ART.1: L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Con una percentuale che supera il 15%, l'Italia è uno dei paesi dell'Ue in cui il lavoro irregolare ("nero") è maggiormente diffuso. Basta ricordare l'appello - forse goliardico, diranno alcuni - del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, risalente al suo secondo governo, che invitava i cittadini a lavorare in nero. Sempre l'Italia è il primo Paese dell'Ue per infortuni mortali sul lavoro, nonché quello in cui le norme di sicurezza sono le meno rispettate in assoluto.

Per quanto riguarda il comma 2, il Porcellum - legge elettorale voluta dal precedente governo Berlusconi - ha eliminato il voto di preferenza (che nemmeno il recente referendum avrebbe reintrodotto), rendendo il termine "sovranità" piuttosto velleitario se accostato al termine "popolo".


ART.2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.


Le norme dell'attuale governo Berlusconi in materia di immigrazione sono abbastanza esaustive: si tratta di respingere gli immigrati che arrivano lungo le coste italiane, spesso provati fisicamente dal lungo viaggio ed in condizioni che richiederebbero un pronto soccorso medico, taluni in fuga da paesi in guerra o sotto feroci dittature. Già centri di accoglienza come quello di Lampedusa sono sottoposti a forti critiche da parte delle organizzazioni umanitarie, per le condizioni in cui i residenti vengono tenuti.


ART.3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, sociale ed economica del Paese.


All'interno del pacchetto sicurezza, proposto dall'attuale governo Berlusconi, è presente un punto riguardante l'aggravante razziale, ovvero: se un reato venisse commesso da un cittadino di origine straniera, la pena dovrebbe essere maggiore rispetto a quella che spetterebbe ad un cittadino italiano.

Il lodo Alfano, inoltre, garantisce l'improcessabilità e, di conseguenza, l'immunità delle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente della Camera, Presidente del Senato).


ART.4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.


La mancanza di investimenti da parte dei vari governi italiani nella ricerca scientifica ha portato molti giovani laureati a trasferirsi all'estero per lavorare (fuga dei cervelli) o, per i meno fortunati, a dover cercare un'occupazione completamente diversa.


ART.5: La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze della autonomia e del decentramento.


Attualmente il partito della Lega Nord fa parte della maggioranza di governo - addirittura con dei ministri; ebbene, questo partito è lo stesso che dichiarava di volere la secessione dalla Repubblica italiana. Il suo leader, Umberto Bossi, si rese protagonista di diversi insulti rivolti alla Repubblica ed alla bandiera, che gli valsero anche una condanna per vilipendio.


ART.6: La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.


ART.7: Lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.


ART.8: Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.


L'indipendenza dello Stato italiano è da sempre minata e sommessamente messa in discussione dallo Stato del Vaticano, con la complicità dei politici che prestano il fianco alla Chiesa per non perderne l'appoggio. Una dimostrazione è stata data durante il caso di Eluana Englaro.

Riguardo l'articolo 8, in molte città risulta difficile concedere ai cittadini di religione islamica un luogo dove pregare; la preghiera islamica in piazza Duomo a Milano, avvenuta pochi mesi fa, è stata duramente criticata dal governo.


ART.9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della nazione.


Per il comma 1 rimando al commento all'articolo 4.

Per quanto riguarda il comma 2, la situazione di degrado in cui vengono abbandonate certe zone periferiche (con rischi anche per gli abitanti) o il problema della spazzatura a Napoli, sono fortemente esplicativi in tal senso.


ART.10: L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l'effettuale esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.


Per i comma 2 e 3 rimando al commento all'articolo 2.


ART.11: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di partità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.


Dal 2003 l'Italia è impegnata nell'occupazione dell'Iraq seguita all'invasione americana. I motivi della guerra (deposizione del dittatore Saddam Hussein e presenza di armi di distruzione di massa da usare nei confronti dell'Occidente) si sono rivelati specchietti per le allodole. Addirittura, le armi di cui parlava il Presidente George Bush non furono mai trovate, ed il segretario di Stato Colin Powell fu costretto ad ammetterlo per nascondere il vero motivo della guerra: le riserve petrolifere irachene.


ART.12: La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.


Rimando al commento all'articolo 5.


Come dimostrato, gli articoli fondamentali (i primi dodici) della Costituzione italiana sono stati quasi tutti ripetutamente violati, con la sola eccezione dell'articolo 6.


Si può ancora parlare di Repubblica? A mio avviso la Repubblica è stata tradita dai nostri governanti, a cui la sua tutela era stata affidata.

Come dimostrò a suo tempo Giovenale, nessuno sorveglia i controllori.


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