Segue da Spiegare la crisi, parte I.
Continuiamo ad analizzare le cause e le conseguenze della crisi economica. La crisi è partita dagli Stati Uniti e sta investendo l’intero mercato mondiale. Il tutto è stato dovuto alla politica sui prestiti delle banche statunitensi.
In quanto ai prestiti più rischiosi, le banche statunitensi hanno deciso di:
- offrire prestiti e mutui ipotecari ad un nuovo tipo di cliente: i ninja (“no income, no jobs, no assets”, persone senza ingressi fissi, senza lavoro stabile, senza proprietà);
- inserire interessi più alti, perché il rischio di insolvenza è più alto;
- sfruttare il boom immobiliare (i ninja hanno avuto per la prima volta la possibilità di investire, soprattutto nel mercato immobiliare);
- concedere crediti ipotecari maggiori dei costi delle case che i compravano i ninja, di modo che, con il suddetto boom del mercato immobiliare, i prezzi delle abitazioni sarebbero duplicati in pochi mesi.
Questo tipo di prestiti ipotecari vennero definiti mutui subprime:- i mutui prime sono quelli che hanno un basso rischio di insolvenza: in una scala di classificazione tra 300 e 850 punti, questo tipo di mutui è valutato tra 850 (i migliori) e 620 (i peggiori);
- si definiscono invece mutui subprime quei mutui che hanno un alto rischio di insolvenza (tra 620 e 300);
- visto l’ottimo momento dell’economia americana, il debitore non ha problemi a trovare lavoro e a pagare le rate del mutuo;
- questo tipo di politica finanziaria funzionò perfettamente per alcuni anni: i ninja pagavano le rate del mutuo e, nel frattempo – visto l’aumento del valore della casa –, compravano macchine, andavano in vacanza e investivano (ovviamente tutto a rate).
In quanto all’aumento del numero di operazioni, visto che le banche stavano accrescendo il numero di prestiti concessi, le stesse cominciavano a chiedere liquidità alle banche straniere. Cosa abbastanza normale in tempi di globalizzazione: probabilmente le libertà maggiori sono proprio dal punto di vista dei crediti.
Ciò significa che, giorno dopo giorno, il denaro presente nell’ultima delle casse di risparmio europee assomigliava sempre più a quello presente nelle banche statunitensi.
In questo processo (istantaneo), l’ipotetica banca europea non sapeva dove sarebbero andati a finire i suoi soldi, e non avrebbe mai potuto pensare che il denaro, depositato la mattina dai propri clienti, sarebbe finito in poche ore nelle mani di un ninja americano – ovviamente neanche quest’ultimo era a conoscenza della provenienza del denaro -.
In pratica, il sistema di crediti tossici è partito degli Stati Uniti, ma ha investito la finanza mondiale, senza che nessuno se ne potesse rendere conto.
Alessandro Natale
