Una dimostrazione palese della folle politica suicida del Partito democratico c’è stata generosamente offerta, proprio in quest’ultimo periodo, dall’entourage di Massimo D’Alema, Sergio Blasi e Michele Emiliano a proposito della gestione del potere regionale in Puglia. La vicenda, se inizialmente poteva sembrare un’incomprensione circoscritta all’interesse della sola regione, si è presto allargata alla nazione tutta, attestandosi così come il paradigma di una politica fondata sull’incoerenza, sulla strumentalizzazione, sulla completa incapacità di empatia nei riguardi dell’elettorato e del popolo.
Per entrare nel merito della questione, risale circa al mese scorso la decisione inaspettata dell’ex Presidente dei Ds di stravolgere del tutto le carte sul tavolo di Presidenza della nuova Assemblea regionale – che già si era detta favorevole alla proposta, presentata dallo stesso Blasi, di riconfermare la candidatura dell’attuale Presidente della Regione, Nichi Vendola -, manifestando la sua particolare attenzione nei confronti del pensiero dell’Udc, assolutamente deciso a non appoggiare il candidato prescelto come leader del centro-sinistra.
Il comportamento dei principali alleati (non solo del partito di Casini, ma anche di quello di Di Pietro) manca certamente di chiarezza: il veto posto sul nome, infatti, non è stato seguito da alcuna chiarificazione in merito al programma o anche solo agli ultimi anni di governo in Puglia. Nonostante questo – ci si chiede il perché – è stato immediatamente accolto dal principale “manovratore” dei poteri all’interno della Regione.
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È recente la proposta del viceministro alle finanze Adolfo Urso di inserire all’interno della scuola italiana l’insegnamento della religione islamica, una proposta che ha ricevuto un ampio accoglimento sia da parte della maggioranza che dell’opposizione. Una proposta, questa, che è stata avanzata con lo scopo di favorire l’integrazione dei cittadini extracomunitari di credo islamico.
Immediate sono state le reazioni in entrambi gli schieramenti: in particolare sono da registrare il secco no della Lega Nord, dell’UdC e di una parte dello stesso Popolo delle Libertà. Ma anche all’interno del Pd si sono registrate delle spaccature.
L’accoglimento bi-partisan si è invece avuto da parte del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, e da parte di Massimo D’Alema. Ma qual è stato, realmente, il motivo scatenante la polemica?
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