Mia nonna votava fascista, come d’altronde faceva anche mio nonno. E proprio perché parliamo di mia nonna, capirete che stiamo parlando del dopo-guerra. A quel tempo erano entrambi braccianti di un proprietario terriero locale: un modo più elegante (lo era allora come lo sarebbe oggi) per dire che erano due servi della gleba, trattati dal proprio padrone al pari di una qualsiasi merce, come sua proprietà privata.
Sotto campagna elettorale, sui campi dove lavoravano dall’alba al tramonto, si presentava il capobastone di turno al servizio del proprietario terrerio. Brandendo il suo bastone di frassino andava giù di mazzate sulla schiena di questo e di quest’altro bracciante, per poi spiegare loro: «tu fai una piega sull’angolo in basso a destra della scheda elettorale, tu fai un piccolo strappo in alto al centro, tu fai un piccolo puntino sotto il simbolo del partito. Che poi allo spoglio delle schede c’è uno dei nostri che controlla scheda per scheda e vediamo chi non ha votato fascista, lo fracassiamo di mazzate e poi lo mandiamo a casa».
Le mazzate poi arrivavano comunque e indistintamente a tutti e a più e più riprese, prima del voto, dopo il voto anche a chi aveva eseguito gli ordini e persino a distanza dalla campagna elettorale. L’obiettivo era quello di ribadire con constanza quali fossero i ruoli, chi era il servo e chi il padrone. Semmai qualcuno se ne fosse dimenticato.



Diritto alla vita o diritto al lavoro? Quando si parla di Taranto e del suo cinquantennale problema con l’
Studi di marketing hanno dimostrato che in campagna elettorale non importa l’effettivo programma politico, quanto le frasi demagogiche e il coinvolgimento emotivo col candidato. Puoi anche essere un piduista che ha fondato il suo impero corrompendo giudici (ogni riferimento a Berlusconi, a Berlusconi o a Berlusconi è puramente casuale); se sai vendere te stesso, puoi essere eletto.
Simone De Ruosi è un neoeletto consigliere di Nichelino, città di cinquantamila abitanti in provincia di Torino. Nella vita è uno studente del Politecnico di Torino, corso di produzione industriale, facoltà di ingegneria I. Indirizzo interessante che permette di ottenere una doppia laurea: quella di ingegneria a Torino, e quella di economia ad Athlone, Irlanda. È anche nuotatore di rilievo, campione italiano a 16 anni, con una carriera però interrotta prematuramente a 17 anni per una trombosi alla spalla. Molti i suoi interessi oltre la politica: appassionato di cinema, divoratore di libri, instancabile viaggiatore, produttore casalingo di birra.
Circa un anno fa, Silvio Berlusconi vinceva con una maggioranza bulgara le elezioni politiche italiane. Ad un anno di distanza le europee sono un test importante, utilizzabile come termometro del consenso. Il Cavaliere scende in campo direttamente, dice di metterci la faccia, anche se poi non potrà diventare europarlamentare. In quest’anno è stato perfetto, moltissime promesse della campagna elettorale sono state soddisfatte.
Silvio Berlusconi parteciperà, per la prima volta, ad una delle celebrazioni della Liberazione del nostro paese dalle forze nazifasciste. Negli ultimi anni si è scatenata una vera e propria guerra sulla memoria che da una parte negava la stessa esistenza della resistenza (basti pensare ad Indro Montanelli, che non vedeva nella stessa una reale ed effettiva funzione di liberazione), e dall’altra attaccava le forze di sinistra di essersi impadronite di un qualcosa che non era di loro proprietà, o almeno non solo.