Uno stile simile a quello de “I Griffin” lo ritroviamo in – purtroppo – molte delle pagine di Nonciclopedia, parodia di Wikipedia che si fonda proprio sulla stessa base del cartone creato da Seth MacFarlane: essere il più possibile estremi nei temi e nel linguaggio, non risparmiarsi nulla. Stesso risultato.
Come potrete capire leggendo completamente il link tratto da Giap nell’articolo precedente (lettura caldamente consigliata), la recente polemica scoppiata in merito alla denuncia di Vasco Rossi contro il popolare sito internet si è presto risolta in un accorato insulto verso il cantante, reo di non essere autoironico, di non saper stare allo scherzo. Ma se aveste letto la pagina in questione (ora è troppo tardi, è stata cancellata) avreste notato che le cose stavano un po’ diversamente. Un bulletto vi picchia, vi insulta, vi ruba la merenda. Se andate a dirlo alla maestra, lui si lamenterà dicendo che non sapete stare allo scherzo. E giù altre vessazioni e insulti.
La libertà di satira, come è evidente su Nonciclopedia, è finita per diventare libertà d’insulto. Un sacro insulto che non può essere criticato.



Pochissimi ne sono a conoscenza, ma qualche giorno fa il Ministro Renato Brunetta ha lanciato un dibattito e una piattaforma di discussione per creare un codice di autoregolamentazione della rete denominato codice Azuni, dal nome del funzionario sardo che nel ’700 fu incaricato di redigere un codice della navigazione.
Molti sono i commentatori che in questo periodo parlano di un’imminente morte della seconda Repubblica. In un articolo di qualche tempo fa ne parlava anche Eugenio Scalfari nell’editoriale della domenica su La Repubblica. Se così fosse, quali sarebbero i mortali sintomi?
Frantumi da comporre – Riforme legislative e innovazioni di management per migliorare la produttività delle organizzazioni pubbliche è il titolo del libro curato da Antonino Leone e Mita Marra, con la prefazione di Francesca Simeoni e gli interventi di Federico Testa, Silvano Del Lungo, Rita Carisano, Pietro Ichino, Giovanni Martignoni e Donata Gottardi.
Renato Brunetta è il “Ministro più amato dagli italiani”, un crociato che da solo si è schierato contro i fannulloni del pubblico impiego e che ha iniziato a raccogliere grandi risultati. Addirittura, lui stesso ha rivelato alla trasmissione Matrix di essere stato sul punto di vincere il premio Nobel per l’economia, ma poi l’amore per la politica ha prevalso.
Dall’inizio della sua “battaglia” contro i dipendenti pubblici fannulloni, il ministro Renato Brunetta è stato esaltato da buona parte dei media come una sorta di crociato, che da solo si è caricato sulle spalle del peso di questa necessaria riforma.