A chi appartiene il male? La domanda – scontata, banale, eppure efficace – è aperta ad un grande numero di interpretazioni, di risposte. Nel diritto contemporaneo – in maniera molto grossolana – il male appartiene a chi lo compie. Degli effetti che ne scaturiscono si tenta di eliminare gli elementi riparabili.
Il male è individuale o collettivo, afferisce ai soggetti titolari di una personalità, ed è tale perché tanto ha stabilito una legge, un disposto. Il male esiste perché è già stato stimato: così è nelle collettività organizzate.
Cosa accade quando nessuno decide? Capita alla volte che uno Stato – l’Afghanistan ne è l’esempio tipico – nasca o cresca debole, incapace, delegittimato. In questa situazione di debolezza il diritto esiste, ma non si applica: le istituzioni non offrono al cittadino le soluzioni ai bisogni che esso nutre; le persone soppesano di proprio pugno ciò che le interessa, ciò che è giusto o sbagliato.
Lo Stato serve affinché le persone si decidano su cosa è bene e male.
Paradossalmente, senza uno Stato il valore di un’azione diventa irrilevante: senza una società uccidere vale quanto procreare, almeno dal punto di vista del giudizio e dei rimedi.
Leggi tutto
Simone De Ruosi è un neoeletto consigliere di Nichelino, città di cinquantamila abitanti in provincia di Torino. Nella vita è uno studente del Politecnico di Torino, corso di produzione industriale, facoltà di ingegneria I. Indirizzo interessante che permette di ottenere una doppia laurea: quella di ingegneria a Torino, e quella di economia ad Athlone, Irlanda. È anche nuotatore di rilievo, campione italiano a 16 anni, con una carriera però interrotta prematuramente a 17 anni per una trombosi alla spalla. Molti i suoi interessi oltre la politica: appassionato di cinema, divoratore di libri, instancabile viaggiatore, produttore casalingo di birra.
Leggi tutto