Sosteniamo l’informazione sul web: lettera a Beppe Grillo
Pubblicato il 1 agosto 2009, ore 20:43
Caro Beppe Grillo,
ti leggo costantemente, sebbene – voglio essere sincero – non sempre riesca a condividere le tue posizioni e il metodo del tuo attivismo. Nonostante questo, e per quanto concerne solo la sostanza, ci troviamo d’accordo sull’idea di informazione, che condividiamo, ovvero su quali caratteristiche dovrebbe assumere un’informazione autentica e su problematiche dovrebbe superare la nostra informazione.
Precisamente, l’argomento si può articolare in tre questioni principali che ne sono alla base:
- l’informazione canonica (televisiva, radiofonica e soprattutto cartacea) presto scadrà nell’anacronismo, rivelandosi obsoleta per il tempo in cui viviamo. Non è strettamente un discorso circa la sua qualità, ma un’inevitabile conseguenza dell’espansione di internet, che in questi ultimi anni è riuscito a riformulare esigenze, obiettivi e canali dell’informazione;
- tutta l’informazione mondiale soffre di una pericolosa limitazione dettata dall’ingerenza di questi o di quei poteri forti, alcuni più conosciuti (governi e partiti, Chiesa e religione, ecc.), altri meno (pubblicità e lobby, ad esempio). Addentrandosi nello specifico, l’informazione italiana ha tutti i presupposti per classificarsi, sotto questo punto di vista e per queste precise cause, come la più limitata tra le singole realtà prese in oggetto;
- le idee di informazione e informatore, ovvero di giornalismo e giornalista, sono state snaturate nel corso del tempo. Oggi il giornalista regge il microfono e introduce alla dichiarazione del politico di turno, mentre il giornalismo serve la notizia al cittadino su un piatto freddo, un servizio – poco importa se pubblico o meno – talmente spassionato da sembrare estraneo ad entrambe le parti.
Forse ho frainteso e forse non sei del mio stesso avviso – e in questo caso ti invito a correggermi -, ma se condividi queste mie premesse allora condividerai anche l’unica conclusione cui possiamo giungere: abbiamo bisogno di una nuova informazione e di un nuovo giornalismo, di nuovi informatori e di nuovi giornalisti.
Questo bisogno non dovrà partire necessariamente dalla figura del giornalista che già conosciamo. Piuttosto: o da nuovi giornalisti (dove a mutare non dovranno essere tanto nome e cognome del giornalista, piuttosto l’idea del giornalista in sé), oppure da non-giornalisti, cioè dai semplici cittadini (che andrebbero così a soddisfare contemporaneamente sia la domanda che l’offerta di informazione).
Una nuova informazione e un nuovo giornalismo che dovranno identificare il proprio habitat naturale nel web. Ovvero là dove il fruitore vede garantita la possibilità di selezionare autonomamente i contenuti a partire dalle proprie priorità, dove la comunicazione tra le parti non si sviluppa a senso unico (una invia, l’altra riceve passivamente) e per tanto è garantita anche la possibilità di intervenire attivamente nel processo informativo, dove i contenuti non possono subire limitazioni di sorta e dove, semmai, sono accessibili liberamente e gratuitamente e (soprattutto) possono essere condivisi tra i fruitori in base alla qualità dei contenuti stessi.
Allora, se questo bisogno di una nuova informazione e di un nuovo giornalismo è davvero sentito – se lo senti così come lo sento io -, dobbiamo adoperarci per incentivarlo e sostenerlo, per promuovere l’informazione via web. Tutti.
È a questo scopo che ti scrivo, perché voglio avanzarti una proposta. Prima, però, è fondamentale che ti parli della mia esperienza nel campo.
Da ottobre 2008 dirigo un progetto d’informazione autogestito e autofinanziato, chiamato Die Brücke (www.diebrucke.it). Dietro alla scelta del nome, in casi come questi, c’è sempre un preciso motivo: oltre ad essere una corrente espressionista del ’900, “die brücke” è anche “il ponte” che Nietzsche identificava come passaggio tra l’animale e l’übermensch, il superuomo – ovvero l’idea dell’uomo come un ponte. Il progetto, nel nostro caso, vuol fare dell’informazione un ponte tra il cittadino e la realtà che lo circonda.
È un sito d’informazione, e non una vera e propria testata giornalistica: vuoi per limitazioni di natura legale ed economica, vuoi anche per quella che è stata una nostra scelta consapevole e deliberata, da un punto di vista tecnico Die Brücke è semmai un blog multiutente. Non abbiamo una pubblicazione regolare (cerchiamo di pubblicare un articolo al giorno, ma in alcuni casi ne pubblichiamo più di uno o anche nessuno; senza tenere in conto gli orari di pubblicazione, che sono quasi casuali), la redazione è ad accesso libero e non vincolata da una precisa richiesta di impegno per i singoli redattori, ogni redattore è libero di scegliere l’argomento da trattare e il modus della sua trattazione, accettiamo contributi esterni e soprattutto (caratteristica assente in molti altri progetti analoghi) pubblichiamo ogni articolo, anche se esprime una posizione diversa – se non del tutto opposta – da quella della maggioranza dei redattori.
In sintesi: un progetto basato sulla partecipazione spontanea e reciproca, aperto a tutti e a tutte le prospettive, mosso essenzialmente dalla passione. Non è – chiaramente – solo una questione di passione, o di buona informazione: è anche un’esperienza formativa, un’opportunità di confronto, un’occasione di coinvolgimento attivo. Se guardi la lista dei redattori, scoprirai che tutti – grosso modo – sono sulla ventina, me compreso: altrove, dove avremmo potuto trovare una possibilità come questa? È uno spazio unico, innanzitutto. Il nostro spazio.
E niente abbiamo da guadagnarci: nessuno di noi percepisce nulla, le entrate sono pari a zero, non facciamo ricorso a nessuna tipologia di pubblicità o di sponsor. Le spese tecniche del server sono sostenute dalla stessa redazione, tramite auto-tassazione. È vero quindi il contrario: semmai abbiamo qualcosa da perderci.
Questo modello si è dimostrato vincente, il successo è mostrato del seguito che abbiamo ricevuto: partiti con tre redattori, oggi ne possiamo contare almeno ventuno; 27000 visite, 13500 visitatori, 67000 visualizzazioni; una comunità formata da un migliaio di lettori nata su Facebook.
Numeri certamente irrilevanti per una qualsiasi testata tradizionale, ma un notevole traguardo per un progetto avviatosi senza esperienze, senza competenze, senza budget.
Non discuto della qualità dei contenuti che offriamo, certamente opinabile da chiunque. Ma permettimi la presunzione, forse l’orgoglio, di poter affermare che questo è il modello d’informazione corretto, checché se ne possa poi criticare. Lasciami la pretesa di poterla chiamare – questa – Informazione, e non casualmente con l’iniziale maiuscola.
La nostra, ovviamente, non è una realtà isolata. Al contrario, sono molti i progetti che adottano le stesse caratteristiche, anche tenendo in conto un trend che promette una crescita smisurata del fenomeno nei prossimi anni.
Purtroppo, però, questi progetti vivono di vita propria: non sono casi isolati, ma isolati nell’adempimento della propria attività; singolarmente non incidono sulla realtà informativa del Paese, sull’opinione pubblica, mentre, se uniti, potrebbero rappresentare una considerevole alternativa all’informazione canonica.
Da queste osservazioni arriva la proposta che ti rivolgo: creare un circuito italiano di siti di informazione libera, una rete nella rete. Un’iniziativa della stessa forma delle tue liste civiche, una lista dell’informazione “a cinque stelle”. Impostiamo dei requisiti per l’accesso alla lista, adottiamo una linea guida comune a tutti gli aderenti, colleghiamo questi siti l’uno all’altro, utilizziamo la pubblicità di AdSense e dividiamone il ricavato. Insomma, un’alternativa – a mio vedere – è già presente e andrà man mano aumentando e migliorandosi, bisogna soltanto offrirla seriamente al cittadino.
Voglio provare concretamente ad abbozzare almeno le basi dell’idea:
- gli aderenti non devono trarre profitto dalla loro attività, gli utili potranno essere investiti solo nell’attività stessa, al fine di migliorarla e di offrire nuovi contenuti e nuovi servizi ai lettori. Chi aderisce dovrà essere mosso esclusivamente dalla passione, dal senso civico, dal bisogno di rendere un’informazione che possa davvero definirsi autentica;
- le singole attività non dovranno essere riconducibili (nemmeno indirettamente) a partiti, società, imprese o comunque a organismi con interessi propri o di parte; bene, al contrario, per quanto riguarda cooperative, associazioni di fatto (purché no-profit) o comunque gruppi costituitisi spontaneamente e autogestiti – come nel caso di Die Brücke;
- i siti saranno collegati l’uno all’altro, come a farne un tutt’uno, magari tramite i famosi circuiti di banner (ognuno linka un altro, a rotazione), già molto conosciuti;
- la pubblicità dovrà essere nello stesso stile del già accennato AdSense, ovvero intermediata, affinché il committente non possa avanzare pretese e quindi influenzare, automaticamente, l’attività degli aderenti;
- il ricavato della pubblicità potrebbe essere suddiviso omogeneamente tra gli aderenti, o meglio in base alla qualità dei contenuti offerti dai singoli aderenti. Si potrebbe far sì, ad esempio, che ogni sito aderente sia fornito di strumenti adeguati tramite i quali i fruitori possano esprimere il proprio apprezzamento per i contenuti pubblicati. In seguito si potrebbe ridistribuire gli utili tramite una classifica stilata in base al rapporto tra il numero dei visualizzatori e gli apprezzamenti ricevuti per i contenuti visualizzati.
Ci sono poi molte altre questioni da considerare: come dovranno essere formate le singole redazioni, quali argomenti dovranno essere trattati, la possibilità di condividere gli stessi contenuti in alcuni casi, e così via. L’importante è aver reso l’idea.
Mi rivolgo a te non certo casualmente. Oltre la buona volontà è necessario un buon seguito, e dovrà essere presente fin da subito, altrimenti l’idea finirebbe col dimostrarsi morente già alla sua nascita. I siti dovrebbero aderire già dalla creazione della lista, e altrettanto i visitatori dovrebbero poterla utilizzare già dalla sua pubblicazione.
Chiedo il tuo parere, chiedo il tuo contributo perché tu hai già un seguito di un certo peso, soprattutto il tuo seguito potrebbe condividere l’idea di base.
Crea la lista, seleziona questi siti d’informazione “a cinque stelle”, collega tutto al tuo blog. Oppure delega qualcuno, suppongo tu abbia le conoscenze adatte. Altrimenti offrici anche solo il tuo sostegno: noi ci occupiamo della lista, tu avvisi i tuoi lettori (“da oggi c’è questa lista. Se volete buona informazione, adesso sapete dove andare a cercarla”).
È un’idea interessante? Potrebbe avere successo? Su un piano pratico, quali possibilità ha di poter modificare l’ordine delle cose?
Ti ho lanciato la palla, il prossimo tiro è il tuo.
