Sotto un caldo sole – simbolo propizio per un “celtico”, come si è definito nell’occasione il Ministro Roberto Castelli – domenica scorsa si è svolto il raduno della Lega Nord a Pontida.
I leader della Lega, in primo luogo Umberto Bossi, sono stati accolti da circa quarantamila persone, con tanto di bandiere e maglie verdi, lunghe barbe anch’esse verdi ed elmi cornuti. Pare che Thor abbia un nuovo popolo da proteggere: un popolo sempre più agguerrito ed affamato d’indipendenza, se si vogliono leggere i messaggi arrivati dalla piazza padana.
Sulla faccenda Polverini-Formigoni c’è davvero poco da dire, tuttavia potrebbe essere abbastanza interessante. Doverosa una premessa: le elezioni vinte a tavolino o per impedimenti burocratici sarebbero preferibilmente da evitare, causa inutilità; d’altro canto le regole sono regole, creano dei vincoli ma creano anche la Libertà, in altri termini liberano attraverso un vincolo. Servono innanzitutto a permettere a tutti di partecipare, prima di impedirlo a qualcun altro.
Riflettevo sulle parole di ieri di Renata Polverini. Un’incessante lancio di attacchi del calibro di «vogliono la prova di forza? Gliela daremo, a piazza Farsene»; oggi proseguiti, da lei o per tramite dei suoi collaboratori, anche proprio sulla stessa piazza, tra i vari «è un golpe strisciante della sinistra», «è un complotto», «dietro quanto è accaduto, c’è una regia, una volontà di escluderci» (articolo de l’Unità).
Sostanzialmente è il berlusconismo spicciolo che conosciamo ormai da più di un decenno: e la giustizia a orologeria, e i complotti, e gli attacchi scorretti della sinistra, e noi che andiamo avanti lo stesso perché noi siamo noi e voi non siete un cazzo, e il mostro di Lochness, e un’imminente invasione di alieni comunisti da Marte, e badabum, e badabam, bla, bla, bla.
L’interessante è insito nella forma. Perché soffermandosi sulla persona di certi predicati verbali (ad esempio il primo “vogliono”), sorge spontanea una domanda: ma di chi cazzo parlano?
Non saranno motivo di imbruttimento fatale, ma le trasmissioni di cucina restano tra le nefandezze di questa civiltà, almeno quanto il festival di Sanremo e gli scoop di Studio aperto sui regali di San Valentino. Ah, e San Valentino stesso, l’amore tra gli idioti.
Beppe Bigazzi, un sedicente esperto de La prova del cuoco, poco tempo fa lanciava uno scandalo di proporzioni indicibili, recitando una ricetta per il buon consumo del gatto.
Apriti cielo, vuotati gattile, gli animalisti tutti, turbati, graffiati nell’animo hanno voluto ricordare la legge numero 281 del 1991 per la protezione degli animali di affezione contro gli atti di crudeltà. Non credano si riferissero alla cattiva cucina come maltrattamento di carni e dello stomaco dell’eventuale consumatore. Razzismo puro e semplice.
Molti sono i commentatori che in questo periodo parlano di un’imminente morte della seconda Repubblica. In un articolo di qualche tempo fa ne parlava anche Eugenio Scalfari nell’editoriale della domenica su La Repubblica. Se così fosse, quali sarebbero i mortali sintomi?
Indubbiamente si avviluppano intorno alla preda da diverse direzioni. Come la tenaglia che nel ’45 tagliò la testa alla Germania nazista, diverse “sciagure” stringono la morsa intorno al collo del nostro sistema odierno.
Dopo aver apposto la sua firma sopra alla nuova legge elettorale, partorita negli ultimi giorni di governo per scongiurare la sconfitta alle elezioni – o almeno per rendere la vita difficile a Prodi & co. -, Roberto Calderoli si affrettò a definirla “una porcata”.
Il cosiddetto porcellum svolse alla perfezione il suo compito: la coalizione del centrosinistra, guidata da Romano Prodi, vinse con una maggioranza talmente risicata che la sua caduta era attesa da un giorno all’altro.
Alle ultime elezioni, la tanto odiata legge elettorale che impediva alla popolazione di scegliere i candidati non fu affatto modificata, nonostante proteste e importanti prese di posizione. Si andò a votare e vinse la coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi, con larga maggioranza.
Il leader del Pd, Walter Veltroni, a lungo parlò con il neo Presidente del Consiglio per modificare il porcellum, ma non se ne fece nulla. In molti si impegnarono per raccogliere firme per il referendum abrogativo (tra cui l’IdV), che fu pure sostenuto dalla Lega Nord.
Attraverso varie peripezie, il referendum è stato fissato per il 21 giugno 2009, con un grosso spreco di denaro pubblico – visto che si sarebbe potuto accorparlo alle elezioni europee di qualche settimana prima.
Analizziamo i tre quesiti del referendum.
Quattro chiacchiere con Mirko Pagliai, XV
Pubblicato il 10 maggio 2009, ore 22:42
Quattro chiacchiere con Mirko Pagliai, parte XV.
Ovvero: la società multi-etnica, Mr. Gentilini, cantanti italiani, “papi” Silvio.
Quattro chiacchiere con Mirko Pagliai, XII
Pubblicato il 19 aprile 2009, ore 22:47
Quattro chiacchiere con Mirko Pagliai, parte XII.
Ovvero: paura del padrone, aiutiamo l’Abruzzo, Bossi tax, censurando Vauro.
Sono trascorsi solo pochi giorni dalla tragedia che ha scosso il capoluogo abruzzese e gran parte della provincia aquilana. La fase di prima emergenza, a detta del premier e dei soccorritori, è terminata. Il bilancio è certamente drammatico, con quasi trecento vittime, tantissimi feriti e decine di migliaia di sfollati.
Ora, però, occorrerò pianificare il rilancio del capoluogo ferito. Sulla ricostruzione delle abitazioni e dello storico patrimonio artistico colpito dal terremoto, saranno i tecnici, il governo ed in generale le istituzioni a stabilire il piano d’azione. C’è, però, un’ulteriore questione cruciale per il rilancio: l’economia della città. La ricostruzione delle case è fondamentale, ma va accompagnata da uno stimolo significativo alla ripresa economica. Occorrerà agire celermente nella valutazione dell’agibilità dei prefabbricati aziendali, degli uffici e in generale dei negozi cittadini.
Certamente tempestivo e adeguato è stato l’intervento del governo e della politica nel suo complesso: mi riferisco all’introduzione dei sussidi per le famiglie colpite e agli ammortizzatori sociali per i lavoratori autonomi del capoluogo, oltre alla sospensione dei pagamenti di premi assicurativi, bollette, contributi e rate dei mutui. Tamponate le emergenze con lo spirito giusto, ora è tempo di pensare ad un piano di ampio respiro che consenta di rilanciare l’economia aquilana.
I punti nevralgici sui quali soffermarsi sono due: l’università e le attività produttive.
Rinvio a giudizio per il Ministro per i rapporti con le regioni e le autonomie locali, Raffaele Fitto. Accusato di concorso in turbativa d’asta e d’interesse privato, nell’ambito dell’inchiesta riguardante la vendita della società di supermercati pugliesi Cedis alla Sviluppo alimentare di Brizio Montinari. I fatti sono riconducibili al periodo in cui Fitto era presidente della regione Puglia.
Rinvio a giudizio pure per i tre commissari straordinari della Cedis: Antonio Di Feo, Giuseppe Rochira e Cesare Lopasso (quest’ultimo con rito abbreviato).
Ma il Ministro Fitto non è l’unico componente della squadra di governo ad avere in corso beghe con la giustizia.



