“Credo, sinceramente, di essere stato e di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere in 150 anni della sua storia” (Silvio Berlusconi, 10 settembre 2009).
Come riportato nella relativa voce su Wikipedia, “in Italia il presidente del Consiglio dei Ministri [...] è uno degli organi monocratici che compongono il governo”. “Il presidente del Consiglio dei Ministri è un organo a rilevanza costituzionale, in quanto previsto dalla Costituzione negli articoli 92, 93, 94, 95 e 96″. “È comunemente percepita come la più importante carica della Repubblica italiana“.
Il presidente del Consiglio, insomma, è riconosciuto dalla Costituzione ed è una carica della Repubblica italiana, come sopra riportato.
La Costituzione fu approvata dall’Assemblea costituente il 22 dicembre 1947, promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948.
La Repubblica italiana nacque il 2 giugno 1946 in seguito al referendum indetto per determinare la forma dello stato. La proclamazione ufficiale avvenne il 18 giugno.
Il primo presidente del Consiglio è stato Alcide De Gasperi, precisamente dal 13 luglio 1946 al 17 agosto 1953.
Centocinquanta anni fa, invece, si realizzava l’unità d’Italia, precisamente nel 1861, ad opera di Vittorio Emanuele II di Savoia (che era re, prima di Sardegna e poi d’Italia, e non presidente del Consiglio). Un evento – per chi non lo sapesse – che nulla ha a che vedere con Costituzione e Repubblica.
Chiaramente – e riporto il mio commento nel contesto, mi pare giusto – altre personalità, durante il Regno d’Italia, hanno ricoperto una carica dallo stesso titolo. È dunque meglio pensare che il Cavaliere abbia confuso unità d’Italia e nascita della Repubblica, piuttosto che sentirlo paragonarsi a un Cavour o un Giolitti, oppure (d’altra parte) a un Mussolini.
Tanto valeva dirsi il migliore dalla rivoluzione francese in poi, considerando che il paragone con Napoleone (non necessariamente circoscritto all’altezza) è tra i suoi deliri preferiti.
A imperitura memoria.