Di recente ho avuto modo di far visita agli immigrati che alloggiano temporaneamente all’hotel Green Paradise, una delle tante strutture, presenti a Piana degli Albanesi, adibite a vere e proprie case di accoglienza.
Ero in ottima compagnia, gli amici dell’a3f, l’ Associazione antirazzista 3 febbraio, che promuove, sostiene e appoggia la lotta degli immigrati per il diritto alla libera circolazione e a migliorare la propria vita.
L’umore non era dei migliori dopo le notizie giunte da Palermo, dove la notte precedente, alla Zisa, un quartiere della città, due ragazzi dello Sri Lanka erano stati vittime di un vile atto razzista, picchiati a sangue con mazze e caschi mentre prendevano una birra. Mentre i passanti guardavano indignati senza muovere un dito.
I ragazzi, tutti provenienti dalla Costa d’Avorio, ci hanno accolto incuriositi, nei loro volti si leggeva incertezza, si sono chiesti con gli occhi, sempre sorridendo, il perché della nostra visita. Senza neanche una busta poi. Sospettati di voler far conoscenza. La prima parola pronunciata dalla mia amica e alleata dell’a3f Paola Muscarello ha chiarito ogni dubbio: invito.















- Salve a tutti, mi chiamo Flavio e non riesco più ad essere italiano -