Sono passati solo due giorni dall'ennesima vittoria del berlusconismo in Italia (Sardegna), e c'è ancora gente incredula. La parte dei sardi che ha votato Renato Soru è rimasta allibita, spaesata, non ritrova più nella sua terra l'ideale che la distingueva.

Invece io penso che, rifacendosi allo scenario delle ultime elezioni a livello nazionale, si poteva già decifrare il risultato in Sardegna. Non dico fosse tutto scontato, ma poco ci mancava, infatti alla fine la realtà ha espresso l'ultima, fatidica sconfitta della nostra povera pseudo-sinistra.


È inutile dirlo, il pensiero italiano è ormai di destra, il bombardamento mediatico ed economico di Berlusconi non ha misure, e la gente perde la capacità di comprendere la verità.

Non si può pretendere di avere chiarezza quando un premier fa affermazioni la mattina, per poi smentirle la sera, non si può aver chiarezza quando non c'è nessun contrasto alle leggi ad personam e non si può aver contrasto con una sinistra che internamente è confusa e litigiosa.

Il Pd era nato con dei buoni propositi, era nato più che altro come una speranza, troppo leggera. Una speranza che voleva smentire un'Italia ormai troppo a destra. Ma è stata solo una speranza.

Ora servono basi solide e concrete per ripartire ad avere una sinistra vera. Ora subiamo leggi antidemocratiche, subiamo il cemento in Sardegna, subiamo tutte le scelte antipopolari che verranno proposte, alla fine è la volontà della maggioranza degli italiani, se vogliamo vederla così.

Aspetteremo impazienti di ritornare ad avere un opposizione degna di nota, anche se aspettare non è sempre la cosa giusta.

L'aveva detto già qualcuno: se tutto va bene, siamo rovinati.


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