Si è chiuso il processo d’appello per la strage di Piazza della Loggia, si è chiuso con l’assoluzione di tutti gli imputati. Nessuno è colpevole, e se nessuno ha messo la bomba, la bomba non è stata messa, la strage non è mai avvenuta, gli 8 morti e 102 feriti è come se non fossero altro che mere statistiche, i depistaggi dei servizi segreti restano solo delle voci.
Perché, dopo tutti questi anni (era il 28 maggio 1974 quando quella bomba esplose in una delle piazze principali di Brescia), uno pensa che la verità sulla strategia della tensione, sul terrorismo, su Gladio, possa anche essere ammessa, visto che è una verità che, chi ha la testa per intenderla, già conosce. Perché uno crede che, dopo tutti questi anni, questo Paese possa anche muovere qualche passo sulla via della redenzione, e che le famiglie delle vittime possano veder cadere il muro di gomma delle istituzioni reticenti, che hanno deciso di stendere un velo oscuro su quegli anni.
Perché, quel 28 maggio, qualcuno diede l’ordine ai pompieri di intervenire in Piazza della Loggia a pulire tutte le tracce della strage con le autopompe; perché qualcuno fece scomparire i reperti prelevati dai cadaveri; perché qualcuno pagò il pentito Martino Siciliano per scagionare Delfo Zorzi.
Leggi tutto
Una scossetta al teatro che si fa in ogni luogo, in una piazza, in una cantina, in un porticato, in un giardino, perchè ogni luogo è luogo di teatro. Una scossetta al pubblico, alla società, uno sputo all’Uomo, uno schiaffo all’attore finto e di plastica,
una scossetta alle donne che partoriscono speranza. Così Francesca Vaccaro, regista e attrice palermitana, racconta la sua piece teatrale Stuprata Speranza.
Le non attrici in scena Alessandra Pipitone, Elisa Bisignano e Marianna Ippolito rivisitano la tragedia di Pentesilea, la regina delle Amazzoni. Perchè non attrici? Non riesco a capire, si spegne la luce elettrica, si accendono le candele. Cominciano a recitare sommessamente l’Ave Maria, alzano il tono della voce sempre più ad ogni principio di preghiera, vengono fatte tacere improvvisamente da un cappello nero che viene posato loro sulla testa. La stanza si riempie di silenzio che dura qualche minuto poi le non attrici iniziano a ridere sguaiatamente, senza freno, rido anch’io, ridono un pò tutti.
Lentamente cambiano volto, continuano a ridere ma si intristiscono, le loro labbra si curvano, singhiozzano. Diventano attrici. Le riconosco dietro la maschera bianca colorata sul viso. Diventano interamente umane. Hanno un fiore rosso in mano, lo tengono stretto, perchè così stretto?
Leggi tutto