Ho appena visto il classico “Top Gun” (in cui Tom Cruise interpreta il suo ruolo in modo quasi perfetto), che parla della forza dell’aviazione militare americana. Il film è stato girato con l’appoggio dell’unità speciale U.S. Navy F-16, con la partecipazione di diversi ufficiali militari, e le immagini con effetti speciali rendono le scene di azione militare con grande forza estetica. Registrando il successo dell’anno (1986), il film è apparso durante l’amministrazione Reagan, quando l’America cercava il sostegno popolare per le azioni militari in Nicaragua, in Grenada e gli interventi militari segreti. Il personaggio principale porta il codice “Maverick”, che significa “Il Ribelle” e rappresenta l’iniziativa personale, ma anche il genio militare americano. In una delle scene più illustrative del film, di fronte ai colleghi con cui concorre per il posto di pilota numero uno in una scuola di elite, Maverick giustifica così le sue azioni: «Qua [nell'aviazione] non hai il tempo di pensare. Se ti fermi a pensare, sei un uomo morto».
Ad un altro livello: la Francia, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno pensato a lungo sull’ipotesi di intervenire in Libia o meno. Quello che sorprende davvero è la posizione degli Stati Uniti, i quali – secondo una teoria cospirativa in cui credo – hanno aspettato che la Francia facesse il primo passo. Tutti si sarebbero aspettati che la potenza militare più forte del mondo avrebbe iniziato questa offensiva militare in Libia e avrebbe offerto l’appoggio richiesto dal popolo libico, duramente represso dalle forze militari di Gheddafi.
I mass media hanno provato a giustificare la posizione degli Stati Uniti facendo riferimento al recente conflitto militare in Iraq e alla “sensibilità” dell’attuale governo democratico a qualsiasi forma d’intervento militare nel mondo arabo. Una posizione anti-guerra, anti-modello Bush. Però è questo il momento giusto per qualsiasi calcolo politico? L’immagine degli Stati Uniti nel mondo, peggiorata tanto dopo l’Iraq, sarà un motivo sufficiente per non assumere una guerra di sostegno alla Libia? Per coloro i quali vedono nell’America l’avanguardia della democrazia, una risposta positiva sarebbe una grande disillusione. Ci saranno altri motivi.
Merita di essere ricordato un momento importante delle relazioni americano-libiche durante la stessa amministrazione Reagan sopra ricordata. Dopo un attentato in una discoteca di Berlino, nel quale furono uccisi dei soldati americani, il presidente conservatore ordinò il bombardimento della Libia, considerando il governo libico responsabile dell’attentato. Oggi il democratico Barack Obama non vuole prendersi la responsabilità di essere l’iniziatore storico della coalizione occidentale contro la Libia.
Avrà imparato qualcosa dalla lezione della storia?
Articoli correlati:
-
Daniele DiCi
