Ci siamo. Nel 2012 tutte le televisioni italiane saranno convertite al famoso digitale terrestre. Primato europeo per l'Italia, che in anticipo rispetto a tutti gli altri paesi ha fatto conoscere ai suoi cittadini questo nuovo modo di vedere la televisione.

Ecco, a tale proposito, le domande più cliccate su internet.



Cos'è in pratica il digitale terrestre?

È la televisione come l'abbiamo sempre vista, rappresentata però in modo digitale, non in modo analogico. I pro che dovrebbero derivare da questo passaggio sono: un maggior numero di canali con possibilità di programmi interattivi, una migliore qualità audio/video, un minore inquinamento elettromagnetico. Il contro, invece, è che i programmi televisivi resteranno gli stessi, nulla di nuovo sotto il sole.


Come si passa al digitale terrestre, e quanto costa?

Questa è una bella domanda. Il digitale terrestre infatti prevede l'installazione "a rate". Per spiegarvi meglio, mi servirò di un uomo-cavia: maschio italiano, cinquant'anni, basso e robusto. Ha passato una vita a lavorare in fabbrica, per permettersi alla fine pochi lussi, tra cui l'abbonamento allo stadio per guardare la sua squadra del cuore giocare in casa e la tv lcd, schermo ultra piatto ad altissima definizione per seguire la suddetta in trasferta. Esperienze con il mondo della televisione (partite escluse) ne ha poche; dimestichezza con internet e decoder vari, ancora meno.

Seguiamolo nella scoperta del nuovo mondo.


Passo 1: cercare la propria città o in alternativa la propria regione su internet, per vedere se o quando verrà raggiunta dal segnale del famoso digitale. Fin qui ci siamo: l'uso di internet, per quanto arcano e incomprensibile, viene facilitato da numerosi link con su scritto "clicca qui". Dopo aver visitato, in ordine: il sito della banca centrale, quello della sua squadra del cuore e aperto per sbaglio un sito porno facendo andare in tilt l'anti-virus, finalmente riesce a trovare quello che cerca.


Passo 2: una volta sicuro del fatto che il segnale attraversi la sua città, l'ignaro uomo si recherà a comprare un decoder per la sua televisione, o in alternativa una televisione con decoder incorporato. La scoperta sarà agghiacciante: entrato nel grande negozio di elettronica, infatti, scoprirà che non esiste solo un modello standard, bensì trenta modelli con rispettive varianti. Uno scaffale lungo quanto la Salerno-Reggio Calabria lo aspetta per cibarsi di lui e della sua inesperienza. Nessun tecnico, né commesso nei paraggi.

Il poveretto quindi si tuffa tra Telesistem, Telaviv, Teledipiù, Teladoiolatv. Comincia a leggere le varie caratteristiche di ogni modello di decoder: doppia porta usb, doppia scheda, una scheda, senza scheda, ottanta canali in più, canali standard, tutti i canali del mondo, compreso abbonamento annuale, compreso abbonamento mensile, compreso abbonamento a vita per lei e tutta la sua stirpe da qui all'eternità. L'ultima cosa letta lo sorprende e comincia a chiedersi se è un effetto delle luci del negozio o sono i suoi occhi a dirgli addio.

Dopodiché passa ai prezzi: trenta euro, quaranta euro, settanta euro, novanta euro, cento virgola novantanove periodico euro. E per le televisioni con digitale incorporato? Dai mille ai cinquemila euro.

No. Scoraggiato e quasi sul punto di arrendersi, sarà salvato in extremis da una commessa sulla trentina, impietosita dalla sua espressione rassegnata. Gli consiglia il decoder con il miglior rapporto qualità prezzo, secondo il suo modesto parere. Inoltre al pover'uomo sembrerà anche di averla sentita dire sottovoce "non si arrenda, è tutti noi!" nel momento del passaggio alla cassa.


Passo 3: tornato a casa col decoder sotto braccio, l'uomo lo collegherà alla tv. Scoglio relativamente facile vista la sua esperienza in fabbrica, e comunque ad ogni cavetto corrisponde una ed una sola porta.


Passo 4: accensione e sintonizzazione del nuovo apparecchio. Appena premuto il tasto verde, il decoder parte in quarta e fa tutto da solo, si sintonizza, aggiorna i canali, li salva automaticamente e alla fine richiede l'attivazione del servizio. Altra cosa relativamente semplice.

L'attivazione può avvenire tramite internet, tramite telefono o tramite sms. A questo punto l'uomo - furbo - chiamerà il figlio quindicenne che vive solo e unicamente con il cellulare e la promozione 4000 messaggi gratis, e si farà attivare il servizio da lui.


Passo 5: controllare che tutto sia al suo posto. Servizio attivato e telecomando alla mano, l'uomo accenderà finalmente la televisione. "Aggiornamento del software in corso": schermo nero. Dopo dieci lunghi minuti di attesa uscirà la scritta blu e bianca "segnale criptato", minacciosa più che mai. "Segnale criptato? E mica sono dei servizi segreti!", penserà l'uomo.

Dopo aver raccolto tutte le idee e aver letto tutte le istruzioni tre volte di seguito senza capirci nulla in definitiva, l'occhio dell'uomo cadrà su una postilla in basso a destra. Una scritta piccola, tanto da mettere in crisi una lince, da leggere con l'ausilio di occhiali, lente d'ingrandimento e cannocchiale: in caso di "segnale criptato" chiamare l'assistenza tecnica.


Passo 6: chiamare l'assistenza tecnica. E qui ci sarà l'apoteosi della storia del nostro sfortunato uomo. Dopo aver composto il numero dell'assistenza, composto a sua volta da circa venti numeri, l'uomo attenderà in linea fino a quando una voce registrata gli dirà: "benvenuto nel servizio di assistenza del digitale terrestre. La telefonata è gratuita, salvo un euro ogni secondo di conversazione da devolvere alla ricerca Mediaset premium. Per risolvere problemi urgenti con una telefonata completamente gratuita, chiamare il numero...".

L'uomo segna in fretta e furia il numero con una penna sui post-it del soggiorno. Qualora non avesse né penna né post-it, lo scriverà con il sangue sul muro davanti a lui. Chiama.

"Benvenuto nel servizio di assistenza RisolveTuttoBerlusconi.com. Per richiedere una visita all'ospedale in corsia preferenziale, prema 1. Per richiedere un posto di lavoro a tempo indeterminato, prema 2. Per richiedere una villa in Sardegna, prema 3. Per richiedere la santità, prema 4". La comunicazione si interrompe e l'uomo guarda sbigottito la cornetta del telefono. Ci vorranno due ore buone prima che si riprenda, e non gli basterà l'intera vita per uscire del tutto dallo shock.


Passo 7: richiamare l'assistenza tecnica. "Benvenuto nel servizio di assistenza del digitale terrestre. La telefonata è gratuita, salvo... - si rifiuta di ascoltare questa parte - per attivare il decoder, prema 1. Per informazioni riguardo i costi, prema 2. Per informazioni riguardo alle offerte, prema 3. Per problemi tecnici, prema 4". Pensiero dell'uomo: "qual è il tasto per la disperazione?".

Poi preme 4: "per risolvere problemi riguardanti il decoder, prema 1. Per risolvere problemi riguardanti la televisione, prema 2. Per risolvere problemi riguardanti l'offerta dei programmi, prema 3". Si guarda intorno interdetto. Preme 1.

"La stiamo mettendo in contatto con un operatore, la preghiamo di attendere". "È fatta!", pensa erroneamente. L'uomo, infatti, ignora che quel momento di attesa durerà trentasette minuti, in cui sarà costretto ad ascoltare tutto il concerto di Vienna del 1988 per ben tre volte.

Quando l'uomo starà per cadere al suolo addormentato, si aprirà la luce: "salve sono Marco, in cosa posso esserle utile?". "Oh, grazie a Dio! Salve io vorrei...". "Pronto?". "Pronto, mi sente?". "Pronto?". "Pronto! Io sono qui!". "Pronto? Ma che cretini questi che fanno gli scherzi telefonici!". "No, no! La prego, non riattacchi!". "Tuuu, tuuu".


Passo 8: ri-richiamare l'assistenza tecnica e ri-ri-richiamarla ancora fino a quando la linea non sarà completamente libera e l'assistente completamente sordo.

"Pronto sono Marco, in cosa posso esserle utile?". "Pronto, mi senteeee?”, urla l'uomo. "Sì, certo, non c'è bisogno di urlare!". "Ah, d'accordo, mi scusi tanto. Dunque, io ho un problema con il digitale...", riferisce il problema. "Capisco. Allora, faccia così". "Sì, mi dica". "Spenga e riaccenda la tv". L'uomo guarda sbigottito la cornetta per la seconda volta. "Solo?". "Sì, certo". "Va bene, grazie". Riaggancia.


Passo 9: riaccendere la televisione. Magicamente tutto sarà tornato al suo posto. Rai1, Rai2, Rai3, Rete4, Canale5, Italia Uno, La7. Tutti al loro posto. E dopo tutta questa fatica, l'uomo avrà una consapevolezza in più. D'ora in poi potrà vedere più nitidamente e sentire più chiaramente Emilio Fede, finché morte non li separi.


Passo 10: spiegare alla moglie perché sulla bolletta del telefono ci sono 1354 euro in più rispetto alla precedente bolletta.


Conclusione, passare al digitale terrestre sarà pure un bel passo avanti per l'Italia, ma siamo sicuri di essere pronti?


N.b.: questo è un racconto di fantasia. Quasi. Qualsiasi riferimento a persone o fatti realmente esistiti è da ritenersi puramente casuale. Più o meno.

Ci siamo. Nel 2012 tutte le televisioni italiane saranno convertite al famoso Digitale Terrestre.
Primato europeo per l'Italia che in anticipo rispetto a tutti gli altri paesi ha fatto conoscere ai suoi
cittadini questo nuovo modo di vedere la televisione. Ecco a tale proposito le domande più cliccate
su internet.
Cos'è in pratica il Digitale Terrestre? E' la televisione come l'abbiamo sempre vista rappresentata
però in modo digitale, non in modo analogico. I pro che “sembra” dovrebbero derivare da questo
passaggio sono: un maggior numero di canali con possibilità di programmi interattivi, una migliore
qualità audio/video, un minore inquinamento elettromagnetico. Il contro invece è che i programmi
televisivi resteranno gli stessi, nulla di nuovo sotto il sole.
Come si passa al Digitale Terrestre e quanto costa? Questa è una bella, anzi sensazionale,
domanda. Il Digitale Terrestre infatti prevede l'installazione “a rate”. Per spiegarvi meglio mi
servirò di un uomo-cavia: maschio italiano, cinquant'anni, basso e robusto. Ha passato una vita a
lavorare in fabbrica per permettersi alla fine pochi lussi tra cui l'abbonamento allo stadio per
guardare la sua squadra del cuore giocare in casa e la TV LCD schermo ultra piatto ad altissima
definizione per seguire la suddetta in trasferta. Esperienze con il mondo della televisione (partite
escluse) ne ha poche, dimestichezza con internet e decoder vari ancora meno. Seguiamolo nella
scoperta del nuovo mondo.
Passo 1: cercare la propria città o in alternativa la propria regione su internet per vedere se o
quando verrà raggiunta dal segnale del famoso Digitale. Fin qui ci siamo, l'uso di internet per
quanto arcano e incomprensibile viene facilitato da numerosi link con su scritto “Clicca qui”. Dopo
aver visitato, in ordine: il sito della Banca Centrale, quello della sua squadra del cuore e aperto per
sbaglio un sito porno facendo andare in tilt l'anti-virus, finalmente riesce a trovare quello che cerca.
Passo 2: una volta sicuro del fatto che il segnale attraversi la sua città, l'ignaro uomo si recherà a
comprare un decoder per la sua televisione o in alternativa una televisione con decoder incorporato.
La scoperta sarà agghiacciante. Entrato nel grande negozio di elettronica infatti scoprirà che non
esiste solo un modello standard ma bensì trenta modelli standard con rispettive varianti. Uno
scaffale lungo quanto la Salerno-Reggio Calabria lo aspetta per cibarsi di lui e della sua
inesperienza. Nessun tecnico né commesso nei paraggi.
Il poveretto quindi si tuffa tra Telesistem, Telaviv, Teledipiù, Teladoiolatv... Comincia a leggere le
varie caratteristiche di ogni modello di decoder: doppia porta USB, doppia scheda, una scheda,
senza scheda, ottanta canali in più, canali standard, tutti i canali del mondo, compreso abbonamento
annuale, compreso abbonamento mensile, compreso abbonamento a vita per lei e tutta la sua stirpe
da qui all'eternità. L'ultima cosa letta lo sorprende e comincia a chiedersi se è un effetto delle luci
del negozio o sono i suoi occhi a dirgli addio. Dopodiché passa ai prezzi: trenta euro, quaranta euro,
settanta euro, novanta euro, cento virgola novantanove periodico euro. E per le televisioni con
digitale incorporato? Dai mille ai cinquemila euro. No. Scoraggiato e quasi sul punto di arrendersi
sarà salvato in extremis da una commessa sulla trentina impietosita dalla sua espressione rassegnata.
Gli consiglia il decoder con il miglior rapporto qualità prezzo secondo il suo modesto parere. Inoltre
al pover'uomo sembrerà anche di averla sentita dire sottovoce: “Non si arrenda, è tutti noi!” nel
momento del passaggio alla cassa....
Passo 3: tornato a casa col decoder sotto braccio l'uomo lo collegherà alla TV. Scoglio
relativamente facile vista la sua esperienza in fabbrica e comunque ad ogni cavetto corrisponde una
ed una sola porta.
Passo 4: accensione e sintonizzazione del nuovo apparecchio. Appena premuto il tasto verde il
decoder parte in quarta e fa tutto da solo, si sintonizza, aggiorna i canali, li salva automaticamente e
alla fine richiede l'attivazione del servizio. Altra cosa relativamente semplice. L'attivazione può
avvenire tramite internet, tramite telefono o tramite SMS. A questo punto l'uomo furbo chiamerà il
figlio quindicenne che vive solo e unicamente con il cellulare e la promozione 4000 messaggi gratis
e si farà attivare il servizio da lui.
Passo 5: controllare che tutto sia al suo posto. Servizio attivato e telecomando alla mano l'uomo
accenderà finalmente la televisione. Aggiornamento del software in corso... schermo nero. Dopo
dieci lunghi minuti di attesa uscirà la scritta blu e bianca “SEGNALE CRIPTATO” minacciosa più
che mai. “Segnale criptato? E mica sono dei servizi segreti!”, penserà l'uomo.
Dopo aver raccolto tutte le idee e aver letto tutte le istruzioni tre volte di seguito senza capirci nulla
in definitiva, l'occhio dell'uomo cadrà su una postilla in basso a destra. Una scritta piccola, tanto da
mettere in crisi una lince, da leggere con l'ausilio di occhiali, lente d'ingrandimento e cannocchiale.
In caso di “Segnale criptato” chiamare l'assistenza tecnica.
Passo 6: chiamare l'assistenza tecnica. E qui ci sarà l'apoteosi della storia del nostro sfortunato
uomo. Dopo aver composto il numero dell'assistenza, composto a sua volta da circa venti numeri,
l'uomo attenderà in linea fino a quando una voce registrata gli dirà: “Benvenuto nel servizio di
assistenza del Digitale Terrestre. La telefonata è gratuita salvo un euro ogni secondo di
conversazione da devolvere alla ricerca “Mediaset Premium”. Per risolvere problemi urgenti con
una telefonata COMPLETAMENTE gratuita chiamare il numero...”
L'uomo segna in fretta e furia il numero con una penna sui post-it del soggiorno, qualora non avesse
né penna né post-it lo scriverà con il sangue sul muro davanti a lui. Chiama. “Benvenuto nel
servizio di assistenza RisolveTuttoBerlusconi.com. Per richiedere una visita all'ospedale in corsia
preferenziale, prema 1. Per richiedere un posto di lavoro a tempo indeterminato, prema 2. Per
richiedere una villa in Sardegna, prema 3. Per richiedere la santità, prema 4.” La comunicazione si
interrompe e l'uomo guarda sbigottito la cornetta del telefono. Ci vorranno due ore buone prima che
si riprenda e non gli basterà l'intera vita per uscire del tutto dallo shock.
Passo 7: Richiamare l'assistenza tecnica. “Benvenuto nel servizio di assistenza del Digitale
Terrestre. La telefonata è gratuita salvo... - si rifiuta di ascoltare questa parte. Per attivare il decoder,
prema 1. Per informazioni riguardo i costi, prema 2. Per informazioni riguardo alle offerte, prema 3.
Per problemi tecnici, prema 4”. Pensiero dell'uomo: “Qual è il tasto per la disperazione?”. Poi
preme 4. “Per risolvere problemi riguardanti il decoder, prema 1. Per risolvere problemi riguardanti
la televisione, prema 2. Per risolvere problemi riguardanti l'offerta dei programmi, prema 3”. Si
guarda intorno interdetto. Preme 1. “La stiamo mettendo in contatto con un operatore, la preghiamo
di attendere”. E' fatta! Pensa erroneamente.
L'uomo infatti ignora che quel momento di attesa durerà trentasette minuti in cui sarà costretto ad
ascoltare tutto il Concerto di Vienna del 1988 per ben tre volte.
Quando l'uomo starà per cadere al suolo addormentato si aprirà la luce. “Salve sono Marco, in cosa
posso esserle utile?”. “Oh, grazie a Dio! Salve io vorrei...”. “Pronto?”. “Pronto, mi sente?”.
“Pronto?”. “Pronto! Io sono qui!”. “Pronto? Ma che cretini questi che fanno gli scherzi telefonici!”.
“No! No! La prego non riattacchi!”. “Tuuu, tuuu”.
Passo 8: RiRichiamare l'assistenza tecnica e RiRiRichiamarla ancora fino a quando la linea non
sarà completamente libera e l'assistente completamente sordo. “Pronto sono Marco, in cosa posso
esserle utile?”. “Pronto, mi senteeee?”, urla l'uomo. “Si certo non c'è bisogno di urlare!”. “Ah,
d'accordo mi scusi tanto. Dunque io ho un problema con il digitale...”, riferisce il problema.
“Capisco allora faccia così”. “Si mi dica”. “Spenga e riaccenda la TV”. L'uomo guarda sbigottito la
cornetta per la seconda volta. “Solo?”. “Si certo”. “Va bene, grazie”. Riaggancia.
Passo 9: riaccendere la televisione. Magicamente tutto sarà tornato al suo posto. Rai1, Rai2, Rai3,
Rete4, Canale5, Italia Uno, La7. Tutti al loro posto. E dopo tutta questa fatica, l'uomo avrà una
consapevolezza in più. D'ora in poi potrà vedere più nitidamente e sentire più chiaramente Emilio
Fede, finché morte non li separi.
Passo 10: spiegare alla moglie perché sulla bolletta del telefono ci sono 1354 euro in più rispetto
alla precedente bolletta...
Conclusione, passare al digitale terrestre sarà pure un bel passo avanti per l'Italia, ma siamo sicuri di
essere pronti?
N.B. Questo è un racconto di fantasia. Quasi. Qualsiasi riferimento a persone o fatti realmente
esistiti è da ritenersi puramente casuale. Più o meno.


blog comments powered by Disqus