altLa crisi attuale certo non si accompagna a un’austerità dei commenti, anzi. Se avrete pazienza, vorrei contribuire anche io ma da una prospettiva un po’ diversa. Iniziamo col dire che tutti gli obiettivi economici di uno Stato (es. livello d’inflazione, disoccupazione, mercato dei cambi, tassi d’interesse, fiscalità etc.) sono indirizzabili solo da due strumenti di politica economica. Sembrerà strano ma ci sono, purtroppo, solo due grandi politiche che si possono adottare: la politica monetaria e la politica fiscale.

Immaginiamole come due grandi manopole per creare delle politiche espansive o restrittive. Andiamo con ordine.

Solitamente, con il termine Linux si vuole indicare un sistema operativo, libero e di tipo unix (unix-like), alternativo a Windows e Mac OS (entrambi proprietari) e basato sull’idea di gratuità del prodotto e sul concetto di codice sorgente (l’insieme delle istruzioni che determina il funzionamento di un software) aperto e disponibile a tutti – il così detto open source.
In realtà, il termine specifico si riferisce al solo kernel di Linux (ovvero un software particolare che sta alla base di un sistema operativo – in questo caso, di Linux -, a mo’ di nucleo vitale) sviluppato nel 1991 da Linus Torvalds.
Il sistema operativo Linux, invece, essendo composto dal suddetto kernel Linux e da un insieme di programmi open-source con licenza GNU GPL – licenze libere, o comunque simili -, prende il nome specifico di GNU/Linux.

Proseguono le interviste ai Giovani democratici di Alessandro Natale. Questa volta l’attenzione è per Luca Bosonetto, candidato come segretario regionale in Piemonte.

Bobo Craxi, Partito socialistaBobo Craxi, già esponente del Partito socialista italiano storico, membro del Nuovo Psi e leader nazionale della formazione politica de I socialisti italiani, ha aderito poi col suo gruppo al ricostituito Partito socialista. È stato sottosegretario agli affari esteri, con delega ai rapporti con l’ONU, nel governo Prodi II. È il figlio secondogenito di Bettino e fratello di Stefania.

Alessandro Natale lo ha intervistato per Die Brucke.

“Dio creò il mondo in sette giorni, io ho distrutto il mio in sette secondi”. Sette è il numero che ricorre. Una lista di sette nomi che il protagonista, Ben Thomas, sceglie con agghiacciante scrupolosità, per non lasciare nulla al caso, per prendersi una rivincita da esso.

Il piano di redenzione è il suo unico obiettivo, e questo richiede perseveranza e sacrificio.

Si intitola Seven pounds, “Sette anime”, il nuovo film di Gabriele Muccino, affermato regista italiano. Il regista ha sbarcato il lunario hollywoodiano grazie alla commovente storia di Chris Gardner, interpretato da Will Smith, già protagonista de La ricerca della felicità.

Parlare dell’olocausto, oggi come oggi, può essere molto pericoloso – nonché molto difficile per me che vado a scriverne: da una parte, c’è il rischio di scivolare sul banale e sul ripetitivo; dall’altra, è stato già detto tutto. Ma, poiché si continua comunque a non saperne nulla, vale la pena correre il rischio.
Altrimenti, le conseguenze sono quelle che conosciamo: la storia finisce col realizzarsi come una disciplina esclusivamente didattica, fine solo a se stessa.

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, giorno della memoria, al fine di ricordare la shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».

Ieri Berlusconi ha fatto l’ennesima battuta delle sue. Rispondendo da Sassari alle domande sugli stupri a Roma, ha affermato: “neanche nello stato più militarizzato e più poliziesco possibile, non è che si può pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane”.

Quattro chiacchiere con Mirko Pagliai, parte I.
Ovvero: libertà sull’aborto, scelta dei valori, crisi economica, offese politiche.

L’espansione della sfera economica ha oramai toccato quasi tutti gli stati. In senso positivo quando ha contribuito alla crescita e allo sviluppo, in senso negativo quando ha portato sfruttamento sia umano, sia delle risorse naturali. Anche alcuni beni e servizi che un tempo non erano scambiabili e trasportabili ora lo sono diventati. E da qui è nata l’ultima ondata della globalizzazione moderna. Invece la democrazia non è un modello esteso dappertutto, purtroppo.

Bankitalia, pochi giorni fa, ha pubblicato il proprio bollettino sull’andamento dell’economia italiana nel 2009: il dato fondamentale è quello relativo al Pil, che si prevede in calo del 2% (determinato in buona parte dal crollo della produzione industriale).

Chiaramente è difficile, come sottolinea il ministro dell’economia Giulio Tremonti, elaborare stime e congetture economiche in un contesto di tale incertezza. Il dato è però indicativo e significativo, visto che è confermato globalmente dall’arretramento degli altri paesi europei, degli Usa e del forte rallentamento delle tigri asiatiche.

Si è discusso molto sulla necessità di accrescere di punto Pil l’intervento del governo in termini di spesa pubblica, per rilanciare l’economia italiana sostenendo la domanda in forte calo. L’opposizione chiede di stanziare una somma pari a circa 15 miliardi di euro, da investire in infrastrutture, aiuti al settore automobilistico, e maggiore sostegno a famiglie e imprese.