Siamo ormai avviati, come tutti ripetono da un po’ di tempo, alla cosiddetta era di internet, quella del 2.0, quella dei social network, con Facebook in testa, quella delle webcam e dei blog.
Diciamo con più precisione che il mondo va verso questa epoca, che potrà essere positiva o negativa – questo lo vedremo -, ma ci si sta avviando.
In Italia invece preferiamo come sempre essere conservatori, per volontà o per forza di cose, ed infatti abbiamo tassi di informatizzazione nei servizi, crescita delle persone che usano il pc giornalmente, diffusione della banda larga che sono quasi da Paese del terzo mondo.
In particolare, vorrei focalizzare l’attenzione sulla questione dell’informazione, in quanto sempre più si diffonde una concezione diffusa di informazione, proprio grazie ai blog, a YouTube, a Facebook ecc. Lo stesso progetto Die Brücke fa riferimento a questo nuovo tipo di diffusione di notizie fra la gente.
Ovviamente, avendo come base la deprimente condizione di cui sopra, in Italia le persone faticano ancora ad utilizzare questo mezzo per acquisire conoscenza, news, video, o semplicemente coltivare interessi di ogni genere. Molto più radicati e penetranti nel territorio e nelle menti della gente restano i mezzi “classici”: la televisione ed i giornali.
In particolar modo la tv, visto il brutto momento che la carta stampata sta attraversando attualmente (in un Paese in ogni caso non rinomato per la quantità di lettori abituali di libri, riviste e giornali per l’appunto), anche per colpa della crisi e dei minori investimenti pubblicitari.