Raggiunto l'accordo con la Libia sui clandestini
Scritto da Loris Lazzaro e Nicola Mente Giovedì 17 Settembre 2009 14:27
Ieri sera a darne la notizia è stato il direttore del Tg4, Emilio Fede, contattato telefonicamente dal Ministro degli esteri, Franco Frattini.
I recenti incontri di Tripoli dunque, oltre a festeggiare i 60 anni di governo di Gheddafi, sono serviti anche per concludere importanti accordi d'intesa reciproca tra i due paesi del Mediterraneo, riguardanti lo sviluppo economico e sociale delle due nazioni.
Mentre sui cieli della capitale libica erano tutti col naso all'insù al passaggio delle frecce tricolori, negli uffici del Ministero degli esteri, Frattini e il suo pari ruolo Abdel-Rahman Shalgam hanno ultimato le trattative.
Gli accordi prevedono il passaggio del controllo dell'isola di Lampedusa e delle acque circostanti all'autorità libica, che ne farà dunque un enclave nel territorio, o meglio, nelle acque italiane.
Tripoli potrà installare nell'ex isola siciliana centrali radar per controllare in modo esteso il canale, inoltre godrà degli introiti provenienti dal turismo balneare, grazie ai forti incentivi al turismo firmati già da tempo dal generale Gheddafi, che permetteranno a società d'investimento straniere di fare affari nel piccolo - ma non per questo brutto - spicco d'Africa.
Toni di soddisfazione provengono dal Presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: "il governo libico tiene fede agli accordi presi col nostro governo, i cittadini lampedusani non abbiano paura delle nuove autorità, ora si sentiranno più sicure".
Dario Franceschini lapidario: "mossa folle da colonialismo ottocentesco, creata ad arte per occultare la fuga di notizie sulla vita sessuale scellerata del nostro Presidente del Consiglio".
Soddisfazione anche da parte della Cei, per voce del suo presidente, il vescovo Angelo Bagnasco: "finalmente i viaggi della speranza smetteranno di mietere vittime innocenti".
Scetticismo invece da parte della Lega Nord, che questa volta parla per bocca di Renzo Bossi, il più giovane della famiglia: "abbiamo fatto tutto per cacciarli e ora ci siamo ritrovati gli africani in casa".
Pierferdinando Casini è molto duro: "la nostra maggioranza di governo, invece di risolvere attivamente i problemi, preferisce disgregare il nostro territorio, modificando trattati pressoché secolari per scaricare responsabilità a governi guidati da uomini dalle attività e dalle ideologie perlomeno discutibili".
Paolo Ferrero chiama il suo popolo alla discesa in piazza: "è inammissibile che si utilizzi l'intolleranza per evitare intolleranza. Organizzeremo manifestazioni di piazza per rivendicare il diritto di sovranità su quel lembo di mare, e per schierarci a fianco dei cittadini di Lampedusa, usurpati del proprio diritto di sentirsi italiani". Strana posizione per una corrente che da sempre rivendica il suo internazionalismo.
La Santa Sede, attraverso la voce di padre Lombardi, si dichiara cauta: "il Pontefice si augura che tutti gli oppressi abbiano fede nel percorso che porta ognuno di noi all'ascesa e alla vita eterna. Per quanto riguarda l'accordo, è auspicabile che si tratti di una convenzione per garantire una migliore gestione dell'immigrazione, a patto che ogni singola vita umana venga rispettata".
Antonio Di Pietro parla di una "squallida trovata pubblicitaria del Premier per aumentare il consenso nei confronti dell'opposizione. È un accordo che porterà un'escalation di tensioni a livello non solo nazionale, ma internazionale. Certo è che, così facendo, il Pdl ha perso l'elettorato di Lampedusa e Pantelleria: stipuleremo sotto accordi con Gheddafi al fine di ottenere validità legislativa e politica sull'area".
Intanto, sul blog di Beppe Grillo parte una proposta di organizzare un V-day tour nelle isole siciliane.
L'on. Daniela Santanchè definisce l'accordo "una mossa profondamente anticostituzionale, che va contro l'Unità del nostro paese", definendosi molto preoccupata per le possibili ripercussioni economiche: "quelle isole sono un patrimonio turistico italiano, ci sono luoghi incantevoli, dove personalmente più di una volta mi è capitato di trascorrere le mie vacanze estive, e credo che sia necessario che rimangano sotto la bandiera italiana".
È attesa una puntata speciale di Porta a Porta, dopo quella sull'assegnazione delle case all'Aquila: verrà invitato Gheddafi e verrà ricostruita con un plastico la zona tra Libia e Italia, comprendente le isole di Lampedusa e Pantelleria, per analizzare dove e come la Libia controllerà i flussi e agirà sul territorio. Sarà presente anche il Presidente del Consiglio: slitterà la puntata di X-Factor di giovedì 24 settembre, e si prevede una rivolta di una grossissima fetta di popolazione. Forse assisteremo alle più grandi manifestazioni di piazza da trent'anni a questa parte.
La Repubblica stilerà 25 domande a risposta chiusa più un test psicoattitudinale da formulare al Premier, da consegnare in quaranta minuti, sul tema immigrazione.
Marco Travaglio sbotta: "questa è quella che chiamiamo democrazia: regalare territori italiani a pericolosi dittatori, certo non tanto dissimili dal nostro esimio Premier. Ne parlerò nel mio prossimo libro, Gheddafi-Berlusconi: faccende tra vicini di casa. Sarà in edicola dalla prossima primavera" (prezzo 21 euro, ndr).
Libero, l'ex giornale feltriano, uscirà domani in edicola con un titolo che dice tutto: Grazie Muammar, seguito da un'inchiesta che spiega punto per punto dove e come il leader libico aiuterà il nostro paese a risolvere uno dei suoi problemi più grandi: la faccenda clandestini.
Intanto la notizia comincia a viaggiare anche oltreconfine, e si attende la reazione dell'Unione Europea in merito alla vicenda.


