
Capita che di fronte alle risate della coppia Nicolas Sarkozy – Angela Merkel sull’Italia qualcuno storca il naso, qualcuno ci rida su, qualcuno le appoggi (noi soliti italiani esterofili imbecilli), qualcuno le ritenga inopportune e qualcuno compia un’azione pubblica di condanna vera. Questo qualcuno è il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica.
Il suo gesto simbolico e profondo consiste nel rispedire al mittente la Legion d’Onore, o meglio in lingua originale la Legion d’Honneur. Istituita da Napoleone il 19 maggio del 1802, rappresenta la più alta onoreficenza e viene conferita per meriti straordinari nella vita militare e civile, non solo quindi a militari (come nel caso del generale Tricarico), ma anche ad imprenditori, funzionari francesi, campioni sportivi e chi si distingue per meriti e successi.
Il valore del generale Tricarico è ben noto all’estero e non solo in Francia. Tra i riconoscimenti conferitegli troviamo infatti la statunitense Legion of Merit, la Gran Croce al Merito della Repubblica Federale Tedesca e l’onorificenza peruviana Piloto peruano ad honorem. Nello specifico, il prestigioso riconoscimento francese con il grado di “ufficiale” gli era stato assegnato da Jacques Chirac per il suo impegno nella guerra del Kosovo.




La riunione dei capi di Stato e di governo dell’area euro svoltasi venerdì notte a Bruxelles è stata a tutti gli effetti un’eccezione istituzionale. I diciassette paesi dell’eurozona si sono incontrati al massimo livello in un vertice straordinario e informale in vista del Consiglio europeo del 24-25 marzo. È in quel contesto che la base d’accordo raggiunta al tavolo ristretto di ieri dovrà essere discussa ed eventualmente varata ufficialmente dal consesso dei Ventisette.
Ora sembra passato davvero tanto tempo, ma questo 2009 era iniziato con i migliori auspici: a gennaio si era sancita la pace della guerra tra Israele e Palestina; tutt’ora è in corso la ricostruzione lungo la striscia di Gaza, sostenuta dallo stesso governo israeliano: prima si finisce di ricostruire, prima si potrà ricominciare la guerra. Vecchia storia, va avanti da trent’anni.
Dopo il voto tedesco di domenica, si sono sprecati i commenti sui giornali italiani, quasi tutti concordi nell’affermare che la Germania avrebbe svoltato a destra.
Dopo il voto tedesco in cui la Germania non ha svoltato a destra, è risuonato ancora una volta in Europa l’irritante ritornello post-elettorale della crisi della sinistra.

Nella quasi totale indifferenza dei media italiani, mercoledì scorso il Primo ministro ceco, Mirek Topolanek, ha dovuto spiegare al Parlamento europeo riunito a Strasburgo perché il semestre ceco di presidenza dell’Unione Europea non avrebbe risentito del government collapse dell’esecutivo di Praga, avvenuto pochi giorni prima.