Non c’è niente da fare: Obama, in Italia, piace proprio a tutti. Scontato che possa piacere agli emuli tricolori del Partito Democratico, anche solo per un’affinità nominativa, che già nel 2008 ne celebrarono la vittoria senza conoscere minimamente le idee dell’ex-senatore dell’Illinois (non molti mesi fa, per fare un esempio recente, mentre Obama parlava di matrimoni gay, Rosy Bindi redarguiva alcuni simpatizzanti, dicendo loro di accontentarsi delle coppie di fatto).
Già quattro anni fa, tutti esaltavano il comunicatore Obama, l’uomo le cui idee arrivavano prima su internet che sulle televisioni. Obama era citato ed acclamato come un modello di un nuovo modo di fare politica e di comunicare le proprie idee, un modello che piaceva a tutti e che nessuno dei nostri politici ha ancora avuto il coraggio di fare suo. Va bene, si sono fatti tutti un account Facebook e Twitter, ma la televisione e la carta stampata restano ancora i primi mezzi di comunicazione a cui pensano, quando devono iniziare una campagna elettorale.
Lo ama il centrodestra, Berlusconi in primis. Lo amano pur disprezzando quasi tutte le sue iniziative (pensate alle posizioni della Lega e del Pdl in merito al voto agli immigrati, all’aborto, alle unioni omosessuali), quando invece sarebbe più comodo e coerente, oltre che logico, sostenere il candidato repubblicano.
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Cosa ci fa un gruppo di mercenari americani in Giordania? No, non è l’inizio di una barzelletta, è solo l’ennesimo capitolo della vicenda Blackwater. L’agenzia di contractors creata da Erik Prince ha potuto aggiungere una nuova medaglia alla sua prestigiosa collezione: cinque suoi ex-operatori sono accusati di traffico di armi, avendo venduto a re Abdullah II di Giordania e ad alcuni suoi collaboratori del materiale bellico. Il cordiale presente sarebbe dovuto servire – sostengono i maligni – a favorire accordi tra la ditta di Prince ed il governo giordano, ma i mercenari fanno sapere che le loro intenzioni non avevano nulla a che vedere con il profitto privato: dietro all’operazione, infatti, ci sarebbe la Cia, che voleva ribadire i buoni rapporti tra Washington e Amman.[1] Il traffico d’armi non è una novità per la Blackwater, che è già sotto indagine per aver esportato illegalmente armi dall’Iraq e averle vendute al Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, considerato come un’organizzazione terroristica dal governo americano.[2]
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