Sicilia, Gioiosa Marea. 30 maggio 2020. Mentre annaffio le piante in giardino, mi sento tirare la gonna: è mio figlio, sorride sornione, mi mostra tutti i compiti fatti, disordinati ma corretti.

“E adesso?”.
“Se tuo padre è d’accordo…”.
Suo padre brontola.
“Glielo spieghi tu, però”.

Arrivati, troviamo una distesa blu coperta d’oro in alcune parti. Sono le 7 di sera. Lui, il brontolone, guarda sul cellulare una vecchia puntata di La storia eravamo noi. ‘In un’intervista rilasciata alla Reuters, il presidente della Nestlé, Peter Brabeck, ha in pratica affermato che l’acqua dovrebbe essere trattata “più come il petrolio”. Con il petrolio “è evidente cosa accade quando la domanda sale. Il mercato reagisce e le persone iniziano ad usarlo in maniera più efficiente”.
In questo modo cosa succede? Che le fasce più povere della popolazione perderanno l’accesso all’acqua potabile, perché non potranno pagarla a caro prezzo. Affidare l’acqua alla borsa significa confiscare ai popoli della Terra un bene comune pubblico insostituibile per la vita.

Mi avvicino alla riva, prendendo la mano di mio figlio. È la prima volta che vede il mare: sgrana gli occhi meravigliato, si allaccia i braccioli con fare trionfante, esclama: ”dai racconti non era così bello”.

L’acqua è freddissima, comincio a bagnargli la testa e le braccia, ma lui scivola via. Come se l’avessi cosparso d’olio, non riesco proprio a trattenerlo: ogni tuffo, un sussulto; ogni pesce, una risata; ogni onda, un gridolino stridulo che farebbe impazzire qualsiasi madre, ma non una che ride e grida allo stesso modo, perché considera valore assecondare l’entusiasmo di un bambino.

Tuttavia mi guardo attorno, preoccupata: ci sono migliaia di cassette che coprono la spiaggia. Scorgo il braccio alzato del brontolone che sembra ci saluti, avvicinandosi però si fa chiara l’immagine del suo indice che dondola a destra e sinistra. Scommetto una macedonia che sarò io la prima ad uscire dall’acqua,. Non ottengo nessuna risposta, lo prendo di peso, senza pensarci e tra gli strepiti raggiungiamo la spiaggia.
Siamo dei fuorilegge, perché non vogliamo ritirare il biglietto all’ingresso e pagare le ore trascorse in acqua.

Per affermare il valore dell’acqua oggi e domani dell’intero paesaggio marino e o montano, non è necessario affidare la sua gestione a terzi, bensì a se stessi, giorno per giorno, costruendosi una coscienza sul suo valore, così che si è saputo affermare votando “sì” ai primi due quesiti referendari.

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
— Erri De Luca, da Opera sull’acqua e altre poesie

  • Lucia Palmerini

    che piacere leggerti..

  • Giovin

    Sempre un piacere leggere ciò che scrivi, dai commenti che mi fai ai tuoi interventi! :)