BlackwaterQuando si dice che l’11 settembre è stato un punto di svolta nella storia dell’Occidente, non si esagera di certo. A partire da quella data, non è cambiato solo l’equilibrio mondiale, ma anche i rapporti tra gli Stati e tra i singoli individui. È cambiato soprattutto il modo di condurre la guerra.

Le società di sicurezza privata sono cresciute, diventando dei veri e propri potentati economici e militari, mercenari (o contractor, per essere politicamente corretti) al soldo dei governi, che gestiscono le guerre al posto loro. Il più celebre è sicuramente il caso della Blackwater Worldwide, oggi Xe Services, colosso mondiale della guerra privata, impiegata dal governo americano dell’amministrazione Bush in Afghanistan e Iraq.

La condotta della Blackwater in Medio Oriente, con accuse di omicidi e violenze varie oltre che di saccheggi, costò molte critiche al governo a stelle e strisce, tanto che il neo-segretario di Stato Hillary Clinton, appena insediatosi il governo Obama, annunciò che la nuova amministrazione avrebbe sciolto il contratto con la società dell’ex agente CIA Erik Prince e ridotto fortemente il costoso d’impiego dei contractor.
Invece, contrariamente a quelle promesse, il governo americano è in procinto di firmare un nuovo lucroso contratto con la Blackwater e altre due società di sicurezza privata, come la DynCorp e la Triple Canopy.

Il ritorno dei mercenari in Iraq e Afghanistan è strettamente legato alla forte riduzione del personale militare americano nelle due zone: la guerra non finisce, ma continua solo con altri soldati. Ma gli Usa non si sono certo limitati a privatizzare solamente la guerra, anzi, hanno fatto in modo di guadagnare anche dalla ricostruzione.

Il nome in questione è quello del colosso delle costruzioni Halliburton, vincitore di appalti per miliardi di dollari per rimettere in piedi l’Iraq distrutto dalla guerra. Soldi misteriosamente spariti nel nulla, senza che le tanto promesse opere pubbliche siano mai state realizzate. A dare l’incarico ad Halliburton di operare in Iraq fu il vice-presidente Dick Cheney, ex direttore generale di Halliburton nonché suo azionista; la stessa persona responsabile, assieme a Donald Rumsfeld, dell’ingaggio della Blackwater, impegnata anche nel proteggere le sedi e i cantieri di Halliburton in Medio Oriente.

E, siccome la più grande ditta di contractor al mondo (impegnata anche nella guerra civile in Somalia) non si fa mancare niente, voci interne all’amministrazione Usa da tempo parlano di un suo coinvolgimento diretto in Pakistan, dove avrebbe una base operativa e collaborerebbe con la CIA.
I guai giuridici della Blackwater, sebbene non abbiamo mai portato dall’arresto di nessuno dei suoi componenti, men che meno dell’intoccabile presidente Erik Prince, hanno portato la società a cambiare nome, nel 2009, in Xe Services.

Per evitare di vedersi diminuire il proprio giro d’affari a causa della sua cattiva nomea, l’azienda ha iniziato a creare diverse società di facciata, circa una trentina, spesso con sede in paradisi fiscali, attraverso le quali ottenere ulteriori contratti con il governo americano.

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