Nella teoria dei giochi c’è una strategia, Tit for tat, ideata da Anatol Rapoport per coniugare efficacia e semplicità dentro una singola regola: all’inizio collaborare, poi imitare le mosse della controparte.
Il successo di tale mossa è dato da un valore della nostra civiltà: la capacità di partecipare in gruppi, e gli odierni media orizzontali accelerano la creazione di queste formazioni. In internet infatti avvengono relazioni sociali, ma prima delle relazioni ci sono le idee. Lo scambio di queste determinano il valore della rete intesa appunto come luogo d’incontro, non come strumento.
Già nel 1938 Chester Barnard, un dirigente della Bell e scrittore americano, evidenziava i cambiamenti delle relazioni che non avvenivano più solo tra il padrone e gli operai, ma con l’espandersi delle società con un azionariato, si creavano rapporti tra azionisti, manager e dipendenti. Nel suo libro (Le funzioni del dirigente, Utet) iniziava a scoprire le motivazioni delle persone e la loro spinta a partecipare all’impresa.



Ieri sera ho dato un’occhiata a Vieni via con me. Contemporaneamente, su Twitter non si parlava d’altro. Per intenderci, a un certo punto mi sono connesso sul social network e potrei dire che, approssimativamente, degli ultimi 100 post di quel momento 95 avevano il tag #vieniviaconme (su Twitter – per quei pochi che non ancora lo sapessero – si usano i tag per indicare le parole chiave di un post).
Mi sono cancellato da Facebook, ebbene sì. La domanda che banalmente mi pongono è “perché?”, quella che invece vorrei pormi è “perché no?”; alla domanda “perché l’hai fatto proprio adesso?” preferirei invece “perché non l’ho fatto prima d’ora?”.
Questo articolo è falso. Leggi 
Siamo ormai avviati, come tutti ripetono da un po’ di tempo, alla cosiddetta era di internet, quella del 2.0, quella dei social network, con Facebook in testa, quella delle webcam e dei blog.
La vicenda Berlusconi-Lario fa tornare al centro del dibattito politico italiano la distinzione tra comportamenti privati ed etica propagandata in pubblico.
Sono stati tantissimi i video e le frasi proposte sui social network per ricordare la ricorrenza dei sessantaquattro anni dalla liberazione dal nazifascismo. Un video in particolare mi ha colpito in negativo. Individuava i nuovi resistenti.
Sono passati quasi quarantatré anni dal drammatico
Gli episodi di eliminazione di profili Facebook di moltissimi utenti mi hanno colpito sia in maniera diretta, per l’amico Mirko Pagliai – a cui porgo di nuovo tutta la mia solidarietà – ed indiretta, per la disattivazione del profilo del Senatore Giuseppe Lumia e dell’Onorevole Pierferdinando Casini.
Come