Sto gironzolando su Facebook, in un giorno come un altro, quando la mia attenzione viene catturata da un articolo di un giornale che non conosco. L'articolo è firmato da Alessandro Natale, non conosco neanche lui, anche se abbiamo degli amici in comune, lo leggo e mi dico: "il ragazzo sa scrivere, ha una buona penna". Il giorno seguente stessa cosa, nuovo articolo e nuova lettura, "sempre meglio" - mi dico - e decido di lasciargli un commento a margine del suo articolo. E così faccio per i giorni seguenti.

Finché un giorno Alessandro mi contatta, chiedendomi se avessi voglia di provare a scrivere qualcosa.


La domanda mi lascia perplesso, anche se mi dico subito che non posso farmi scappare l'occasione di fare una cosa - quella di scrivere per un giornale - a cui aspiro da sempre.

È così che sono entrato a far parte di Die Brücke, questo giornale on-line di cui stiamo festeggiando il primo compleanno e di cui sono orgoglioso di far parte, un giornale in cui ho conosciuto ragazzi con tanta voglia di fare e di dire la loro. Ed è proprio questa la principale possibilità che Mirko Pagliai, Alessandro e gli altri mi hanno dato, di dire la mia e di far parte di una squadra di persone che credono nel servizio che fanno.


Scrivere non è mai stato così bello, sapere che il tuo articolo verrà letto e apprezzato - a volte anche criticato - mi ha dato la forza per andare avanti in questo lavoro, contribuendo sempre a creare quel clima di dibattito e di discussione costruttiva di cui c'è bisogno di questi tempi.

Ed è per questo che spero che quest'avventura non finisca qui, ma possa continuare ancora per molto, continuando sempre a fornire, insieme ai miei colleghi, un servizio sempre migliore per i nostri lettori.


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