LalalalalalalaAttenzione: questo articolo è insensibile, cinico e politicamente scorretto. Se siete di animo sensibile, facilmente impressionabili o semplicemente troppo stupidi per capirlo, chiudete questa pagina, spegnete il computer e nascondetevi sotto il letto, chiudendo gli occhi e coprendovi le orecchie. Infine urlate “lalalalalalala”.
(Sì, oggi mi sono svegliato di buon umore)

Il mio 11 settembre 2001 ricordo d’averlo passato a casa. A quei tempi avevo appena dodici anni e quel giorno iniziò più o meno come tutti gli altri.
Trascorsi la mattina svolgendo le classiche attività di un ragazzino di quell’età, cioè giocando a Tomb Raider e consumandomi di pippe. Due cose che non per forza si svolgevano separatamente. Quando seppi del crollo delle torri, corsi subito in sala da pranzo, dove c’era il televisore grande. Ricordo ancora le parole che mio nonno mi disse quel giorno: “Flavio, e che schifo! Rimettitelo dentro!”.
Tutti i canali trasmettevano la loro edizione speciale del telegiornale e ognuno di loro trattava la notizia dell’attacco alle torri. Persino Studio Aperto aveva sospeso la sua rubrica di cucina. Su Rete 4, Emilio Fede mandava in onda la notizia, commentando le immagini e facendo comparire di tanto in tanto un fotogramma con la faccia di Prodi. Le torri gemelle, simbolo di New York, erano state colpite da due aerei dirottati. Le immagini in tv non lasciavano nulla all’immaginazione. Almeno per ora.

I due aerei affondarono nelle torri come un grissino affonda in una scatoletta di tonno, e le fecero sprofondare in perfetto stile hollywoodiano. Pochi giorni dopo avvenne la rivendicazione dell’attentato da parte di Osama Bin Laden, che lo definì “il miglior attentato terroristico degli ultimi 150 anni”. Quel video fece il giro del mondo in poche ore, quasi più velocemente del filmato che Paris Hilton girò due anni dopo (hai capito a quale filmato mi sto riferendo).
Fu così che il popolo americano si riunì patriotticamente sotto la bandiera a stelle e strisce e poche settimane dopo Bush, sbucciandosi una banana, annunciò una guerra al terrorismo in Afghanistan che avrebbe poi decuplicato il numero degli attentati terroristici. Ottimo lavoro, George.

Il mio 11 settembre 2011, così come dieci anni fa, è iniziato in maniera più o meno normale. È da diversi mesi che faccio un sogno ricorrente: sono chiuso in un forno microonde, insieme a tre patate, Dell’Utri, un broccolo, Nicole Minetti che cavalca una carota meccanica e Silvio Berlusconi che prende a testate lo sportello del forno urlando: “Umberto, è stato divertente fino a un certo punto, ma ora apri lo sportello! Apri, o giuro che ti faccio costruire una moschea sotto casa!”. Ogni notte mi sveglio terrorizzato e con i crampi alle palpebre.
Ho deciso di passare il mio 11 settembre 2011 a scrivere questo stupido articolo.

Ma cos’è accaduto in questi ultimi dieci anni, su questo simpatico e sorridente pianetuncolo?
George W. Bush
non è più il Presidente degli Stati Uniti ed è tornato ad occupare il suo posto come anello centrale nella scala evolutiva. Saddam è morto, Bin Laden è morto e Berlusconi gode di ottima salute. Poi dici che “l’erba del vicino è sempre più verde” è solo un modo di dire.
Dopo l’11 settembre 2001, oltre ad essersi intensificati i controlli negli aeroporti e alle dogane, si sono intensificate le attività della CIA, dell’FBI, dell’Intelligence e di Michael Moore. La Chiesa cattolica ha stabilito che per tener fronte alla crisi di fede bisogna “investire sui giovani” (ah, se la mettete così…). Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, è stato eletto un Presidente di colore e subito Berlusconi ha tentato di tranquillizzare la Lega dicendo: “è solo abbronzato”. Le borse sono andate giù, poi salite su, poi di nuovo andate giù, poi di nuovo salite su, poi definitivamente andate giù. Forse c’è un impiegato burlone a Wall Street.

Si sono diffusi Msn messenger, Facebook, Twitter, Skype e la cultura del “blog personale”; i cellulari ora fanno foto e video, mandano MMS, hanno il bluetooth e sono configurati per videochiamare e per internet; tutte le zone sono coperte da segnali wi-fi, è stata inventata la tecnologia touchscreen, sono stati creati i supporti cd, dvd, dual layer e blue ray; ora esiste il lettore mp3, la pen drive usb, la microSd, il notebook, il netbook, l’iPhone, l’iPod e l’iPad e il navigatore satellitare con la voce di Lino Banfi.
Durante gli ultimi dieci anni: tanto casino sulla striscia di Gaza.
In Tunisia, Libia ed Egitto ci sono state delle rivoluzioni che hanno ribaltato il potere politico.
In Italia invece no.

Oggi si commemorano i dieci anni dall’attentato alle torri gemelle.  L’unica immagine che mi viene in mente pensando a quel giorno è di quel poveraccio che decise di lanciarsi da una delle finestre. Sapeva che da lì a poco sarebbe finito tutto. Da lì a poco ci sarebbe stato il grande buio. Sapeva a cosa andava incontro, ma tra il farsi schiacciare dalla struttura e il volare, decise di volare. Magari non proprio volare, era più un “andare in picchiata”. A volte mi chiedo cosa stesse pensando, mentre si stava lanciava nel vuoto. Altre volte mi chiedo cosa stesse pensando mentre vi sprofondava. “Forse non è stata un’ottima idea”.
Quell’uomo ebbe il coraggio di lanciarsi nel vuoto avendo la consapevolezza di non avere alcuna speranza di sopravvivere.
La torre. La torre. La torre crollava e lui la guardava implodere su se stessa fino a sprofondare.
Guardava la torre allontanarsi e il marciapiede avvicinarsi. Quel marciapiede, quante volte ci aveva camminato e gli era sembrato sicuro. Ma ora quel marciapiede al centro di New York era cambiato.

  • Novichock

    A parte il fatto che avevo 14 anni, giocavo a Starcraft tra una pippa e l’altra, e che il touchscreen è decisamente precedente, mi riconosco nel tuo articolo.