I Simpson hanno rappresentato, dopo il periodo dei grandi comici a stelle e strisce, la più grande ventata d’aria fresca nel genere, formando un cartone animato satirico di rara bellezza: protagonista la tipica famiglia americana (padre, madre, tre figli) con Homer, stupido, grasso, incapace, ubriacone e giocatore d’azzardo (lo vediamo perdere soldi a poker o alle corse dei cavalli), per di più violento con il figlio; Marge, aspirante pittrice che ha dovuto sacrificare i suoi sogni per la vita domestica, dopo essere rimasta incinta giovanissima, è una donna senza ambizioni né desideri; Bart, il primogenito, futuro disadattato, bullo che non si fa problemi a fare scherzi pesanti ogni volta che gli riesce possibile, uno dei personaggi più insopportabili e anticipatici dei cartoni animati, a sua volta vittima dei bulli (quelli veri) della scuola; Lisa, la secondogenita intelligente e di grande talento che sa che non uscirà mai dalla mediocrità a causa delle pessime condizioni economiche della famiglia, depressa e disillusa, con affioranti tendenze suicide; Maggie, la piccola di casa, che assiste impassibile alle disgrazie della famiglia e che, nonostante l’età, ancora non ha iniziato a parlare.
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Uno stile simile a quello de “I Griffin” lo ritroviamo in – purtroppo – molte delle pagine di Nonciclopedia, parodia di Wikipedia che si fonda proprio sulla stessa base del cartone creato da Seth MacFarlane: essere il più possibile estremi nei temi e nel linguaggio, non risparmiarsi nulla. Stesso risultato.
Come potrete capire leggendo completamente il link tratto da Giap nell’articolo precedente (lettura caldamente consigliata), la recente polemica scoppiata in merito alla denuncia di Vasco Rossi contro il popolare sito internet si è presto risolta in un accorato insulto verso il cantante, reo di non essere autoironico, di non saper stare allo scherzo. Ma se aveste letto la pagina in questione (ora è troppo tardi, è stata cancellata) avreste notato che le cose stavano un po’ diversamente. Un bulletto vi picchia, vi insulta, vi ruba la merenda. Se andate a dirlo alla maestra, lui si lamenterà dicendo che non sapete stare allo scherzo. E giù altre vessazioni e insulti.
La libertà di satira, come è evidente su Nonciclopedia, è finita per diventare libertà d’insulto. Un sacro insulto che non può essere criticato.
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