Di recente i partiti italiani hanno ufficializzato le proprie liste di candidati per le elezioni europee 2009.

Per cui mi sembra giusto analizzarle, a partire ovviamente dai partiti di maggioranza.


Il Popolo della Libertà piazza nomi eccellenti come quelli di Silvio Berlusconi e Ignazio La Russa (essendo il primo Presidente del Consiglio e il secondo Ministro della Difesa, ci si chiede perché candidare gente che poi in Europa non potrà andare, a meno di dimettersi dalle cariche ricoperte in Italia), o le ex star televisive Iva Zanicchi ed Elisabetta Gardini.

Ricandidato l'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, colui che votò contro la norma anti-assenteisti al Parlamento Europeo che prevedeva la pubblicazione sul web delle presenze dei parlamentari.

Vito Bonsignore, già europarlamentare per l'Udc, con una condanna definitiva a due anni per tentata corruzione nello scandalo legato all'appalto dell'ospedale di Asti e coinvolto nello scandalo Antonveneta, oltre che presente nell'elenco dei cittadini italiani con conto corrente in Liechtenstein.

Stefano Zappalà, anche lui attualmente europarlamentare, famoso per aver dichiarato durante una seduta che Silvio Berlusconi non possiede neppure una televisione, lo scorso 25 settembre.

Lucio Barani, che quando era sindaco di Aulla fece erigere addirittura una statua in onore di Bettino Craxi.

Ritorna con magno gaudio Clemente Mastella, ex leader Udeur al centro della caduta del secondo governo Prodi, causata, in sintesi, dai guai giudiziari suoi e di sua moglie.

C'era poi il punto clou della lista del Pdl: la sfilata di veline, ballerine, letteronze e chi più ne ha più ne metta, che tanto hanno fatto adirare la signora Berlusconi, tanto da ritirare la loro candidatura.

Nella Lega Nord altre candidature di politici italiani già impegnati in incarichi per il nostro Parlamento, come Umberto Bossi e Matteo Salvini, oltre al celeberrimo Mario Borghezio, la cui lista di condanne è pari a quella di tutti i cittadini della Romania.

All'opposizione le cose non vanno meglio, a partire dai manifesti elettorali dell'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, in cui Pierferdinando Casini si è fatto elegantemente fotografare coi propri figli, e nei quali invita tutti a "non litigare". Di fatti ha candidato Vittorio Sgarbi, che di litigi e di famiglia è un grande esperto (mai come Casini, comunque).

All'insegna dei volti nuovi ecco riapparire il leggendario Ciriaco De Mita, protagonista dello stanziamento dell'enorme quantità di fondi statali per il terremoto in Irpinia nel 1980, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti - molta gente vive ancora nelle baracche.

Domenico Zinzi, condannato per omicidio colposo a causa della frana del comune di Quindici nel 1988 in cui morirono 11 persone, è forse il più interessante tra tutti i nuovi volti dell'opposizione, senza tralasciare Saverio Romano, attualmente sotto indagine per i suoi presunti legami con esponenti di Cosa Nostra e con il senatore Salvatore Cuffaro, pure lui Udc.

Non scordiamoci del volto pulito dell'Udc, Emanuele Filiberto di Savoia, candidatosi per merito dei legami di parentela che lo legherebbero a metà dei capi di Stato europei e l'amicizia che lo legherebbe alla restante metà - parole sue.

Nel Partito Democratico è senz'altro da segnalare la candidatura di Sergio Cofferati, fresco di condanna per comportamento antisindacale, che aveva lasciato la carica di sindaco di Bologna per stare vicino a sua moglie e suo figlio a Genova, e ora pare pronto per raggiungere l'Europa.

Anche nel Pd, però, non mancano i grandi nomi, come il giornalista televisivo David Sassoli e la campionessa olimpica di windsurf Alessandra Sensini (anche le sue competenze politiche sono da verificare), oltre al "nome dei nomi", Luigi Berlinguer, richiamato alla politica in nome della linea giovane del partito.

Patrizia Toia, che nel 1995 venne indagata per abuso d'ufficio non patrimoniale, venendo assolta grazie all'abolizione del reato; Leonardo Domenici, attuale sindaco di Firenze, che reca con sé un buon bagaglio di esperienza in politica e affari poco chiari con l'imprenditore Ligresti; e Angelo Montemarano, primario ospedaliero ed ex assessore alla Sanità della Regione Campagna che è attualmente sotto inchiesta.

Per l'Italia dei Valori spunta subito all'occhio la candidatura del leader Antonio Di Pietro, un altro di quegli inutili spot elettorali di chi occupa già posti al Parlamento italiano.

Da verificare anche la competenza politica dell'ex assistente di volo Alitalia, Maruska Piredda.

Come al solito le promesse fatte alla fine vengono disattese, sui nomi presenti nelle liste ci sono molti dubbi e perplessità, trattandosi di scegliere principalmente tra il"ciarpame" del Pdl o "la sfilata di pensionati di lusso" del Pd (titoli attribuiti rispettivamente da Veronica Lario in Berlusconi e Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte).
È doveroso dire che tra i nomi presentati esistono anche individui di tutt'altra fattura, ma il giudizio su di loro è destinato ad altri.


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