Barack Obama in Indiana«Ci vorranno energie pulite in ogni stabilimento di produzione degli Stati Uniti per competere a livello mondiale su questo settore». Così il presidente Barack Obama ha esordito davanti ad una folla di lavoratori dell’industria delle autovetture il 6 maggio, a Indianapolis. Obama ha portato l’attenzione dell’industria automobilistica sul consumo di carburante, un elemento negativo per il suo programma di energia pulita, in un momento in cui i prezzi del gas hanno creato un “vento contrario” per la crescita economica.

Il 6 maggio è stata la prima volta che Obama si è recato in Indiana da quando ha fatto visita a Kokomo il 23 novembre scorso. Il presidente ha parlato all’Allison transmission a Indianapolis, dove ha potuto osservare i sistemi di propulsione ibrida che l’impianto produce anche grazie a un incentivo di “stimolo” per la produzione delle parti delle autovetture, oltre che (per quanto riguarda elettronica e sicurezza) a una sovvenzione federale del 2009 per migliorare i sistemi poco sicuri e dannosi per l’ambiente.

Bandiera EuropaL’Unione Europea affronta la crisi più grave della sua breve storia. Non si tratta tanto della crisi dei debiti sovrani, né della cronica incapacità di definire una politica estera e di sicurezza davvero comune. La crisi è politica e ideale. L’onda dell’euroscetticismo, un modo politicamente corretto per parlare dei rinascenti nazionalismi europei, parte dalla Scandinavia e arriva a Lampedusa facendoci rimpiangere la franca e orgogliosa freddezza britannica verso il processo di integrazione europea.

DocucityVenerdì 12 maggio si è svolta, a Sesto San Giovanni, la seconda edizione del concorso Docucity, festival del cinema documentaristico incentrato sul tema della città, organizzato dal polo di Mediazione culturale dell’Università Statale di Milano.

Avendo fatto parte della giuria popolare di questa edizione, ho avuto la possibilità di guardare film di buon livello e cimentarmi con una realtà – quella del documentario – che è sempre stata considerata ai margini del cinema (benché ne sia il fondamento: basti pensare ai film dei fratelli Lumière).
Proprio per questo motivo, penso sia giusto parlare del film vincitore, Paradiso di Alessandro Negrini, nella speranza di suscitare un po’ di curiosità nei lettori, sia nei confronti del film, che di tutto il genere del documentario, nonché del festival Docucity.

Shuaib ChalklenLa questione immigrazione non sembra essere l’unica occasione di riflessione per un’Europa che ricerca la propria ragion d’essere sotto le macerie di un’identità frammentata. Il caso che questa volta invita ad una pausa, ad una lettura attenta, è quello che ha visto protagonista Shuaib Chalklen.

Chalken è una persona disabile: la sedia a rotelle è la possibilità di movimento che la vita non gli ha dato. Chalken vuole prendere un aereo che da Londra lo porti a Ginevra: l’aereo è la possibilità di andare dove anche le gambe degli altri non possono arrivare con le loro sole forze.
In aereo i posti sono tutti a sedere. All’aeroporto però decidono che Chalken deve rimanere a terra, da solo: l’accompagnatore lui non ce l’ha. Gli viene negato l’imbarco, perché non può usare il bagno sull’aereo in modo indipendente, gli dicono.

Morte Bin LadenL’uccisione di Osama Bin Laden è senza ombra di dubbio l’evento fondamentale di quest’ultimo decennio, la chiusura di un cerchio che si era aperto con il primo, storico attacco al cuore degli Stati Uniti, gli attentati dell’11 settembre 2001, e che era sfociato nelle guerre in Afghanistan e in Iraq.
Eppure, il caso Bin Laden ha fin da subito dato adito a varie discussioni, principalmente dovute alla decisione del presidente Barack Obama di non mostrare le immagini del blitz e del cadavere del grande nemico al mondo, nonostante quanto annunciato inizialmente.

È senz’altro un cambio di tendenza netto rispetto alla linea del suo predecessore: con Saddam Hussein, il processo e l’impiccagione furono un vero e proprio evento mediatico, anche se già allora qualcuno si lamentò per la scelta del governo. Obama invece ha preso la strada opposta: non mostrare. Ma nemmeno processare, perché Bin Laden non è stato preso vivo, ma è stato condannato a morte seduta stante.
Questo ci dà l’idea di come i principi basilari della società occidentale, quella democratica, come la trasparenza ed il giusto ed equo processo per tutti, soprattutto per i nemici, vengano meno in casi eccezionali e straordinari.

Servi, Marco Rovelli«Clandestino è una parola “viva” – è quella parola che serve a designare un mondo indistinto, il mondo dell’ombra appunto, degli “uomini neri”»; ed è all’interno, nelle profondità di questo mondo, che ci conduce Marco Rovelli, scrittore, insegnante e musicista, con il suo ultimo libro, Servi. Il Paese sommerso dei clandestini al lavoro (Feltrinelli, Serie bianca, pp. 224, € 15,00). Dopo Lager italiani (Rizzoli, 2006), un reportage narrativo sui Centri di permanenza temporanea (Cpt), e Lavorare uccide (Rizzoli, 2008), dedicato alle morti sul lavoro, il libro si pone a chiusura di un’ideale trilogia. Clandestino – scrive l’autore – «è una parola offensiva, squalificante», che nello stesso tempo, però, ci dice una verità: «c’è un soggetto negato, che rivendica un’esistenza prima ancora che il diritto».

Torno a casa stanca, apro la porta, suona la Madame Butterfly di Puccini. Si tratta dell’aria Un bel dì vedremo: una dichiarazione fiduciosa sul domani. Un ragazzino alto, scarno, pallido, si guarda allo specchio, ha l’aria malinconica. Dice che da grande vuole fare l’elettricista, “unire e scatenare energia”. Si esalta. Leggo nel suo viso la paura di non essere all’altezza, di tradire le aspettative altrui, di non riuscire a realizzare se stesso.

Con un colore disegno sullo specchio, all’altezza della sua bocca, un segno curvilineo. Riesco nel mio intento: sorride. Mi affretto a ripulire il vetro, ma più strofino più la macchia si allarga, inconsapevolmente creo un paesaggio. Ci guardiamo divertiti e disperati. Indietreggiamo, ma entriamo a far parte di un panorama che spazia sull’incombente mole di monte Pecoraro e sul promontorio di terra su cui si affaccia l’aeroporto di Punta Raisi.

Ci ritroviamo davanti ad un cancello, è l’entrata del liceo classico di Partinico. Un gruppo di ragazzi vicini al PSIUP, Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, discute animatamente sui problemi del proprio paese: Cinisi. Un ragazzo con il cappello chiede a gran voce un passo concreto, per fare in modo di esternare questo disagio.
Il giornalino L’Idea Socialista deve servire proprio a questo scopo: si compone di poche ma intense pagine; al suo interno si trovano articoli e vignette,  caratterizzate da una forte vena critica nei confronti del malaffare, dell’intesa tra la Chiesa – che garantisce obbedienza – e la mafia – che trasmette un’apparente sicurezza -. Il sindaco democristiano, Domentico Pellerito, turbato dai toni anticonformisti utilizzati, sporge denuncia.

Un regalo economicoContinua da Un regalo economico, parte I.

La manopola della politica monetaria ha fallito il suo obiettivo: è arrivata a fine corsa e non si vedono benefici nel breve periodo.
Come dicevamo, però, abbiamo ancora un altro strumento: la politica fiscale. Ma l’applicazione è molto dolorosa, soprattutto quando c’è già un grande debito pubblico che continua ad aumentare, scaricando sulle generazioni successive il peso della restituzione.

anno zero 21 aprileLo scorso 21 aprile, in occasione della Settimana Santa, è andata in onda una nuova sconclusionata e aberrante puntata di quel format televisivo chiamato Annozero. Un programma “libero e antagonista”, che si spaccia come “voce del popolo”, ma che a me sembra più un avamposto di disinformazione in pieno stile baracconesco e tremendamente “berlusconiano”. Per l’occasione, il succoso argomento trattava la vicenda di Roberto Lassini, ex sindaco democristiano di Turbigo, autore del folle manifesto “Via le BR dalle procure”, affisso per le vie di Milano in occasione delle prossime amministrative nel capoluogo lombardo. Un gesto di un’idiozia rara che ha sollevato molte polemiche, e che ha bruscamente interrotto (o fomentato, chissà) la brillante scalata politica del suo scellerato ideatore.

L’attuale crisi economica certo non si accompagna a un’austerità dei commenti, anzi. Ne approfitto per introdurre alcuni concetti base riguardante la politica economica.
Iniziamo col dire che l’economia della produzione di beni e servizi è tradizionalmente divisa in quattro elementi: il consumo, gli investimenti, gli acquisti pubblici e le esportazioni nette. Ogni espansione della domanda deve provenire almeno da uno di queste quattro spese.

Spesa e domanda aggregataLa C indica il consumo, ossia la spesa delle famiglie. La I l’investimento delle imprese, la G la spesa dello Stato con la politica fiscale; le esportazioni X meno le importazioni M danno il saldo netto degli scambi con l’estero.

Roberto SavianoÈ sempre interessante vedere cosa succede ad una persona nel momento in cui passa da uno stato di quasi anonimato ad una improvvisa fama.
Roberto Saviano
, ad esempio, ha subito una forte mutazione, in parte dovuta a lui, in parte all’idea che l’opinione pubblica si è fatta di lui: ma di certo entrambe le cose hanno contribuito a formare il suo personaggio.

Tale personaggio corrisponde all’ideale di un eroe della lotta alla camorra e alle mafie in generale, difensore della Costituzione e della legalità, intellettuale e baluardo della sinistra moderata di oggi.