Due articoli: il primo è del Corriere della Sera, riporta dei dati significativi emersi da un’indagine sulle opinioni dei cittadini a proposito del testamento biologico; l’altro, invece, è di Repubblica, e offre delle considerazioni molto sintetiche sulle parole di un altro articolo dell’Osservatore Romano, circa la recente nascita del PdL.
Entrambi gli articoli sono particolarmente significativi. Il primo pone un dubbio obiettivo sull’attenzione del lettore: “se l’elettorato si dice contrario, il testamento biologico è pensato nell’interesse di chi?”. Il secondo strappa il velo su un’inquietante intimità tra il Vaticano e il governo italiano.
Ma c’è di più. Basta leggere l’uno in funzione dell’altro.
Innanzitutto, gli italiani sono informati a proposito dell’argomento, visto che il 70% degli intervistati conosce la giusta definizione dell’oggetto di legge. E questo ci rassicura sui dati successivi.
Il 75% ritiene legittima l’interruzione delle cure mediche e il rifiuto dell’alimentazione forzata. Come prevedibile, il Corriere della Sera precisa che la percentuale è maggiore nell’ambiente laico – strano: avrei creduto nella quasi unanimità in questo contesto -. Tuttavia, la percentuale prevale anche tra i cattolici praticanti, almeno per il 55%.
Insomma, nemmeno si potesse dire che in Italia ci sono più laici che altro: in ogni caso, la maggioranza di tutte le parti, e quindi anche la maggioranza di tutto l’elettorato, è contraria all’accanimento terapeutico.
Nonostante tutto questo, il governo ha deciso di tirare dritto, stomachevolmente impassibile a quel che dovessero dire gli italiani, sebbene sia a conoscenza della loro posizione.
È la malaugurata superiorità della politica: da una parte la presunzione di chi si arroga la facoltà di discernere il giusto dallo sbagliato a nome d’altri e nonostante sia contro la volontà d’altri; dall’altra, la tipica arrendevolezza italiana, per la quale non si è più nemmeno capaci di dirsi indignati. Bene esprimere la proprio opinione se interrogati dal giornalista di turno, ma nulla di più, è destinata a finire lì.
È chiaro, a questo punto, che se una legge è indiscutibilmente impopolare e per di più viene minacciata tramite la promessa di referendum, vanificando quindi un’impresa mal vista già a priori, allora è stata programmata nell’interesse di un altro soggetto sociale.
Nell’interesse della Chiesa, appunto. E non solo per il solito ragionamento anti-clericale cui ora seguirà, ma anche e sopratutto perché nessuno – a parte, appunto, il Vaticano – si è espresso a favore – spero nessuno creda che la politica, e più generalmente chiunque, si prodighi senza nessun interesse o fine, che sia di parte o no.
A questo punto si passi al secondo articolo. Innanzitutto va fatta luce sul sempre più crescente interventismo della Chiesa, checché ne dica essa stessa. L’Osservatore Romano non si è limitato a offrire gli auguri di rito, è arrivato a benedire il partito neonato, in altre parole a prenderlo sotto la propria ala, tanto da affermare che è il partito “maggiormente in grado di esprimere i valori comuni italiani”.
Una chiara indicazione di voto, e si badi bene che non solo è rivolta ai propri fedeli – cosa comunque illegittima, ma alla quale, purtroppo, abbiamo imparato ad abituarci -, bensì a tutto il popolo, sulla base dei suoi “valori comuni”, cioè da tutti condivisi.
Rileggete quella frase, per favore: non dice “maggiormente in grado di esprimere i valori cattolici”, ma quelli comuni a tutti gli italiani, nessun escluso – anche tu che stai leggendo. Sì, purtroppo è così, il Vaticano dichiara che il PdL esprime anche i tuoi valori.
All’interno di questo insieme di valori comuni, sempre secondo il giornale della Santa Sede, “quelli cattolici sono una parte non secondaria”.
Sì, avete capito bene anche questa volta. Non bastava dire che il PdL esprime i valori di tutti: a questo si è aggiunto che i valori cattolici non sono secondi a nessuno. Considerando il carattere propositivo del loro punto di vista, non si pensi che quindi siano terzi o peggio, bensì sembrerebbe siano i primi.
E quindi – voglio ribadirlo, tirando le somme – stando alla grammatica dell’articolo, il messaggio non è destinato ai fedeli, ma all’intero popolo italiano, e contemporaneamente non si parla dei valori del PdL, ma di “valori comuni”, ovvero dei valori condivisi sempre dall’intero popolo italiano.
Sintetizzando in conclusione: i valori cattolici sono i valori di tutti, i valori cattolici vengono prima di qualsiasi altro valore, il PdL esprime maggiormente questi valori.
Alla faccia dei valori della Repubblica, alla laicità dello Stato (si legga, a questo proposito, un mio precedente articolo: Verso lo Stato etico), alla libertà del credo. Con sommo sbigottimento e tristezza.
L’articolo è finito, andate in pace – scusate, comincio ad adeguarmi.
Mirko Pagliai
