Prendete un'iPod, del tipo Touch. Smontatelo, facendo cura a non danneggiarne l'elettronica. Basandovi sulle proporzioni e sulla forma dell'involucro esterno dell'apparecchio, realizzate un nuovo involucro dalle dimensioni maggiori. Ora procuratevi uno schermo più grande, un hard disk più grande, un processore più potente di quelli dell'iPod. Potete trovare tutto il necessario su Ebay, ma anche nel negozio di elettronica sotto casa. Gli altri pezzi (quelli non elencati) li potete tranquillamente prendere dall'iPod smontato, useremo gli stessi. Benissimo, ora assemblate il tutto, sempre con la cura di cui prima.

A questo punto è necessario un nome. Visto che peccate di fantasia, vi limiterete a sostituire una vocale nel nome originale: iPad, va benissimo.

Il grosso è fatto. Ora realizzate una scatola di cartone simile a quella dell'iPod, ma più grande, usando sempre le proporzioni e la forma di cui prima. Scaricate da internet il libretto d'istruzioni dell'iPod, dovreste trovarlo in formato .pdf. Aprite il file con un editor di testi e usate la funzione "sostituisci" per cambiare il vecchio nome con il nuovo, infine stampate in formato ridotto.

Confezionate il tutto e avvolgete la confezione con del simpatico cellofan.

 

Organizzate una conferenza stampa invitando i giornalisti più famosi del mondo e presentate loro la vostra creazione. I giornalisti, generalmente, non sono molto pratici dell'argomento, vi applaudiranno e rimarranno estasiati. Parlate di un'invenzione rivoluzionaria, che stravolgerà definitivamente la vita di tutti. Un apparecchio del genere non s'era mai visto, si apre una nuova frontiera digitale. Fotocamera, internet, musica e video, il tutto tramite touchscreen: chi avrebbe mai immaginato che tutto questo sarebbe stato possibile nel 2010?

I vostri titoli in borsa schizzeranno alle stelle. Il giorno successivo, la vostra "invenzione rivoluzionaria" sarà sulla prima pagina di tutti i quotidiani del mondo. Diventerete miliardari nel giro di poche ore.

 

Think different.

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Il governo Berlusconi intende approvare - nel corso della prossima settimana - un nuovo decreto per regolamentare e limitare l'informazione su internet, in particolare per quanto riguarda i socialnetwork come Facebook.
Sono state numerose - soprattutto negli ultimi tempi - le iniziative proposte dalla maggioranza (e in misura minore anche dall'opposizione) su questo argomento, tutte sistematicamente fallite: alcune rimaste nel cassetto, altre semplicemente ritirate. Dopo il caso Tartaglia, ad esempio, quando il premier fu vittima di un aggressione al termine di un suo comizio, l'esecutivo aveva minacciato un giro di vite sulla rete, subito smentito a distanza di qualche giorno.

Questa volta, al contrario, il ministro Roberto Maroni assicura che non ci sarà "nessun rinvio e nessun ripensamento", in quanto - a suo dire - "questo vuoto legislativo non può più essere ignorato dal legislatore. Le leggi in materia esistono già e dovranno essere applicate meglio in futuro, ma non sono sufficienti a regolamentare il fenomeno costituito dalla rete nella sua complessità" (come dichiarato in un'intervista della scorsa settimana a La Repubblica). Si va così a riaprire il cassetto per pescare un progetto già valutato negli scorsi mesi.
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Oggi i governi e le banche centrali devono gestire situazioni che vanno dall'eccesso di fiducia irrazionale al panico dilagante (mancanza di fiducia).
La frequenza di questi avvenimenti è sempre più ravvicinata.

 

Nel lungo periodo si è sempre ritrovato un certo equilibrio, ma proprio per questo deve intervenire lo Stato, con gli stimoli fiscali, per velocizzare la ripresa. Anche per dare una spinta al tasso d'occupazione - che è sempre l'ultimo a riprendersi -, altrimenti la montante disoccupazione erode la residua fiducia, aggravando così la situazione.

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Continua da Supereroi e società, parte IV.

 

Ci sono due regole fondamentali per un comics di successo: l’eroe dev’essere l’esatto opposto del cattivo, l’eroe ed il cattivo devono avere origini legate.

Questi due semplici postulati sono alla base anche del più brillante film sui supereroi mai girato, Umbreckable di M. Night Shyamalan.

Fin troppo facile fare degli esempi, a partire da Lex Luthor, nemico giurato di Superman: l’Uomo d’acciaio è bello, muscoloso e generoso, Luthor è obeso, calvo e assolutamente egoista. Anche le loro origini sono legate, infatti la calvizie di Luthor è dovuta alle radiazioni dei meteoriti precipitati sulla Terra dopo l’esplosione del pianeta Krypton, la stessa pioggia meteoritica che portò il neonato Kal-El sul nostro pianeta.

Al personaggio di Lex Luthor, folle miliardario ossessionato dalla figura di Superman tanto da usare le sue forze economiche e criminali per essere eletto Presidente degli Stati Uniti (una sorta di Berlusconi d’oltre oceano), si è ispirata la Marvel per il suo Kigpin, miliardario e signore del crimine di New York che causa non pochi problemi a Spiderman come a Devil.

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La presidenza del gruppo parlamentare del PdL alla Camera (nelle persone degli onorevoli Italo Bocchino e Fabrizio Cicchitto) durante la scorsa settimana ha voluto ricordare ai propri deputati "l'importanza" della legge sul legittimo impedimento per "il PdL, il Presidente Berlusconi e il Governo", invitandoli a "garantire la presenza per tutta la prossima settimana senza eccezione alcuna", come riportato nel fax loro inviato (e che potete qui visionare).

 

A dimostrazione dei palesi interessi personali che caratterizzano questa ennesima legge ad personam e della priorità che il governo riconosce a questi stessi interessi a discapito di quelli pubblici, per i quali raramente si ricorre a promemoria e dove l'assenteismo è ampiamente tollerato, nonostante le dichiarazioni pubbliche di verso opposto.

 

Segnalato da Giulia Innocenzi sul suo blog.

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Nella pochezza del dibattito politico corrente, contraddistinto da un utilizzo improprio ed approssimativo del linguaggio, le prime e più illustre vittime sembrano essere proprio le parole. Quelle parole senza le quali la politica resterebbe muta e che secondo Aristotele distinguono gli uomini dalle bestie, rendendo praticabile la vita in comune (Politica, I, 1253a).

Parlar bene non è - si badi - questione di mera forma, di stile, bensì di contenuto. È capacità di imprimere sfumature espressive che si riflettono nell’uso, più o meno rigoroso, dei concetti. È attitudine a elaborare pensiero astratto secondo i dettami propri della logica, al di là delle distorsioni ideologiche. È senso storico e sensibilità storica. Come avvertiva George Orwell nel 1946, liberandosi del cattivo linguaggio «si può pensare in modo più chiaro, e pensare in modo chiaro è il primo passo necessario per una rinascita politica». E proprio al rapporto fra manipolazione linguistica e totalitarismo Orwell dedicò pagine illuminanti nel suo romanzo più celebre, apparso due anni dopo.

 

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Messa a disposizione on-line dal programmatore Luigi Marino un'applicazione per l'Iphone della Apple, chiamata I-Mussolini. L'applicazione, scaricabile gratuitamente, contiene un centinaio di discorsi del duce. In progettazione anche una versione a pagamento, contenente come extra le urla strazianti di ebrei torturati.

 

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