio.
Semmai l'effetto potrebbe essere di verso contrario e quindi negativo: "liberata" l'informazione libera, avrebbe un argomento in meno per cui chiacchierare, visto che, a quel punto, difficilmente avrebbe senso un attacco all'informazione canonica.
Francamente confesso che, oltre questa verifica, la sua partecipazione era comunque ben sperata: avrebbe facilitato la realizzazione della proposta, tramite strumenti che noi certamente non possediamo, e (soprattutto) la diffusione e la pubblicizzazione del circuito, visto che la sua rete è molto estesa.
Ma - come prima accennato - l'idea è valida, realizzabile (anche se con difficoltà) e coerente con il percorso che il nostro progetto ha voluto intraprendere fino ad oggi. Non per ultimo, ci sono tutte le premesse affinché il risultato sperato venga effettivamente realizzato, con tutte le sane conseguenze che ne conseguirebbero.
Un lettore mi ha fatto notare quanto sia assurdo poter pensare di sostituire l'informazione canonica con di modelli simili al nostro di Die Brücke: lungi da noi questa idea, il progetto vorrebbe invece realizzare un'alternativa trasversale ai media già esistenti, da una parte affrontando argomenti fuori dalla loro sfera di competenza, dall'altra rimanendo su argomenti simili e già trattati, con l'unica differenza che verrebbero trattati con metodi diversi.
Il lettore (e, più genericamente, il cittadino, per cui si parlerà di lettore-cittadino) avrà sempre bisogno di apprendere innanzitutto dai grandi quotidiani e dalle reti televisive - questo è indubbio; ma si darà così l'opportunità di approfondire le singole tematiche, a volte allargando lo spazio di discussione e abbracciando loro aspetti più marginali ma comunque importanti, altre proponendo una posizione dichiaratamente di parte ed esprimendo così un commento genuinamente personale.
L'una non sostituisce e mai potrà sostituire l'altra: vi è però la possibilità che coesistano, e forse dovrebbe essere sentita - questa coesistenza - come una necessità se non come un diritto.
Il circuito offrirà così un punto di partenza per muoversi all'interno di quel complesso fenomeno conosciuto come citizen journalism (il giornalismo partecipativo), andando ad offrire risorse e riferimenti che potranno sommarsi alle fonti d'informazione già disponibili. Il tutto, chiaramente, sempre nell'interesse di quel lettore-cittadino di cui prima.
Il lavoro verrà guidato da Die Brücke, sperando nella partecipazione di tutti coloro che vorranno dirsi interessati. Si andrà così a formare un workgroup che si occuperà di individuare le soluzioni migliori per la realizzazione del circuito, definendo i requisiti di accesso, le modalità di gestione, le finalità e le varie procedure tecniche.
Oltre questo, nel nostro caso specifico Die Brücke si costituirà in un'associazione libera e no-profit, con finalità culturali ed editoriali. Come già annunciato, l'associazione (che sarà aperta a chiunque vorrà farne parte) rileverà la proprietà e sarà formata da redattori e lettori; in particolare, questi ultimi - i lettori - andranno a formarne il direttivo e avranno voce in capitolo sulla linea editoriale, sulla direzione e sulla gestione di Die Brücke, in tutti i suoi aspetti. Sarà possibile anche associarsi a distanza (tramite internet), e sempre via internet (ricorrendo ad appositi strumenti) ogni socio avrà la possibilità di esercitare i suoi diritti e l'attività associativa.
Crediamo che Die Brücke abbia già dato un ampio esempio di democrazia, libertà d'espressione e partecipazione, offrendo sempre disponibilità e carta bianca a chiunque si fosse riconosciuto in questi tre ideali. Nonostante questo, e riconoscendone comunque l'ottimo risultato raggiunto e l'indiscutibile validità del modello, si è voluto fare molto di più: già aperto a tutti, a partire da ottobre Die Brücke sarà "anche" di tutti.
Chi volesse partecipare al workgroup per la realizzazione del circuito di siti informazione o iscriversi alla futura associazione può contattarci inviandoci i suoi recapiti (nome, cognome, indirizzi email). Verrà ricontattato non appena le due iniziative avranno inizio.


