Quattro chiacchiere con Mirko Pagliai, parte VII.

Ovvero: speculazione edilizia, la vita sugli allori, Eluana Englaro, annunci e buon auspici.

 

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"Lo Stato non può assicurarvi la sicurezza, fatevela da soli; né può gestire la regolazione dell'edilizia, regolatevi da soli": sembrerebbe questa la risposta del governo ai nostri problemi, cioè la resa incondizionata dello Stato all'inefficienza della classe dirigente.

Per quale motivo, poi? Per uscire dalla crisi, ovvio; ne usciremo sotto una pioggia di mattoni. Un condono edilizio a tutti gli effetti, un'operazione di dubbio interesse collettivo, ma certamente ben accetta per i costrutti: Paolo Buzzetti, dell'associazione costruttori, ha spiegato a Repubblica che "da sempre i costruttori chiedono ai governi una semplificazione e una maggiore rapidità delle procedure. Questo provvedimento darà una spallata alla democrazia". Assolutamente incommentabile: si vorrebbe così concepire il totale lassismo dello Stato come una "semplificazione" del suo apparato burocratico.
C'è da chiedersi chi può dimostrarsi interessato a un ampliamento edilizio: solo i soliti speculatori, considerando il tempo di crisi economica - e qui sta il paradosso: uno strumento per uscire dalla crisi che la stessa crisi riserva a pochi -. Un po' come a dire: visto che dobbiamo proprio rimediare a un problema che abbiamo creato noi, tanto vale farlo traendone qualche vantaggio e a discapito di chi già subisce il problema. Cornuti e mazziati, insomma.
So già che qualcuno dirà che è un passo importante, che bisogna rilanciare il settore edile, che bla bla bla, ma perché per vivere in un benessere superfluo devo, come compromesso, vedere asfaltata la mia terra? Di più: cosa me ne faccio di questo benessere, se poi queste sono le condizioni?
E si guardi anche a come si muovono gli altri: America in testa, molti hanno proposto come soluzione l'investimento in energie pulite, o comunque con progetti alternativi che guardano al futuro. Soltanto in un paese obsoleto come il nostro si possono riciclare meccanismi appartenenti agli anni sessanta.

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Sempre sullo stesso argomento, Silvio Berlusconi afferma su L'unità che il piano casa servirà a "dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente".
Di quali ville si sta parlando? Faziosità dei giornalisti, a quanto pare abituati a travisare ogni dichiarazione, o l'ennesimo delirio del premier?
Sulla stessa scia, abbiamo sentito dirci più volte che il problema delle intercettezioni e della privacy è un problema che preoccupa tutti gli italiani - come se tutti fossimo sotto intercettazione -, che tutti gli italiani hanno paura della magistratura - come se tutti avessimo a che fare quotidianamente con la magistratura -, che la crisi economica non esiste - come se tutti vivessimo nella prosperità che conoscevamo fino all'altro ieri -.
Puntualmente, sono tutte affermazioni sempre dello stesso soggetto. Ma riporto queste solo perché sono le più eclatanti e le più surreali, non che gli altri politici (anche quelli di sinistra, seppur in stretta minoranza) si preoccupino dal guardarsene.

Quello che mi preoccupa è che molto spesso non c'è l'intenzione di mentire in queste frasi. Al contrario, c'è la convinzione di dire il vero. Parlano a partire dalla propria esperienza personale. Trascurano la possibilità che non tutti vivano in ville sfarzose, perché pari modo non sanno che non tutti ne hanno la necessità o la possibilità economica; credono che tutti facciano uso delle raccomandazioni, ignorando che i più o sono dipendenti (per cui non possono esaudire richieste di raccomandazioni) oppure non conoscono nessun non-dipendente (per cui non posso richiedere raccomandazioni); pensano che gli italiani vengano continuamente convocati in questura o da un magistrato, nonostante la maggior parte di loro svolga una vita talmente piatta da rendere impossibile - anche volendolo - una qualsiasi infrazione della legge; vivono la crisi come un momento di rinuncia ai privilegi più superflui, quando moltissime famiglie stringono la cinghia e si esibiscono in scenografici salti mortali sperando di cadere sui piedi il 31 di ogni mese.

Ormai la politica sta alla gente comune come l'Olimpo degli dei stava all'antica Grecia: due mondi separati che entrano in contatto per caso, senza conoscersi perché non esiste l'intenzione di conoscersi. La vita sopra gli allori, volendo usare altre parole.
Bisognerebbe fargli provare, giusto per qualche mese, la vita dei comuni mortali. Non tanto per dimostrare qualcosa o per ricevere il buon esempio, quanto più per essere certi che ogni qualvolta aprano la bocca posseggano cognizione di causa.

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"Eluana Englaro? Boh, e chi è?". Già dimenticata, vero? E come poteva essere altrimenti, dopo tutto.
È finita qui. Era un'urgenza, a quanto ho sentito. Adesso tra crisi economica, riforma della giustizia, elezioni europee, problema sicurezza, ecc. ecc., l'argomento verrà stracciato, se non è stato già fatto.
Volete che si torni a parlare, nel bene o nel male, del testamento biologico? Volete che ci si preoccupi di colmare il vuoto legislativo? Volete che tutte le discussioni non siano state vane e inutili?
Bene, allora qualcuno di voi entri in stato vegetativo, che per queste cose si lavora solo se c'è un po' di suspense e di tensione da parte del pubblico. Altrimenti, arrivederci.

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"L'ottimismo è il profumo della vita", lo dice anche la pubblicità. E Repubblica ha pubblicato un articolo sui vantaggi per la salute di chi è ottimista.
Si prevedono, in tempi brevi, tre milioni di disoccupati, però dobbiamo essere ottimisti. I pessimisti non sono dei realisti che, considerata la situazione attuale e considerato l'andamento, fanno previsioni pessimiste. I pessimisti sono pessimisti a priori, gufano sugli interessi comuni e basta, il loro pessimismo non vuole allertare ma solo creare panico.
L'ottimismo e i buoni auspici: basta volerla una cosa, basta fare un annuncio, basta volerla davvero, chiudi gli occhi, spremi le meningi, leccati le labbra ed ecco che si avvera. Basta fare un annuncio.

Bisognerebbe segnarseli sul block notes questi annunci.
Da qualche anno a questa parte, ogni sette giorni si annuncia un nuovo fondo con tot milioni di euro per fronteggiare un qualche problema. Se si sommassero tutti questi fondi che secondo gli annunci vengono e verranno stanziati di volta in volta, si arriverebbe a un totale che con le briciole del dopo pasto si potrebbe risolvere il debito del terzo mondo.
Da qualche anno a questo parte, ogni tre mesi si annuncia il ritiro di tot migliaia di soldati dall'Iraq, dall'Afghanistan o da un qualche paese dello stesso tipo. Se si sommassero tutti questi soldati che secondo gli annunci vengono e verranno ritirati di volta in volta, si arriverebbe a un totale di soldati maggiore del numero di tutti gli abitanti del pianeta - altro che "un soldato per ogni bella ragazza".
Da qualche anno a questo parte, ad ogni campagna elettorale si annuncia l'abolizione delle provincie, la diminuzione delle tasse, l'aumento delle pensioni, la chiusura del buco dell'ozono e l'estate tutto l'anno. Se si sommassero tutte queste promesse che secondo gli annunci vengono e verranno concretizzate, allora io non starei qui a scrivere tutte queste cazzate.


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