Chi ride primo, non ride per ultimo
Pubblicato il 5 novembre 2011, ore 14:47

Capita che di fronte alle risate della coppia Nicolas Sarkozy – Angela Merkel sull’Italia qualcuno storca il naso, qualcuno ci rida su, qualcuno le appoggi (noi soliti italiani esterofili imbecilli), qualcuno le ritenga inopportune e qualcuno compia un’azione pubblica di condanna vera. Questo qualcuno è il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica.
Il suo gesto simbolico e profondo consiste nel rispedire al mittente la Legion d’Onore, o meglio in lingua originale la Legion d’Honneur. Istituita da Napoleone il 19 maggio del 1802, rappresenta la più alta onoreficenza e viene conferita per meriti straordinari nella vita militare e civile, non solo quindi a militari (come nel caso del generale Tricarico), ma anche ad imprenditori, funzionari francesi, campioni sportivi e chi si distingue per meriti e successi.
Il valore del generale Tricarico è ben noto all’estero e non solo in Francia. Tra i riconoscimenti conferitegli troviamo infatti la statunitense Legion of Merit, la Gran Croce al Merito della Repubblica Federale Tedesca e l’onorificenza peruviana Piloto peruano ad honorem. Nello specifico, il prestigioso riconoscimento francese con il grado di “ufficiale” gli era stato assegnato da Jacques Chirac per il suo impegno nella guerra del Kosovo.
Le risate becere del duo Merkel-Sarkozy mostrano tutta la loro scarsa preparazione, diplomazia e capacità di governare l’Europa e dovrebbero metterci in guardia dal considerare oro che cola le loro parole ed i loro consigli. Tra l’altro, Sarkozy non è nuovo a pessime figure, basti ricordare il G8 di qualche anno fa quando, dopo un incontro con Vladimir Putin, si presentò completamente ubriaco in conferenza stampa.
Quelle risate dunque hanno causato l’indignazione di molti, ma soprattutto del generale Tricarico che ha restituito all’ambasciatore francese in Italia la Legione d’Onore “della quale – scrive – sono oggi costretto a privarmi con rammarico e dispiacere di fronte al comportamento irriguardoso dell’attuale presidente francese nei confronti dell’Italia.”
La lettera del generale finisce con un post scriptum che riporta:
“Il 25 novembre 1916 il nostro leggendario aviatore, il capitano Francesco Baracca, abbatté il ricognitore austro-ungarico del tenente Kalman Sarkozy, che fu preso prigioniero. Pur essendo incerto il legame di parentela di quell’aviatore ungherese con l’attuale Presidente, l’episodio indica che gli Italiani – affrancati dalle peculiarità di un sistema che tarpa loro le ali – sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy.”
