Le informazioni reperibili circa l’attività della criminalità organizzata nella nostra regione, l’Abruzzo, sono poche, parziali e tra loro sconnesse: trattasi per lo più di singoli articoli di cronaca in riferimento ad altrettanti singoli episodi avvenuti nel nostro territorio. Per quanto riguarda questo fenomeno, quello della mafia, sembrerebbe non esistere in altri termini una documentazione dell’insieme che sia esaustiva e completa.

Nonostante la situazione, queste informazioni possono comunque essere sufficienti per arrivare a formulare delle affermazioni sì semplici – e potremmo quasi definirle “di partenza” affinché si creino le basi di una discussione più ampia – ma comunque di significativa importanza: anche se non esiste una vera e propria organizzazione mafiosa di origine abruzzese, la mafia in genere è pur sempre presente in Abruzzo e all’Abruzzo rivolge un’attenzione tutta particolare; come pur non essendo queste organizzazioni radicate o legate al nostro territorio, vi operano comunque e comunque portano avanti la loro attività.

Logo Die BruckeSenza nascondere l’orgoglio anzitutto personale per la notizia che vado a riportarvi, desidero comunicare ai nostri lettori, ai nostri collaboratori e ai nostri simpatizzanti che lo scorso 14 marzo ho presentato – in qualità di rappresentante legale di Die Brücke – ricorso presso il Tribunale di Lanciano, affinché  Die Brücke potesse ottenere la registrazione come testata giornalistica registrata, in conformità con quanto stabilito dalla legge n. 47 dell’8 febbraio 1948.

Come potete vedere dal documento qui sotto riportato, il ricorso è stato accettato dal Presidente del Tribunale lo scorso 21 marzo, per poi essere stato effettivamente registrato lo scorso 19 aprile ad opera della Cancelleria dello stesso Tribunale.
In questo senso e a partire dallo scorso martedì, il progetto Die Brücke, oltre a mantenere le precedenti qualifiche di sito d’informazione e di progetto informativo e culturale, ha acquisito a tutti gli effetti e a norma di legge il titolo di testata giornalistica e di periodico.
Il dottor Fabio Neri assume l’incarico di direttore responsabile, mentre il sottoscritto continuerà a dirigere il lavoro redazionale a rappresentare l’editore in seno alla redazione.

“Rò, dimmi, qual è il tuo sogno?”, mi domanda mio fratello. Lo fa spesso. Mi ci vuole sempre un po’ per rispondere, è come quando ti chiedono a cosa pensi. E proprio in quel momento fiumi di pensieri scorrono nella mente, senza freno: una persona normale di solito risponde “niente”. E – credetemi – io ci provo, ma poi riverso inevitabilmente il fiume sul fratello o chicchessia di turno; perché, se non parlo, poi sto male. Dopo aver spesso mille desideri, quasi con pudore, sottovoce, temendo di sembrare ridicola: “però, sai, mi piacerebbe scrivere in un giornale, qualsiasi”.

Pochi giorni dopo Mirko Pagliai mi contattò, segnalandomi Die Brücke. Mi piacque subito l’idea: approfondire un argomento di attualità, rifletterci su, criticarlo, il tutto scrivendo un articolo, subito, come una vera giornalista. Ma soprattutto, avere la possibilità di poter parlare di tutto quello che si riteneva importante. Come una vera Ros giornalista.

Alessandro Natale è uno dei fondatori di Die Brücke e ha svolto negli scorsi mesi il ruolo di caporedattore. Sebastiano Putoto lo ha intervistato per il primo compleanno del progetto.

Il tempo scorre lento e costante, questo è il risultato di millenni di studi, di calcoli e riflessioni delle migliori menti che questo dannato mondo ha avuto il piacere di ospitare sulla sua superficie.

Ci prenderanno per pazzi, festeggiare un anno d’età di un ponte. Certo, non è uno qualsiasi, non è nemmeno quello tanto agognato sullo stretto, oppure uno diventato simbolo come quello di Brooklyn, oppure fonte di polemica come quello di Calatrava a Venezia. Eppure noi lo festeggiamo, perché questo è il nostro ponte, quello quello che stiamo costruendo noi giorno dopo giorno, un mattone alla volta, piano piano, buono buono.

Sto gironzolando su Facebook, in un giorno come un altro, quando la mia attenzione viene catturata da un articolo di un giornale che non conosco. L’articolo è firmato da Alessandro Natale, non conosco neanche lui, anche se abbiamo degli amici in comune, lo leggo e mi dico: “il ragazzo sa scrivere, ha una buona penna”. Il giorno seguente stessa cosa, nuovo articolo e nuova lettura, “sempre meglio” – mi dico – e decido di lasciargli un commento a margine del suo articolo. E così faccio per i giorni seguenti.

Finché un giorno Alessandro mi contatta, chiedendomi se avessi voglia di provare a scrivere qualcosa.

Quando, poco meno di un anno fa, venni a conoscenza del progetto Die Brücke ed iniziai a scrivere per il sito, ero eccitato per la nuova esperienza. Essendo fin da piccolo appassionato del lavoro giornalistico, Die Brücke rappresentava per me la possibilità di esprimermi, ma soprattutto di scrivere quelle cose di cui sui quotidiani non si parla – o si parla poco.

Prima di tutto: che cosa vuol dire fare il giornalista? Ho sentito dire che il giornalista ha il compito di raccontare la verità e restituire le notizie nella loro interezza, evitando commenti che potrebbero influenzare il lettore.

Presupponendo che la verità e l’onestà intellettuale dovrebbero essere principi comuni a tutti, ho sempre ritenuto questa definizione la migliore. Ovvio, il lavoro del giornalista non è solo questo, e le parole non sono quasi mai di facile applicazione.

Mirko Pagliai è uno dei fondatori di Die Brücke e dall’ottobre 2008 svolge il ruolo di direttore all’interno della redazione. Stefano Di Bucchianico lo ha intervistato per il primo compleanno del progetto.

Nicola: Davide, Die Brücke oggi compie un anno. Un giorno qualunque la mia vita ha incrociato casualmente questo progetto: è curioso come a volte sia sufficiente una coincidenza per far nascere qualcosa di importante. Com’è stato il tuo incontro con questa realtà?

Davide: è stato decisamente casuale. Mi sono imbattuto sulla rete in un articolo interessante di Alessandro Natale, sono finito su diebrucke.it e ho cominciato a leggere gli articoli che venivano pubblicati. Poi, non ricordo bene perché, ho deciso di scriverci anch’io ed eccomi qua, cercando di dare il mio contributo a questo progetto che reputo estremamente interessante.

Nicola, qual è la tua idea di Die Brücke?

Giunge infine un gruppo su Facebook contro Die Brücke, ad opera del sig. Carlo Caramadre e titolato Contro Die Brücke!!!. Non possiamo che dirci compiaciuti del gesto, che certamente non potrà che portare maggiore notorietà al nostro sito e concorrere nel dimostrare la nostra buona fede.

Ma visto che la questione è stata posta più volte – sebbene sempre dalle stesse persone -, è giusto informare i lettori della situazione e altrettanto informare questo signori delle risposte legali che verranno intraprese nei prossimi giorni.

Un mese fa avevo scritto una lettera a Beppe Grillo, tutt’ora rimasta senza risposta. È forse lecito, quindi, pensare che non abbia trovato nessun interesse nella proposta avanzata, se non proprio nell’argomento che ne stava alla base? Anche se potrebbe sembrare assurdo arrivare a trarre una conclusione dalla mancata replica, vorrei comunque cogliere l’occasione per spendere due parole a proposito di questo personaggio.

In ogni caso, e nonostante questo silenzio, continueremo indifferentemente a perseguire il progetto: da una parte, nella seconda metà di settembre redattori e lettori si costituiranno in un’associazione che rileverà la proprietà di Die Brücke, comprese attività e servizi. Tra questi, primo su tutti, d’altra parte si procederà con la realizzazione del circuito di siti d’informazione libera di cui si parlava nella lettera a Grillo – con o senza la sua partecipazione, s’intende.